copertina articolo gigi

MARKETING IGNORANTE

Come creare un post virale su Instagram

Erano più o meno le ore 16 di Venerdì 23 Agosto 2019 ed ero seduto davanti al mio pc a cercare un’idea valida per qualche contenuto da pubblicare sul mio profilo Instagram. Non mi veniva in mente nulla, zero spaccato! Avevo la sindrome del foglio bianco e mi sentivo frustrato: “non sono ispirato, chiudo tutto e vado a fare due passi”.

Mentre chiudevo tutto vibra il mio smartphone in tasca: un DM su Instagram. Il messaggio di un’amica in cui c’era scritto: “Gigi, ciao scusami se disturbo. Essendo tu molto seguito potresti pubblicizzare questa app: ECOSIA. È un motore di ricerca e utilizzano i ricavi delle pubblicità per piantare alberi. Grazie”

Negli scorsi giorni si era parlato tanto dell’incendio che ha colpito l’amazzonia, la maggior parte della gente che seguo sui social ha condiviso post di indignazione a riguardo. Ma invece di condividere indignazione (probabilmente col solo scopo di trovare consensi), non sarebbe meglio fare qualcosa di concreto e soprattutto invitare la gente a fare lo stesso?

Era quello che cercavo: l’idea per un contenuto!

Ne approfitto e faccio una ricerca proprio per capire cosa si potesse fare di pratico per il nostro pianeta. Trovo altre due soluzioni valide. Una è Treedom (di cui ho conosciuto il founder l’anno scorso ad un evento): un servizio che ti permette di “adottare” un albero, piantarlo dove c’è bisogno nel mondo e seguire online il suo ciclo di vita. L’altra è Rainforest Trust: una piattaforma che raccoglie donazioni e ne fa delle “collette” per acquisire terreni ed evitare che vengano disboscati e maltrattati. Screenshotto le home page delle tre piattaforme e vado su Canva per creare il mio solito post a slide.

Eccolo:

incendi in amazzonia

Durante la fase di creazione del post sentivo un leggero tremolio alle mani dovuto al fatto che sapevo che il post aveva degli elementi di innesco per la viralità. Mi aspettavo un discreto risultato, ma non delle dimensioni di quelle che ha raggiunto. In questo articolo descrivo quali sono stati gli elementi di viralità che hanno permesso al post di raggiungere un risultato pazzesco su Instagram. Il primo elemento di viralità è proprio la natura del post, che fa leva su un trend topic, sulla bocca di molti e nel feed di tutti durante quei giorni. Ma non bastava una cosa del genere a farlo diventare virale, ci ho dovuto mettere altro.

Prima slide. Provocazione: “Incendi in Amazzonia. Cosa puoi fare di concreto oltre a ostentare indignazione sui social?” L’argomento è scritto a caratteri cubitali, impossibile non leggerlo. Avrebbe di sicuro attirato l’attenzione perché era un argomento di Real Time. Lo sfondo è in contrasto ed è di un colore vivace che cattura l’occhio, il testo è poco e leggerlo non risulta faticoso. Lo stile comunicativo becca tutti: sia quelli che si sono indignati, sia quelli che non lo hanno (ancora) fatto. Lo slogan è chiaro, in senso lato sta dicendo “ehi tu! Guarda che oggi tutti si indignano per questa roba qui ma senza fare nulla di concreto. Io ti sto dando la possibilità di dimostrare agli altri e a te stesso di essere una persona diversa, una persona concreta”.

Slide di contenuto utile e fruibile immediatamente. È il corpo del post, ci sono 3 slide che descrivono tre soluzioni alla portata di tutti e soprattutto applicabili immediatamente per poter fare nel piccolo di ognuno qualcosa di utile. Jonah Berger nel suo libro “Contagioso. Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono” descrive l’utilità pratica di un’informazione come fattore di viralità. Queste tre slide che sono il corpo del post, la parte concreta, hanno fatto il 50% del lavoro secondo la mia opinione.

Call to Action. È quella che ha fatto il lavoro sporco: “Condividi questo post nelle tue storie e contribuisci a salvare il mondo” Dai un motivo valido alle persone per compiere un’azione semplice e chiunque sarà felice di assecondarti.

Questa CTA ti dice esattamente cosa devi fare e ti fornisce anche una motivazione più che valida: cavolo, chi non vorrebbe contribuire a salvare il mondo? E soprattutto chi non vorrebbe dimostrare agli altri di essere un eroe?

RISULTATO

insight post instagram

Fattore critico di successo: inutile dire che senza il fattore critico di successo tutti questi elementi messi insieme non avrebbero mai permesso a questo post di fare i numeroni che vedete.

Il primo fattore che su tutti ha permesso al post di avere successo è stata la mia community.

Sono state le persone che mi seguono e a cui do in pasto contenuti ogni giorno ad aiutarmi a diffondere il post e innescare la viralità. Proprio loro si sono comportati da “starnutitori” e hanno permesso che il post iniziasse a girare. Hanno riconosciuto il valore di un post simile e hanno iniziato a condividerlo tra le loro storie. Si è diffuso a macchia d’olio e qualcuno è riuscito a beccare anche profili importanti che lo hanno pompato ancora di più.

Insomma, la questione è sempre la stessa: qualsiasi siano gli obiettivi di una strategia di comunicazione online, avere una community leale è fondamentale! Senza la mia community non avrei scritto questo articolo e oggi tu non sapresti qualcosa in più sulla viralità. Approfitto per ringraziare pubblicamente tutte le persone che ogni giorno mi seguono e mi supportano, tutte le persone che scambiano pareri con me in DM e tutte le persone che mi vogliono bene prima tra tutte mia mamma:

CIAO MAMMA, SONO SU MARKETING IGNORANTE!

 

 

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