Emoji Marketing: il suo potere nella comunicazione

Il 17 Luglio si celebra il World Emoji Day, istituito nel 2014, da Jeremy Burge, designer australiano, per celebrare l’importanza di queste simpatiche faccine nella nostra vita. Il potere delle emoji è stato ben compreso anche dai brand, che ne hanno fatto una vera e propria strategia di comunicazione digitale. 

La nascita delle emoji

La nascita delle emoji risale agli anni ‘90 in Giappone. Il merito, secondo alcuni, va ad un dipendente dell’azienda di telecomunicazioni Docomo, Shigetaka Kurita

Dopo aver osservato la grande quantità di immagini che gli utenti si scambiavano tramite sms, decise di creare le emoji, simpatiche faccine il cui compito è esprimere gli stati d’animo di chi le utilizza. 

C’è anche però chi sostiene che il primo set di emoji, costituito da 172 immagini, fu creato e reso disponibile dalla Softbank, una multinazionale giapponese. 

La vera svolta ci fu, però, nel 2008, quando il CEO della Softbank, convinse la Apple ad introdurre le emoji nell’IPhone. Il successo e l’espansione delle faccine furono immediati. 

Da allora le emoji fanno parte della nostra comunicazione quotidiana, ma come arrivano sulle nostre tastiere? Te lo dico subito.

Il ruolo dell’Unicode Consortium

L’Unicode Consortium è un’associazione no-profit che ha il compito di aggiornare e pubblicare un sistema di comunicazione standard sui diversi dispositivi informatici, assegnando un numero univoco ad ogni carattere utilizzato per la scrittura dei testi. 

L’obiettivo è rendere standardizzati e leggibili, sui vari dispositivi, i caratteri di ogni genere, comprese le emoji. L’Unicode si occupa anche dell’approvazione delle nuove emoji, stabilendo quali entreranno a far parte dello standard comune. 

Chiunque può proporre una nuova emoji, ma il processo di approvazione è tutt’altro che semplice. Bisogna rispettare criteri specifici e chiedersi a cosa sarà legato il probabile successo di quell’emoji: rappresenta qualcosa di nuovo? quanto verrà utilizzata? 

La frequenza nell’utilizzo di un emoji rappresenta un fattore di estrema importanza nella scelta delle nuove emoji da aggiungere allo standard, in quanto decreta il successo dell’immagine creata. 

Grafico a torta che mostra la frequenza di utlizzo di alcune emoji, tra cui la faccina che ride, che è quella più utilizzata. fonte: https://home.unicode.org/emoji/emoji-frequency/

Pensa che solo nel 2021 sono nate 217 nuove emoji, la maggior parte delle quali sono versioni aggiornate di emoji già esistenti. Ad esempio abbiamo la versione del cuore fasciato e di quello in fiamme.

Nuove emoji create nel 2021, tra cui il cuore in fiamme, il cuore fasciato e la faccina tra le nuvole. fonte: https://www.corriere.it/tecnologia/cards/nuove-emoji-arrivo-iphone-cuore-fiamme-testa-le-nuvole/nuove-emoji-arrivo-primavera_principale.shtml

Emoji marketing: una “lingua” innovativa

Oggi i brand utilizzano modi innovativi per comunicare. La comunicazione si è spostata dalla parola alle immagini, che hanno il potere di attirare l’attenzione dell’utente. 

Nuove strategie di marketing si sono fatte spazio tra quelle tradizionali: il meme marketing, ad esempio, che sfrutta l’umorismo generato da un meme per catturare il pubblico social.

Con l’Emoji Marketing, i brand puntano allo sviluppo di emoji personalizzate, attraverso strumenti online come Moji Maker, oppure utilizzano quelle esistenti, associandole al proprio marchio. 

La comunicazione diventa d’impatto e immediata, ma soprattutto empatica. 

Il marketing moderno è, infatti, fortemente incentrato su un nuovo aspetto: le emozioni. Si parla sempre più di neuromarketing come di quella disciplina che studia proprio le risposte emotive durante i processi decisionali degli utenti. 

Questa nuova “lingua” ha un enorme potere comunicativo, in quanto permette di spostare la conversazione sul piano simbolico, riassumendo il messaggio con una semplice faccina. 

Come avere successo con l’emoji marketing

Negli ultimi anni una ricerca di SocialBakers Analytics ha mostrato che sono circa 500 i Top Brand che fanno uso di una strategia di Emoji Marketing. Tra questi: Pepsi, Starbucks o L’Oréal

Ma una strategia di emoji marketing ha sempre successo?

Spesso, confondiamo la capacità di questi nuovi strumenti comunicativi di attirare più facilmente l’attenzione, con l’automatica connessione al contenuto da parte dell’utente. 

Quell’emoji potrebbe comunicare un messaggio sbagliato o non coerente con il brand in questione e dunque portare all’insuccesso. 

Un’ottima tecnica per rafforzare il legame con il consumatore è offrire emoji gratuite e personalizzate, che si adattano al brand. In questo modo è possibile anche creare una pubblicità indiretta, generata dalla condivisione del set di emoji. 

Un altro modo per utilizzare l’Emoji Marketing è associare le emoji a delle cause sociali che stanno a cuore agli utenti, integrandole in una più ampia strategia di Brand Activism, ossia quando un brand si fa promotore attivo di una causa sociale. 

Ad esempio, WWF, nel 2015, ha realizzato una campagna di Emoji Marketing che consisteva in una donazione di 10 centesimi ogni volta in cui si usava, su Twitter, l’icona per una delle specie in via d’estinzione.

Le “emoji attiviste” sono estremamente importanti in un’epoca in cui gli utenti prestano molta attenzione a temi come l’inclusione sociale, il razzismo, l’omotransfobia e difendono in prima linea i propri diritti. 

Basti pensare che nel 2021 tra le nuove emoji rientrano anche la donna barbuta e le coppie di ogni genere e colore di pelle.

Ma quali sono i vantaggi e i pericoli?

Una strategia di Emoji Marketing porta con sé vantaggi e pericoli, che vanno valutati prima di intraprendere questa strada all’apparenza assai semplice. Sicuramente le emoji hanno i vantaggi di:

  • essere facilmente visibili, cosa che le porta ad essere notate dall’utente;
  •  rendere la lettura più divertente e veloce; 
  • essere interattive, favoriscono infatti il coinvolgimento degli utenti stimolando le loro emozioni

Ma non basta attirare l’attenzione! E’ importante poi far sì che la curiosità dell’utente si trasformi in azione concreta. Bisogna dunque studiare l’emozione cui dà vita quell’emoji. 

La coerenza della faccina con il brand è indispensabile: deve rispecchiare valori e caratteristiche di quel marchio o comunque il messaggio che si vuole trasmettere. 

Questo richiede una preventiva analisi della personalità del brand e il target di riferimento, per evitare errori nel tone of voice che potrebbero compromettere il successo della strategia. 

Fare buon marketing significa anche prestare attenzione alla qualità del messaggio che si trasmette: la comunicazione deve essere semplice. Un abuso delle emoji non porterebbe ad un buon risultato, in quanto potrebbe perdersi il senso del messaggio. Mentre molto utile è il loro utilizzo a sostegno di un testo per enfatizzarne il senso. Vediamo due casi di successo.

L’emoji marketing di Domino’s Pizza 

Quanto vi annoia ordinare la pizza al telefono? Domino’s Pizza ha creato una soluzione: un servizio di consegna con ordinazione via twitter. Basta inviare un messaggio contenente il gusto scelto con l’emoji di una fetta di pizza e l’hashtag #EasyOrder sull’account @Dominos.

I clienti devono prima registrarsi al servizio Easy Order sul sito, inserendo l’indirizzo al quale consegnare l’ordinazione. 

Nonostante il servizio non sia molto flessibile, poiché non consente di personalizzare la pizza, è comunque da apprezzare ed è stato utile ad attirare nuovi clienti, in particolar modo quelli più pigri!

Messaggio per usufruire del servizio di Domino's Pizza. L'immagine mostra la risposta della catena di pizzerie che conferma l'ordine..

L’emoji marketing di Disney

In occasione del lancio del film “Star Wars: il risveglio della forza”, Disney ha preparato un trailer basato sulle emoji

E’ stata poi data la possibilità agli utenti di creare una propria emoji. Questo non solo ha aumentato l’interesse verso il film in uscita, ma ha anche favorito la diffusione sui social delle emoji create dagli utenti. 

Emoji marketing: sì o no?

Le emoji sono solo uno dei tanti strumenti per sviluppare una strategia di comunicazione. 

Attraverso la loro capacità di esprimere emozioni e stati d’animo è possibile attirare e fidelizzare i clienti, aumentando le loro interazioni con il brand. Non esistono però linee guida per il loro utilizzo, nè tanto meno si sa con certezza quando sia giusto utilizzarle. 

La cosa importante è non farne un uso improprio, che comprometta l’identità del brand e anche la sua credibilità. ll database di emoji disponibili è in continua espansione, nuove emoji vengono create ogni anno e dunque nuovi messaggi possono essere trasmessi. 

Conosci altri esempi di brand che hanno utilizzato una strategia di Emoji Marketing? Faccelo sapere iscrivendoti alla nostra community e interagendo con noi!

Valeria Iacovelli

Valeria Iacovelli

Valeria, classe 1997. Empatia, creatività e determinazione mi descrivono perfettamente. Mi piace leggere, viaggiare e mettermi in gioco.Se sei un appassionato di marketing come me corri a leggere i miei articoli e non te ne pentirai. ;)

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