fedez concerto 2019

MARKETING IGNORANTE

Fedez e la sigaretta elettronica: il fallimento dell’influencer marketing

Da mesi mi sto interessando all’argomento e il titolo è volutamente provocatorio. Ho letto veramente di tutto e di più a riguardo, tant’è che potrei scriverci un ebook, vi piace l’idea?

Tornando a noi. In questi mesi mi sono straconvinto di una cosa: l’unica forma di influenza che funziona veramente è la SPONTANEITÀ. Perché vedete, puoi essere il più figo, il più bello, il più ricercato (leggetelo anche al femminile) ma se sei falso come una moneta da 3 euro, nel lungo periodo non funzioni più.

Da influencer marketing a semplice awareness

Questo è anche il motivo per il quale le aziende si stanno spingendo verso i micro-influencer, perché l’audience di quest’ultimi, se legittima, potrebbe essere realmente influenzabile dal tipo o dalla tipa di turno.

Ok, come al solito vi ho tediato, ma ora entro nel topic come Salmo sulla base.

Fedez è un fumatore di sigaretta elettronica da un po’ di anni. Come disse lui in un’intervista: “fumavo tre pacchetti e mezzo al giorno, la sigaretta elettronica mi ha salvato la vita”. Penso chiunque di noi lo ha visto almeno una volta svapare, soprattutto ad X Factor.

Ecco, qualche mese fa, insieme ad un’azienda produttrice di sigarette elettroniche, ha contribuito alla realizzazione di un modello entry level accompagnata da una selezione di aromi di suo gradimento. Come potete vedere nell’immagine, si tratta proprio di un prodotto “blended with”, quindi in altre parole brandizzato dal co-creatore (infatti oltre al nome della sigaretta “fluo” c’è anche quello di Fedez)

fedez e sigaretta elettronica fluo

Da quando è stato lanciato, ciclicamente il buon Federico (contro il quale, giusto per chiarire da subito che non sto facendo l’hater, non ho nulla, anzi, è un personaggio che seguo volentieri e con il quale spesso mi trovo d’accordo), nella sua TV personale (le stories di Instagram) propone l’acquisto della “sua” sigaretta brandizzata, facendo vedere che se la svapa alla grande e ricordando l’aneddoto dei 3 pacchetti giornalieri.

Le recensioni parlano di un prodotto ovviamente sovrapprezzato, il più classico “niente di che” e di una selezione di aromi di pessimo gusto.

Ok, ma a noi cosa frega delle recensioni? Tecnicamente nulla, se non che a quanto pare lo stesso Fedez è d’accordo con i vari recensori visto che al di fuori delle su stories, come potete vedere nella foto, fuma un’altra sigaretta elettronica!

fedez e cosma ad xfactor

La domanda sorge spontanea: perché consigliare un prodotto di cui non si fruisce?

Conoscendo l’astuta dialettica del rapper milanese, questi potrebbe svincolarsi sostenendo che si tratti di un prodotto entry level mentre lui è uno vaper datato e dunque utilizza prodotti advanced, ma è proprio qui che risiede il fallimento dell’influencer marketing.

La tua audience ti segue per x mila motivi, ma tra questi senza ombra di dubbio c’è la fiducia che ripone nei tuoi confronti e soprattutto nei confronti di ciò che gli consigli, indipendentemente dal fatto che tu sia pagato o meno.

Tutto questo però diventa terribilmente privo di valore, nel momento in cui tu svesti i panni dell’influencer e vesti quelli del salesman. La differenza esiste ed è netta, altrimenti Cialdini non avrebbe scritto le armi della persuasione.

Sia chiaro, Fedez non è ne il primo ne l’ultimo, basti vedere la sfilza di personaggi che esce da Uomini e Donne/Temptation Island che in 5 minuti di notorietà è già influencer di prodotti fitness, detox, nature ecc.

Ma se da questi ci si può aspettare di tutto, considerata l’assuefazione da arrivismo di cui soffrono, da uno che è arrivato da un bel pezzo e che di certo non ha bisogno di vendere nulla per vivere una vita senza problemi, ecco, da lui non ce lo aspettiamo.

Anche perché poi, inevitabilmente, si entra nel vortice del “vedo tutto con malizia” e dunque, anche laddove si propone qualcosa di valido e di cui si è in prima persona convinti, ecco lì che lo scetticismo prenderà il sopravvento (questo in generale, al di là dell’argomento in questione)

In conclusione, l’influencer marketing deve essere guidato dalla spontaneità altrimenti potremmo tranquillamente eliminare la parola “influencer” e lasciare solo marketing.

Andrea Dibitonto

Andrea Dibitonto

Founder & Strategist

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