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Galleria Campari: un prodotto diventato arte

Ingresso della Galleria Campari: si contraddistingue dal caratteristico colore rosso, con finte arance sul soffitto

Un museo moderno e inimitabile che dal 2010 rende omaggio all’inconfondibile aperitivo rosso, un prodotto diventato arte, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: è la Galleria Campari. 

Andiamo a darci una sbirciata! Ma prima facciamo un passo indietro e scopriamo come è diventato famoso l’autentico Campari.

C’era una volta… 

…il 1860. Gaspare Campari, figlio di una famiglia di proprietari terrieri milanesi fece il colpo grosso e inventò il Campari: l’aperitivo rosso fuoco che ancora oggi mantiene invariata la ricetta originale di erbe aromatiche provenienti da tutto il mondo. 

Ma non fu davvero tutto così semplice. Servirono anni di studio sull’arte della liquoreria per permettere a Gaspare Campari di creare circa 60 tipologie di liquori differenti tra i quali il Campari Bitter, liquore dall’inconfondibile colore rosso vivo che conosciamo noi oggi, la cui ricetta rimane tutt’ora coperta da un impenetrabile segreto.

La vera innovazione e il conseguente successo, però, non furono solamente dovuti all’apprezzamento del prodotto da parte del pubblico, ma anche all’intuizione di proporlo in un momento di consumo nuovo, non ancora consolidato: quello dell’aperitivo! 

Allora, l’amato aperitivo time prima di cena non era un momento ritualizzato. Perciò Gaspare decise di posizionarsi proprio lì, proponendo il Campari come elemento per stimolare l’appetito, nonostante fosse un amaro tipicamente consumato a fine pasto.  

Gaspare Campari con la famiglia e la moglie Letizia Galli

A supportare e incoraggiare il signor Campari ci fu la moglie Letizia Galli. Questa grande donna imprenditrice, dopo la morte del marito, continuò a prendersi cura dei suoi successi spingendo il figlio Davide a seguire le orme del padre.

Dopo un periodo di studio in Svizzera e uno in Francia gli venne affidata l’attività di famiglia, ed è qui – nei primi anni del ‘900 – che ci fu la vera svolta.

Agli inizi, la notorietà del prodotto era dovuta al passaparola. A Davide ciò non bastava, in quanto ambiva a portarlo oltre i confini cittadini e regionali.

Ma per farlo serviva una strategia di comunicazione in grado di lasciare davvero il segno

Bene, ora entriamo in Galleria!

Un viaggio nell’arte in Galleria Campari

Inaugurata nel 2010, anno del 150° anniversario di Campari, la Galleria Campari ospita le più interessanti creazioni di comunicazione marketing sviluppate dal brand che abbracciano l’arte, il cinema, il design e, senza dubbio, la miscelazione.

Quindi, pronti, partenza…via!

Dopo il Carosello…tutti a nanna!

Forse non tutti sanno che ci fu un periodo nella storia – tra il 1957 e il 1977 – in cui la pubblicità in tv era attesa da tutta la famiglia: quello del Carosello.

Consisteva in una serie di cortometraggi pubblicitari che andavano in onda tutte le sere sui canali RAI 1 e RAI 2. Avevano l’obiettivo di far conoscere i prodotti, le modalità di consumo o di utilizzo e le loro funzionalità.

Il Carosello ebbe anche l’importante funzione di favorire la diffusione dell’utilizzo della lingua italiana in un dopoguerra in cui l’uso dei dialetti regionali era ancora ampiamente diffuso. 

Fotogrammi carosello

In Galleria Campari ci si può inoltre immergere negli anni ’80 e ‘90, davanti agli schermi che riproducono i cortometraggi realizzati dal brand.

Pensa che Campari creò circa 300 cortometraggi pubblicitari tra i Caroselli e gli spot pubblicitari che seguirono, molti dei quali avevano come testimonial del prodotto personaggi famosi come il cabarettista Paolo Poli, il cantante Marino Barreto, e gli attori Humphrey Bogart e David Niven.

Il dipartimento di comunicazione pubblicitaria di Campari è sempre stato molto attento alla scelta dei testimonial che avrebbero rappresentato il prodotto. 

Campari e il Cinema: una storia lunga quasi 100 anni 

La prima collaborazione con il grande cinema fu nel 1930.

Davide Campari commissionò all’artista Bruna Mateldi Moretti una serie di divertenti grafiche Art Decò, delicate caricature che raffiguravano star di Hollywood intente a gustare un Bitter o un Cordial Campari.

Caricature di Campari che mostrano Star di Hollywood intente a bere un Bitter o Cordial Campari

La scelta di non focalizzarsi su un unico personaggio non fu un caso: infatti Davide Campari voleva sprigionare le diverse identità della marca e far sì che ogni consumatore potesse identificarsi con il divo hollywoodiano che più lo rappresentava.

Queste cartoline, persino autografate, divennero dei veri e propri oggetti da collezione. Non a caso, ancora oggi, le iniziative Limited Edition che coinvolgono il prodotto continuano ad avere grande successo non solo dagli amanti del prodotto, ma anche dai collezionisti.

Attualmente Campari, a conferma dell’affinità della marca con il mondo del cinema, è sponsor principale del Festival del Cinema di Venezia, Roma e New York e da quest’anno anche di Cannes. 

Dal calendario Campari ai Red Diaries

Le orme del collezionismo proseguono con la realizzazione, dall’anno 2000, dei calendari Campari, anch’essi realizzati con protagonisti di spicco del mondo del cinema come Salma Hayek, Milla Jovovich, Uma Thurman e Penelope Cruz.

Quest’ultima nel 2013 sfatò i falsi miti sulla superstizione come i gatti neri, gli specchi rotti e i piedi spazzati.

Tutto questo per sottolineare che “l’auto-convinzione consente di superare ogni superstizione, permettendo così di godere di tutti i momenti piacevoli della vita.”  come, ad esempio, un fresco Campari. 

Penelope Cruz per i Red Diaries

E per restare al passo con i tempi, seguendo l’evoluzione di un mondo sempre più digitale, nel 2017 il format si trasformò in un progetto del tutto nuovo: i Red Diaries.

Questi cortometraggi della durata di circa 12 minuti sono straordinari esempi di Branded Entertainment realizzati dai grandi registi italiani Paolo Sorrentino, Matteo Garrone e Stefano Sollima, in grado di mantenerci incollati allo schermo fino all’ultimo secondo. 

Il prodotto diventato arte: Campari è innovazione e sguardo al futuro

Milano, 1° novembre 1964. Viene inaugurata la prima linea metropolitana di Milano e Campari c’è!

L’artista Bruno Munari fu incaricato di realizzare la prima opera pubblicitaria che tappezzò le banchine delle stazioni della metro. 

Si trattava di un manifesto pubblicitario pensato per essere visto e ricordato dai passeggeri anche dal treno in movimento.

Il lettering, che si ripete, diventa elemento artistico e creativo evocando un grande senso di modernità per l’epoca, dove il rosso Campari è fortemente presente.

Una copia dell’opera è oggi conservata nella collezione permanente del MOMA di New York.

Opera di Bruno Munari composta da tante scritte "Campari" colorate su sfondo rosso

Lo Spiritello: vera e propria icona di Campari

Uno dei più noti manifesti pubblicitari di Campari, quello divenuto una vera e propria icona della marca è l’inconfondibile Spiritello.

Lo disegnò nel 1921 per Campari nel 1921 il famoso pubblicitario del ‘900 Leonetto Cappiello, che sintetizzò nell’immagine del manifesto tutta l’essenza del Campari. Il colore rosso vivo della bevanda, i pois bianchi che ricordano il selz e la buccia d’arancia con la quale si era soliti servire  il famoso aperitivo. 

Sebbene in molti capolavori artistici il prodotto passi in secondo piano, queste opere di Art Decò incalzano appieno gli elementi e lo stile di Campari.

Vere e proprie opere dell’arte cubista meritano una menzione i manifesti realizzati nel 1926 dall’artista Marcello Nizzoli. Qui il protagonista è il prodotto, che viene presentato con un suggerimento per il consumo perfetto: il Bitter Campari con una spruzzata di seltz, la preparazione preferita dai puristi e il Cordial Campari, liquore dolce da fine pasto, servito con frutti e piccoli dolci. 

Infine non si può trascurare il sodalizio intenso e proficuo tra Davide Campari e Fortunato Depero. I due, tra il 1926 e il 1936, diedero origine ad una delle più interessanti storie di collaborazione tra imprenditoria e arte del periodo.

Depero e Campari si intesero subito. Campari, con la sua capacità di innovatore e imprenditore visionario, non esitò ad avvalersi dei nuovi linguaggi artistico-pubblicitari proposti dagli artisti futuristi.

Pubblicità futuriste Campari

L’arte coinvolge anche dal packaging 

Una bottiglia trasparente, senza etichetta e con la stampa in rilievo “Preparazione speciale, Davide Campari & C. Milano – Campari Soda” fa sì che nulla ostacoli la vista dall’inconfondibile colore rosso Campari. La superficie ruvida richiama la buccia dell’arancia, elemento che accompagna l’aperitivo.

Fortunato Depero fu l’ideatore dell’iconica bottiglietta di Campari monodose, dalla caratteristica forma tronco-conica ispirata ad un calice rovesciato

Bottiglietta monodose di Campari

Il merchandising per aumentare la Brand Awareness 

Orologi, posacenere, cavatappi, targhe, bicchieri, caraffe, distributori automatici e addirittura una mascotte meccanica che sorseggia Campari. Tutti questi oggetti brandizzati servono per creare sempre più riconoscimento del brand e fidelizzazione dei clienti. 

La Galleria Campari ospita moltissimi oggetti storici firmati Campari, pensati sia per i consumatori finali, sia per i rivenditori.

E se qualche cliente avesse voluto portare con sé qualche gadget?

Per Campari non c’era problema: questo avrebbe aumentato la sua esposizione al brand, di conseguenza anche la fidelizzazione alla marca e la voglia di tornare a bere un aperitivo.

Oggetti storici firmati Campari in Galleria: libri, orologi e finti barman

La maniglia del tram firmata Campari

Tra gli innumerevoli oggetti realizzati, il più insolito è senza dubbio la maniglia del tram.

Oggi potrebbe sembrare banale e scontato, ma negli anni ‘30 fu una vera e propria novità ricca di originalità.

Oltre a rendere il viaggio in piedi più sicuro per tutti i viaggiatori, si trattava di un’impugnatura di metallo con all’interno un cilindro rotante che, con la pressione sulla leva, mostrava il nome dei prodotti Campari proposti a quell’epoca ai consumatori.

Ciò permise così di creare un contatto diretto e immediato tra marca e consumatore.

Maniglia tram brandizzata Campari

Le Limited Edition: capolavori d’arte a portata di tutti 

Il legame tra Campari e l’arte non si smentisce: è un punto di forza della comunicazione del brand e per questo continua ancora oggi.

Dal 2010 vengono realizzate le Art Labels, etichette firmate da artisti internazionali (Vanessa Beecroft, Assume Vivid Astro Focus, Tobias Reberger, Romero Britto, Ugo Nespolo,) che realizzano etichette d’artista con cui imprimono il loro stile sulle bottiglie di Campari, trasformandole in veri e propri pezzi da collezione.

Bottiglie Campari Limited Edition

Risulta chiaro, viste tutte le iniziative legate alla comunicazione di Campari, che questo prodotto è diventato unico sia per sue ineguagliabili caratteristiche e il suo inconfondibile gusto, sia per le la comunicazione pubblicitaria messa in atto, sempre innovativa e visionaria, raffinata ed elegante.

Siamo quasi giunti al termine della nostra visita in Gallerie Campari, ma prima ci sono altre due cose che non possono non venire menzionate.

Il Francobollo con lo spiritello

E se ti dicessi che il Campari sarebbe potuto finire sulla busta da inviare al tuo pen-friend?

Ebbene sì, Campari ha perfino realizzato un francobollo per celebrare i 160 anni del brand. Il protagonista è sempre lui – lo Spiritello – ma questa volta ristilizzato dalla sapiente matita di Francesco Poroli.

Fa parte della serie tematica di Poste Italiane Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”: ne sono stati stampati 400 mila, ognuno dal valore di 1,10€.

Francobollo di Poste Italiane con Spiritello stilizzato

La strategia di Campari va oltre l’enfatizzazione del prodotto, ma punta a rendere il prodotto difficile da dimenticare e il momento di consumo qualcosa di speciale.

Quindi, che ne pensi di un aperitivo in Galleria firmato Campari?

Il Camparino in Galleria: il rito dell’aperitivo dal 1915 

Facciamo un salto in Piazza Duomo: sapevi che sono ormai più di 100 anni che il Camparino in Galleria serve il tipico aperitivo milanese?

Davide Campari aprì questo locale dallo stile Liberty per rendere accessibile il rito dell’aperitivo a chiunque. E lo fece con un concept del tutto nuovo: il cosidetto “bar di passo”.

Questo concept consentiva la possibilità di consumare l’aperitivo anche in piedi al bancone, in un periodo storico in cui la velocità e la dinamicità della vita quotidiana si stavano affermando anche grazie alla spinta del movimento Futurista.

Bancone Camparino in Galleria

Oggi il Camparino in Galleria, oltre ad accogliere tutti i clienti con la voglia di dissetarsi e socializzare davanti a un aperitivo, offre un’esperienza di consumo incomparabile, dove esperti bar tender abbinano i cocktails elaborati con sapiente creatività alle creazioni degli chef

Basta salire al primo piano nella sala dedicata allo Spiritello, dove campeggia un raro esemplare originale dell’iconico manifesto.

I musei d’impresa sono iniziative geniali per promuovere la cultura e valorizzare la storia del brand di successo. In Galleria Campari si mostra un prodotto diventato arte grazie all’attenzione posta in ogni aspetto della comunicazione.

Cosa aspetti a visitare questo museo per scoprire tutte le brillanti e intriganti iniziative sull’universo Campari?   

Fonti:
Campari.com
Camparino.com

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