Taffo-strategia-marketing

MARKETING IGNORANTE

Il real time marketing di Taffo: una strategia per tutti?

Che sia per l’uscita del nuovo film di Star Wars, un Buondì da fine del mondo o per le elezioni elettorali (a voi l’ordine di importanza degli eventi) Taffo Funeral Services ha raggiunto in poco tempo un tale appeal pubblicitario da superare i 100.000 like sulle pagine social. Ma come è riuscita un’azienda di onoranze funebri a diventare un brand riconosciuto e apprezzatissimo sul web?

Dalla strategia ai primi risultati

La strategia comunicativa di Taffo inizia a prendere forma agli inizi del 2011, anno in cui la Peyote Adv si occupa di creare la prima pubblicità gettando le basi di un iADV (Instant Advertising) funzionale, ma di stampo ancora cartellonistico; strategia che viene poi amplificata a partire dal 2016 sotto la direzione dell’agenzia KiRweb, introducendo una linea di cross marketing che si sposa appieno nell’ambito virtuale, fondato da una continua rigenerazione di contenuti e dialoghi interscambiabili. I più maligni diranno “Si ma il ROI è negativo, Data Media Hub lo dice!  Data Media Hub ha ragione!”. Non scaldiamoci troppo. Data Media Hub riporta infatti, elaborando dati anteriori al 2017, numeri decisamente negativi non considerando lo spostamento avvenutosi sul piano della linea comunicativa, che non è più solo basato su un iADV ma anche RTM (Real Time Marketing) da cui derivano importanti conseguenze.

Le due strategie di marketing portano entrambe ad un proficuo risultato. Nel primo caso, 2011-2013, si ha un ROI decisamente positivo con un aumento del fatturato del 200%, cifre quindi oggettivamente fruttuose rilevabili in termini economici. Nel secondo caso, con il definitivo affacciarsi di Taffo alle dinamiche social, non sono rilevabili dati numerici in percentuali così grandi, ma si hanno due riscontri notevoli misurabili in cyber effect e awareness.

Nuovo linguaggio e protagonisti

Taffo ha fatto dell’awareness  e dell’engagement i punti di forza della sua strategia.

Affermare quindi che il piano di social marketing abbia prodotto risultati efficaci non significa declassare dati statistici, ma affacciarsi alle regole di un nuovo linguaggio che Taffo, così come numerosi altri brand, ha deciso di adottare per entrare e soprattutto per affermarsi in un mercato fortemente influenzato dalla sfera virtuale.

Lo spostamento della linea di comunicazione da reale a virtuale ha permesso al brand di ottenere una visibilità quasi eccessiva per il tipo di prodotto offerto; Taffo deve confrontarsi con un prodotto che non rientra nell’usa e getta tipico del mercato contemporaneo e la cui vendita non è né desiderabile né programmabile, ma è spostata in un futuro remoto. Il piano di marketing di quello che può sembrare un banale “ridiamoci sopra” mira ad accorciare le distanze tra l’adesso e il momento della morte inserendo quest’ultimo nella quotidianità attraverso un ADV e un RTM che trasformano il brand in un interlocutore sempre aggiornato.

post-taffo-harry-potter

When i trust i care / when i care i share

La fidelizzazione del cliente è da sempre la base per una buona riuscita del dialogo brand-fruitore.

La strategia di branding dell’azienda di pompe funebri, punta in questo caso ad una fidelizzazione virtuale: Taffo è oggi uno dei brand che ci ricorda che dobbiamo andare a votare o che siamo amanti della colazione, o che la scelta tra la spada laser rossa o verde non è così facile come sembra. Il brand entra nella realtà di tutti i giorni, facendoci sentire importanti, creando delle connessioni con altri utenti, <> così il senso di solitudine virtuale.

La fidelizzazione che Taffo è riuscita ad ottenere in breve tempo è frutto di un buono sfruttamento delle regole del gioco della condivisione così come scritto da Jonah Berger nel libro “Contagious”.

Taffo, compie un’azione di ribaltamento della prima regola di Berger ossia, individuare le caratteristiche simbolo del proprio prodotto, utilizzando quella che possiamo definire la regola del contrappasso. Anziché puntare su un simbolo in analogia con il prodotto, che non farebbe altro che diminuire l’appeal, associa l’elemento più distante, l’ironia.

L’accostamento bara-risata, crea una situazione di contrasto che viene colmata da un linguaggio capace di fondere questa ambivalenza: il black humor.

Utilizzando l’ironia o se vogliamo anche la satira, Taffo sfrutta un altro elemento dell’acronimo STEPPS della formula di Berger ovvero, quello delle emozioni. Il sentimento ironico e la gratificazione di condividere qualcosa di utile, fanno leva su un’empatia capace di aumentare la portata organica dei post e successivamente alla loro sponsorizzazione, massimizzare anche l’efficacia dell’advertising.

Una volta deciso che il come se ne parli debba essere impostato su un tono irriverente intriso di vicende real-time, tutte le forze vengono canalizzate al quanto se ne parli.

L’interessamento del brand alla vita quotidiana del fruitore fa in modo che egli compia poi il secondo passo creando un dialogo bilaterale. Dal tono satiricamente autoritario delle pubblicità, si passa ad una risata davanti ad uno schermo, fino alla condivisione ad altri utenti. La fidelizzazione del cliente porta come ultimo step alla creazione di un dialogo che si plasma su modello a rete, tipico del mondo virtuale, e che incrementa quindi in modo autonomo l’awareness del brand. In questo modo Taffo, dopo aver lavorato sulla strategia di marketing può godere dei frutti del suo lavoro, utilizzando la proliferazione virtuale del messaggio insito nelle dinamiche social stesse ed eventuali partnership con altri brand che sposano il real time.

Futuro troppo remoto o lungimiranza?

Il merito più grande dell’azienda è quello di essersi immedesimata in un talent scouting di pubblico e di situazioni, intercettando ciò che nel momento ha maggiore risonanza e riuscendo ad individuare nuove tempistiche spaziali e nuovi target di riferimento. L’adattabilità della comunicazione ad nuovo linguaggio virtuale si accompagna ad uno spostamento del target di riferimento, che, se per associazione spontanea dovrebbe essere over 80, si rivolge invece ad un pubblico giovane e social, molto distante dal fruitore del prodotto del brand, ma molto vicino e inconsciamente attivo sui social network.

La domanda che viene spontanea è: Come comportarsi, quando devo vendere un prodotto il cui uso si auspica avvenga il più tardi possibile? 

Taffo risponde con un’azione di spostamento del desiderio

La strategia di comunicazione del brand, nata a sostentamento del prodotto, diviene prodotto stesso e ne assume le caratteristiche per entrare nel mercato facendosi carico di rispondere ad una domanda.

Il prodotto principale di Taffo diviene in questo caso la comunicazione a cui si collega solo in seconda battuta, il prodotto vero e proprio. L’aspettativa che viene creata dal brand, non è quindi in riferimento a ciò che produce, in quanto sarebbe fallimentare per la natura dello stesso, ma sulla comunicazione che ruota attorno ad esso. Quante volte abbiamo detto “bella la nuova trovata di Taffo” e quante “bello il nuovo modello di bara” ?

Uno spostamento di significato di questo tipo comporta però una nuova strada da spianare, il rischio infatti è quello di far nascere il desiderio verso un prodotto NON MONETIZZABILE ovvero la comunicazione.  E come il marketing ci insegna, la comunicazione non deve essere mai fine a se stessa.

Ogni azienda può quindi, ricalcando la strategia di Taffo, diventare case study di successo?

Sebbene la strategia in termini di awareness funzioni, è necessario ricordare una delle regole base del piano di comunicazione, quello di rispettare il tone of voice del brand.

La riuscita di Taffo in termini di visibilità consiste nel riuscire non solo ad essere coerente con il valore sociale del prodotto, ma altresì ad enfatizzarlo attraverso la presa di posizione rispetto ad argomenti di rilevanza sociale come i diritti dei LGBT o la sensibilizzazione per la guida sicura. Taffo gioca su un paradosso e accostamento ironia-morte, che crea nel cliente l’associazione diretta con il brand; i post di Taffo fanno ridere perché associati al prodotto che viene sponsorizzato e la riproducibilità di una strategia del genere da parte di brand non predisposti ad una visione satirica e paradossale potrebbe uccidere l’appeal, creando comunicazioni satiriche “ a prescindere” e quindi slegate dal prodotto e fallimentari per la sua sponsorizzazione.

Cercare quindi in Taffo un esempio di comunicazione da seguire è un’arma a doppio taglio. Ma a pensarci bene, se ci dovessimo far male con questa arma,  non chiameremmo proprio loro?

Altri articoli dal blog

Microfono marketing ignorante
Podcast

Domande e Risposte sul Digital Marketing

In questo nuovo episodio della podcast experience, Andrea risponderà a tutte le domande arrivate sul nostro profilo instagram questa settimana, a tema DIGITAL MARKETING. Testi fondamentali da studiare per il digital marketing? Di cosa si

CONTINUA A LEGGERE >>>

ti è piaciuto? condividilo

Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su print

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti, annunci e analizzare il traffico del sito. Potremmo inoltre condividere con i nostri partner informazioni sul modo in cui utilizzi il sito al fine di effettuare insieme ad essi analisi dei dati web, pubblicità e social media (cookie statistici e di profilazione). Acconsenta ai nostri cookie se desidera continuare ad utilizzare il sito web. Per info più dettagliate la invitiamo a consultare il seguente link: cookie policy