La storia dell'invenzione post-it è mostrata nell'immagine grazie a tanti segnapagine colorati con molte scritte attaccati al muro.

L’invenzione del Post-it: dal fallimento al successo

Questa è la storia di due ricercatori che sono riusciti a risolvere problemi di organizzazione creando un prodotto quasi per caso, e con esso un nuovo modo di comunicare. Stiamo parlando dell’invenzione di Post-it. In questo articolo vediamo come è nato questo prodotto (quasi) senza tempo, e come ha fatto a diventare un business da milioni di dollari.

Il fallimento dell’esperimento sulla colla ad alta resistenza

Spencer Silver lavora come ricercatore nella 3M, una multinazionale statunitense che si occupa di progettare prodotti e soluzioni innovative per settori di vario genere.

E’ il 1968 l’anno in cui il ricercatore, lavorando alla creazione di una colla super resistente, si trova in mano una colla debole che non si attacca alle superfici come dovrebbe.

Questa colla, però, ha un’interessante particolarità: è in grado di attaccarsi e staccarsi dalle superfici senza che le rovini o le macchi.

Il problema è che la colla non soddisfa il risultato richiesto, perciò l’esperimento viene archiviato tra i fallimenti di Spencer.

L’intuizione di Arthur Fry segna la nascita dell’invenzione dei Post-It

L’illuminazione arriva quattro anni più tardi da Arthur Fry, un collega di Spencer.

Questo ricercatore, oltre che ad occuparsi delle ricerche per la 3M, canta per il coro della chiesa presbiteriana di North St. Paul, in Minnesota.

Il signor Arthur Fry ha l’abitudine di segnare le pagine dei canti con piccoli pezzetti di carta colorata, ma ha un grosso problema: li perde in continuazione perché scappano fuori dal libro.

Fry, perciò, si ricorda di un seminario tenuto dal collega Spencer in cui raccontava del suo esperimento, e da qui nasce l’intuizione: gli propone di usare la colla su quei piccoli pezzi di carta di cui ha tanto bisogno. È l’origine dell’invenzione dei Post-it.

Il progetto Post-it viene accantonato perché ritenuto non valido

Il processo di produzione e commercializzazione dei Post-it è davvero lento.

I dirigenti della 3M li considerano un fiasco dato che, secondo loro, le persone avrebbero continuato a preferire i classici segnalibri. Dato che nessuno sarebbe stato disposto a pagare per i Post-it, l’azienda accantona il progetto per alcuni anni.

Fry non demorde nonostante la risposta negativa dell’azienda, quindi installa nel proprio appartamento uno strumento che gli consente di produrre Post-it in totale autonomia.

Ovviamente Arthur è consapevole che il progetto non può andare avanti senza il sostegno dei dirigenti, perciò gli regala dei Post-it per convincerli ad usarli.

La prima commercializzazione dei Post-It va male

Nel 1977 la 3M decide finalmente di effettuare un lancio di prova dei foglietti appiccicosi con il nome “Press and Peel”, ma lo fa nel formato A4 con l’intenzione di poterli attaccare alle bacheche di ufficio. Le vendite risultano scoraggianti.

Da questi dati però si rendono conto che ciò che avevano concepito come semplice segnalibro è in realtà qualcosa di più: è un nuovo modo di comunicare tra persone, di annotare promemoria e di segnare appunti sui documenti.

Perciò la 3M cambia il nome del prodotto da “Press and Peel” a “Post-it Notes” con l’intento di effettuare un nuovo test di vendita in Virginia.

Con il nuovo nome, i foglietti colorati cominciano ad ingranare, e il test porta i risultati sperati.

Il 1980 è l’anno del lancio ufficiale del Post-It

Nel 1980 avviene il lancio ufficiale del Post-it.

Da questo momento in poi, le versioni che si possono trovare in commercio sono molte: dai foglietti dalle mille dimensioni ai segnapagine, fino ad arrivare ai dispenser e ad un’App proprietaria.

Secondo la 3M, il successo dell’invenzione dei Post-it è dovuto alla sua auto-promozione. La loro diffusione avrebbe aumentato la curiosità delle persone, che a loro volta avrebbero comprato e diffuso i Post-it.

3M è l’esempio di azienda che investe sui propri talenti

Arthur Fry fa carriera nella 3M, e ci rimane per oltre 40 anni fino al giorno del suo pensionamento.

La 3M conta più di 7000 scienziati, che nel tempo hanno depositato migliaia di brevetti.

È l’esempio di azienda che sa come investire tempo e denaro nei dipendenti, permettendo loro di dedicare parte del tempo lavorativo allo sviluppo dei propri progetti personali.

La storia di Post-it ci insegna che un prodotto è valido quando l’azienda sposta il proprio focus sui bisogni delle persone: a volte non è il prodotto ad essere il problema, ma il modo in cui lo si fa percepire.

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Fonti dell’articolo:
History Timeline: Post-it® Notes
Post-it: la storia di un’invenzione accidentale da parecchi milioni di dollari

Emanuele Pizzo

Emanuele Pizzo

Testardo. Creativo. Curioso. Amo la tecnologia e scoprire posti nuovi. Sto in fissa con il digital marketing a 360°, ma prediligo i Social Network ed il Content Marketing. Leggo libri di crescita personale e di psicologia al fine di comprendere la mia mente incasinata. Uso Instagram per condividere le mie esperienze.

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