[MarkeThings #12]: Telegram mette in campo l’artiglieria, il ricettario anti-spreco di IKEA e le altre notizie della settimana.

copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

Ad un anno esatto dalla sua nascita, Clubhouse è nel mirino dei regolatori europei per problemi legati alla GDPR, mentre Intel lancia una campagna con uno dei testimonial più amati della storia pubblicitaria di Apple.

Questa è la selezione #12 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Ogni lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Buona lettura! 

1. Telegram sempre più aggressiva: sono arrivati i canali audio e presto anche quelli video!

Come si poteva prevedere da dicembre (mese in cui sono state attivate le audio chat one-to-one), Telegram ha messo in campo la strategia che potrebbe fargli guadagnare una posizione ancora più solida nell’Olimpo delle piattaforme di contenuto più apprezzate dal grande pubblico.

Sono arrivati i canali audio, ma le funzioni offerte dal primo competitor di WhatsApp, battono sul tempo ogni piano competitivo progettato dai giganteschi (e lenti) concorrenti.


“Voice Chats on steroids”, è così che l’azienda di Pavel Durov descrive la nuova funzionalità.
Telegram sorprende tutti abbattendo ogni limite imposto dai suoi competitor. Ogni admin potrà avviare una chat vocale in gruppi e canali, indipendentemente dalla loro grandezza in termini di pubblico.

Considerando il volume di utenza attuale della piattaforma, che oggi è pari a 400 milioni di utenti mensili, le potenzialità di un canale vocale libero da restrizioni sono impressionanti.
“È come la radio pubblica, reinventata per il 21° secolo” dichiara l’azienda nel suo comunicato ufficiale.

Le funzionalità.

Le chat vocali di Telegram, racchiudono una serie di funzionalità molto interessanti che “sembrano” disegnate proprio sui bisogni espressi dagli utenti nei mesi successivi allo scoppio del fenomeno Clubhouse.

Prima tra tutte, la funzione REC. che permetterà agli admin della chat vocale, di registrare i contenuti che vale la pena riascoltare. In questo modo, sarà possibile creare dei veri e propri podcast da mettere a disposizione dei followers che non sono riusciti a seguire la conversazione in tempo reale.

Una prospettiva a dir poco interessante per creator e podcaster che fino ad ora hanno modellato la propria filiera produttiva di contenuti, su piattaforme decisamente più complesse e più costose.
Ma non dimentichiamo lo scopo sociale della piattaforma: tutelare la privacy degli utenti.

Infatti la funzione REC. è un plus, ma di default le conversazioni non vengono archiviate.
Inoltre, per evitare l’effetto sorpresa, le conversazioni in cui si sta svolgendo una registrazione saranno evidenziate, così che gli utenti potranno sempre scegliere se partecipare o meno.

Allo stesso tempo, considerando la portata potenziale dei canali vocali (che in questo caso potrebbero veramente assomigliare ai canali radiofonici), Telegram permette di scegliere come apparire in pubblico.

In questo modo, si avrà sempre la possibilità di scegliere se accedere ad un determinato gruppo o canale, con il proprio account personale o con l’account del proprio canale (se ne possediamo uno), così da evitare di attirare troppo l’attenzione sul proprio profilo privato.

Questa accortezza, renderà possibile l’utilizzo sicuro del nuovo media anche ai VIP di fama mondiale che hanno già intrapreso conversazioni di altissimo valore all’interno di Clubhouse, con i fan da tutto il mondo.

Di default, i partecipanti ad una chat vocale di gruppo, saranno “mutati”. Per prendere la parola, occorrerà alzare la mano e attendere l’apertura del nostro microfono da parte dell’admin. Ma un’altra funzione interessante è quella dei link d’invito differenziati.

Siccome questa nuova dimensione di Telegram è sempre più rivolta alle community e alla creazione di contenuti ad alto valore, per semplificare l’ingresso in chat di ospiti importanti, gli admin potranno generare inviti che includono automaticamente la possibilità di parlare.

Questo permetterà di ottimizzare la gestione del transito di ospiti nei format pubblici. A loro volta, gli ospiti potranno utilizzare un link ancora differente per promuovere la chat vocale all’interno delle proprie communities.

Ma non è tutto…

La sintetica comunicazione con cui è stato annunciato il lancio delle nuove funzionalità, è stata accompagnata naturalmente da un messaggio del fondatore Durov all’interno del suo canale pubblico.


Considerando come queste nuove funzionalità mirano a dare la possibilità a chiunque di creare la propria stazione radio, è facile immaginare quello che potrà succedere quando in primavera, all’improvviso, arriverà la possibilità di creare anche il proprio canale TV, per citare Durov.

Zero sforzi, zero costi, zero limiti, zero censura, zero ads indesiderate, insomma mi avete capito…

In effetti, i vantaggi della trasformazione generale di Telegram iniziano ad essere numerosi.
Ma nonostante ci sia la possibilità di arrivare a vedere un attraente concorrente di YouTube e Twitch, è sempre bene osservare i fatti da un punto di vista oggettivo.

Ancora oggi, l’utente generico arriva con il tempo ad affezionarsi alla piattaforma su cui trascorre la maggior parte del suo tempo online. Questo accade perché la user experience arriva a soddisfare la maggior parte dei bisogni che l’utente può immaginare e la user interface diventa quasi come una seconda casa.

Per finire, i creators svolgono il ruolo più importante quando parliamo di fidelizzazione. È compito delle piattaforme fare in modo che questi non siano mai disposti a valutare proposte alternative. Infatti, nelle scorse settimana i titoli di MarkeThings si sono rivolti in più occasioni alle implementazioni di alcune piattaforme volte ad incentivare i creators.

Ma allo stesso tempo, questo periodo storico senza pari ci ha messo davanti a degli avvenimenti senza precedenti. Specialmente negli ultimi mesi, quando a causa della censura abbiamo assistito alle prime migrazioni di gruppi di utenti verso piattaforme meno opprimenti.

Non è possibile sapere con certezza quale sarà l’impatto esatto della rivoluzione interna di telegram o dell’arrivo delle nuove tendenze in fatto si social media.
Nel frattempo, non ci resta altro da fare se non goderci lo spettacolo, dare sfogo all’immaginazione e contribuire!

2. Intel rispolvera il ragazzo Mac di Apple e lo converte al lato PC della forza.

Per noi millennials, è semplice ricordare la campagna “I’m a Mac” o “Get a Mac” di Apple, anche se è andata in onda tra il 2006 e il 2009.

Nonostante non sia mai stata trasmessa nelle TV italiane, stiamo parlando di uno tra i più famosi “meme” per veri nerd del tempo. Uno spot che ha visto parodie di ogni tipo, prima ancora che i meme nascessero.

Proprio non ricordi? O più semplicemente non sei né un millennial, né un nerd patentato, né tantomeno un appassionato di pubblicità? (anche se lo spot venne diffuso pure in rete).

Ecco a te:


Un giovane Justin Long interpreta il Mac, mentre l’umorista John Hodgman rappresenta il PC, all’interno di una serie di spot che ha fatto la storia della rivalità tra Apple e Microsoft.

L’uomo PC, viene disegnato come un personaggio impacciato, rigido e serioso, a rappresentare lo stereotipo di impiegato comune, privo di colore e creatività. Mentre l’uomo Mac è tutto il contrario: giovane, allegro, semplice e creativo.

Il messaggio, ebbe un impatto strabiliante e modellò l’immagine e il tono di voce di Apple a dimensione dei giovani internauti e delle figure creative digitali che stavano iniziando a delinearsi in quel periodo storico.

Proprio per l’iconicità della campagna “Get a Mac”, ancora oggi, a 10-15 anni di distanza si può rievocare quel “periodo d’oro” del web e ottenere un risultato memorabile, soprattutto se a farlo non è Apple (che invece ha riesumato l’uomo PC nel keynote di novembre 2020).

Sto parlando di Intel, che nello spot “Justin Gets Real: Having Choices”, ha demolito completamente il messaggio vintage della storica campagna “Get a Mac”. Il testimonial, Justin Long, viene spogliato dell’etichetta ideale del Mac e si presenta semplicemente come una persona, una normale persona.

L’obiettivo della comunicazione è evidentemente quello di sfatare il misticismo con cui Apple si è spesso posta per comunicare l’imprescindibile superiorità dei suo prodotti. Un mondo distinto, quello di Apple, etereo e non paragonabile a quello dei suoi competitor.

Una superiorità comunicativa che Intel è riuscita a smontare utilizzando le stesse armi, riportandole però con i piedi per terra, nel mondo reale.

La verità, secondo Intel, è che esiste la possibilità di scegliere e a dimostrarcelo sarà proprio lui…
Il caro vecchio Justin!


Lo scopo dello spot, è quello di far assistere lo spettatore ad una normale comparazione tra PC e Mac, svolta da Justin, una persona normale. Anche se 15 anni fa, questa persona era un Mac…

Così Intel intende veicolare il concetto di innovazione concreta, visibile tramite i prodotti dei brand partner.
Cosa che a primo impatto, non è visibile sui prodotti Apple che infatti vengono descritti come “grigio e più grigio”.

Nonostante la soggettività che può portare ad essere d’accordo o meno con il messaggio “Go PC” trasmesso da Intel, la scelta pubblicitaria strategica è oggettivamente vincente.

Da nerd del settore, spero fortemente di vedere presto una risposta da parte di Apple!

3. Adidas contribuisce a misurare l’inquinamento dell’aria con Ozone.

Se questo nome non vi è nuovo, è perché stiamo parlando del re-design di una linea che era in produzione dal 2004 all’incirca. Anche questa volta, il noto brand sportivo non si è limitato a rendere il prodotto più appetibile dal punto di vista estetico o di performance.

Adidas Ozone, è la prima scarpa da corsa in grado di misurare il livello d’inquinamento dell’aria e di segnalarne la qualità attraverso dei led appositi, che si colorano di verde o di rosso per indicare una zona più o meno inquinata.


Lo spot, prodotto dalla Miami Ad School in Spagna e rilasciato online su Ads of the World, non fornisce alcun dettaglio sull’eventuale data di lancio ufficiale. Allo stesso tempo, per ora non sono presenti conferme ufficiali da parte di Adidas.

Ma se ricordiamo la forte tendenza green di Adidas degli ultimi anni, che è arrivata a produrre linee di prodotti realizzati interamente con le plastiche recuperate dagli oceani; l’uscita di un modello come le nuove Ozone sembra più che plausibile.

Le funzioni della scarpa tecnica servirebbero a suggerire il percorso meno inquinato al corridore che le indossa e contemporaneamente potrebbero contribuire al monitoraggio dell’inquinamento dell’aria, tramite la condivisione in rete dei dati rilevati da ogni runner, per ogni città.

Sono questi gli esempi in cui è possibile constatare l’impegno reale dei brand, che puntano a fare della sostenibilità, una potente leva di marketing. Ed è proprio quando queste forme di marketing trovano riscontro in azioni e soluzioni realmente utili e risolutive, che abbiamo a che fare con la vera forza di questa materia che ci appassiona.

L’esatto contrario avviene quando si finisce per fare del “green-washing”, ovvero l’utilizzo di marchi, colori e leve di comunicazione volte a trasmettere un’inclinazione green, al solo scopo di sfruttare il trend come leva di vendita.
Questo è il lato oscuro del marketing, che nella maggior parte dei casi non si può neanche definire tale, ma che troppo spesso permette ai soggetti più improbabili di trarre in inganno i consumatori, attratti da concetti che di reale hanno ben poco.

Per fortuna, non è proprio il caso di Adidas, che ha dato dimostrazione in più occasioni dell’impegno concreto nell’ambito dell’ecosostenibilità. Speriamo allora di vedere presto le nuove Ozone in circolazione!

4. Un nuovo strumento AR da Facebook Reality Labs e l’aggiornamento di sicurezza per i gruppi.

Reality Labs è il dipartimento di Facebook specializzato nello sviluppo di strumenti e prodotti per l’integrazione della realtà aumentata nel vivere quotidiano.

Oculus, è il prodotto più noto sviluppato da Facebook Technologies LLC, che si posiziona tra gli strumenti più all’avanguardia nell’ambito del Virtual Reality Gaming. Mentre Project Aria, annunciato lo scorso anno, è il progetto di ricerca che attraverso l’utilizzo di un particolare tipo di occhiali smart, punta allo sviluppo e all’integrazione delle tecnologie legate alla realtà aumentata nella vita di tutti i giorni.

Ma la vera novità, annunciata il 18 marzo scorso, riguarda lo sviluppo di un nuovo controller da polso che attraverso la tecnologia EMG (elettromiografia), già impiegata in medicina per analizzare gli impulsi elettrici che percorrono il sistema nervoso periferico, permette di agire in un ambiente virtuale senza il bisogno di un ulteriore controller che traduca gli input fisici in input digitali.

In video, possiamo vedere una dimostrazione delle funzionalità in sviluppo per questo nuovo strumento che potrebbe contribuire a cambiare il modo in cui ogni giorno ci approcciamo agli strumenti digitali da cui siamo circondati. La strada per una completa integrazione è ancora lunga, ma possiamo affermare che stiamo vivendo il passaggio dalla concezione distopica di certi strumenti ad una visione sempre più realistica.

Aggiornamento di sicurezza per i gruppi.

Un comunicato ufficiale del 17 marzo, ha annunciato l’arrivo di alcune modifiche volte a garantire una partecipazione “sicura” nei gruppi Facebook.

Lo scopo dei gruppi, è quello di unificare sub-community di utenti accomunati dagli stessi interessi e dalle stesse passioni. Ma quando questo avviene all’interno degli spazi creati da grandi società private come Facebook, il rispetto delle regole imposte da queste ultime diventa un imperativo.

Negli ultimi mesi, gli episodi di violazione dei regolamenti sono stati molteplici e altrettanti sono stati i ban e le sospensioni di sub-community che non rispettavano gli standard della piattaforma.

Per questo motivo, l’upgrade di sicurezza andrà ad introdurre delle regole più stringenti per i gruppi che sono stati segnalati come trasgressori. I gruppi che hanno violato anche solo una volta gli standard della community di Facebook, non verranno più mostrati nei suggerimenti per tutti gli altri utenti.

Allo stesso modo, gli utenti che fanno parte dei gruppi contrassegnati come trasgressori, subiranno una diminuzione della reach e di conseguenza, i contenuti e le notifiche relativi al gruppo trasgressore, verranno mostrati con frequenza sempre minore all’interno del feed degli utenti che ne fanno parte.

A questa limitazione della reach, seguiranno restrizioni delle funzionalità sempre più stringenti, fino al ban totale in caso di perseveranza nelle violazioni da parte dei gruppi e degli utenti che ne fanno parte. Questi ultimi, non potranno più invitare nuovi membri in nessun gruppo e non potranno crearne di nuovi per un periodo limitato di tempo.

Infine, per scongiurare l’espansione delle sub-community ritenute non rispettose degli standard generali della community di Facebook, le notifiche e gli inviti provenienti dai gruppi trasgressori saranno fortemente limitate e ogni nuovo utente in procinto di entrare a far parte del gruppo segnalato, visualizzerà un pop-up che lo metterà a conoscenza delle violazioni commesse dal gruppo in questione, così da scoraggiare la partecipazione.

5. IKEA scrapsbook: il primo libro di ricette per gli scarti alimentari.

IKEA Canada, ha lanciato un’interessante iniziativa orientata all’ottimizzazione degli sprechi alimentari.

La campagna digital, sviluppata dall’agenzia creativa Rethink, consiste nello sviluppo di un libro di ricette in edizione limitata per i soci IKEA Family. Ma non si tratta di un libro di ricette qualsiasi.


Scrapsbook, come suggerisce il nome, è un ricettario anti-spreco che contiene 50 idee e ricette per l’impiego degli inevitabili scarti alimentari ancora commestibili. Spesso, per via del contesto moderno di iper-abbondanza, finiamo per sprecare materie prime che potrebbero essere impiegate in modi che non siamo più abituati ad immaginare.

Lo scopo di questa campagna è proprio quello di aiutarci a riattivare la creatività anche in cucina, per contribuire con un piccolo gesto dopo l’altro, a rendere più sostenibile la nostra presenza sulla terra.

Un obiettivo ambizioso senza dubbio, che però è perfettamente in linea con la direzione eco-friendly del colosso dell’arredamento svedese. Un impegno lodevole, che sommato al contributo di tutti gli altri grandi brand che stanno sposando questa modalità etica nel fare business, porterà ad un cambiamento (seppur lento) delle nostre abitudini più radicate.

Il ricettario, verrà distribuito in copia fisica limitata per i soci IKEA Family (con molta probabilità, solo in Canada), per poi essere convertito in forma digitale accessibile gratuitamente a tutti sul sito IKEA.ca e su Apple Books e Google Play Books.

6. Clubhouse è sotto inchiesta in Francia.

Dopo l’hype generale e la crescita vertiginosa dell’audio-social Clubhouse che ha annunciato un nuovo programma di accelerazione per creators, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana in MarkeThings #11. Non hanno tardato ad arrivare i problemi legati alla privacy sul suolo europeo.

In Francia, una petizione che richiede l’intervento degli enti regolatori e garanti della privacy ha raccolto più di 10.000 firme. Questo è stato l’evento che ha fatto scattare l’apertura di un’inchiesta sul neonato audio-social statunitense da parte del CNIL, l’equivalente francese del nostro garante per la protezione dei dati personali.

Allo stesso modo, la scorsa settimana, lo stesso ente regolatore di Amburgo ha sollevato le medesime obiezioni. Com’è facile da intuire, il nocciolo della problematica risiede in una violazione della GDPR – General Data Protection Regulation che tutela la trasmissione dei dati raccolti all’interno dell’Unione Europea, al di fuori dei confini di quest’ultima.

Allo stato attuale, nonostante la rapidissima ascesa, Clubhouse non sembra avere sedi amministrative in Europa che gli permetterebbero di trasmettere informazioni esaustive sull’utilizzo, sul possesso e sulle metodologie di protezione dei dati che originano dagli utenti europei.

Questa mancanza di una sede regionale in Europa, rappresenta essa stessa una violazione delle regolamentazioni cross-border in materia di dati personali e il CNIL francese è determinato ad intervenire, avendone piena facoltà in base al regolamento comunitario.

L’apertura dell’inchiesta è stata annunciata il 17 marzo scorso e dovrebbe procedere ad alta velocità.
Se consideriamo la cronaca degli ultimi anni sulle sanzioni applicate all’operato di Google e Facebook, il rischio di Clubhouse è quello di dover affrontare lo stesso tipo di scenario, ancor prima di aver stabilizzato la propria posizione sul mercato.

Queste erano le notizie della settimana.
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ora sono un consulente per PMI e professionisti.

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