[MarkeThings #16]: “Furti” di dati, è il turno di Clubhouse. Business Suite in versione potenziata e le altre notizie della settimana.

copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

H&M conquista la vetta del più grande edificio al mondo con una campagna a dir poco imponente, mentre Amazon si affaccia ufficialmente come produttore al mercato del Food & Beverage…

Ecco a te la selezione #16 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Tutti i lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

1. Questa volta è toccato a Clubhouse: estratti e distribuiti online i dati pubblici di 1.3 milioni di utenti.

Il tema “hot” di queste due ultime settimane è senza dubbio quello della “perdita” di dati da parte di alcune piattaforme social con cui noi tutti lavoriamo ogni giorno.

A partire dalla comparsa online del “bottino” sottratto a Facebook nel 2019, anche LinkedIn si è trovata in una situazione simile dopo aver subito uno scraping che ha fatto defluire i dati di più di 500 milioni di utenti.

L’accaduto, ha attirando l’attenzione del garante per la protezione dei dati personali italiano, siccome il nostro paese detiene il record per il maggior numero di utenti LinkedIn in Europa.
Il GPDP, ha prontamente aperto un’istruttoria a riguardo.

Ma la piattaforma colpita più di recente è stata Clubhouse, da cui si sono riversati nel web aperto, i dati relativi a 1.3 milioni di utenti.

I dati estratti dalla piattaforma, includono:

  • User ID
  • Nome
  • URL Immagine profilo
  • Username
  • Collegamento a Twitter
  • Collegamento a Instagram
  • Numero dei followers
  • Numero delle persone seguite
  • Data di creazione dell’account
  • Nome del profilo da cui abbiamo ricevuto l’invito

La conformazione dei pacchetti di dati, è molto simile a quella dei database contenenti i dati estratti da Facebook e da LinkedIn. Nessuno di questi contiene password o dati realmente sensibili (dati che non vorremmo mai condividere online), siccome queste “estrazioni” non sono frutto di un vero e proprio data-breach o di un potente attacco alle strutture di sicurezza delle piattaforme.

La verità su queste perdite di dati è che i malintenzionati che hanno approcciato le piattaforme con l’intento di lucrare sui dati raccolti, non hanno fatto altro che sfruttare ciò che le piattaforme stesse mettono a disposizione di tutti gli sviluppatori: le API, strumento fondamentale per l’interazione tra software.

Lo conferma anche il profilo Twitter di Clubhouse che purtroppo, a quanto pare, ha commentato l’accaduto con uno stile simile a quello di Facebook (a differenza di LinkedIn), focalizzando l’attenzione sul fatto di non aver subito un data breach, ma di essere stata vittima di un normale scraping dei dati “a cui tutti possono accedere attraverso l’app o le API.

Ci risiamo, ancora una volta il fatto che i dati degli utenti circolino su forum per hackers, sembra essere per lo più una colpa degli utenti stessi che hanno scelto di dare fiducia alle piattaforme in questione.

Ma è proprio a seguito di una dichiarazione di fiducia esplicita, come la registrazione volontaria ad un servizio, che l’iter di conservazione e protezione dei dati dovrebbe essere messo in primo piano.
Indipendentemente dalla completezza di qualsiasi informativa prodotta dalla piattaforma, che agli occhi degli utenti di massa risulterà sempre e comunque incomprensibile, per ora.

Nonostante i dati estratti possono sembrare “poco utili” ai fini dell’organizzazione di grandi truffe informatiche, questi in realtà lasciano aperta la possibilità di essere soggetti a tentativi mirati di phishing, spam su grandi volumi di e-mail e perché no, anche di essere soggetti ad un attacco brute-force.

Come verificare se la nostra mail è presente in qualche database rubato:

Ricordo il tool citato la scorsa settimana, con cui è possibile svolgere una ricerca semplice ma molto rapida, per scoprire se il nostro indirizzo e-mail è presente all’interno di qualche database rubato.

In questo modo, si potrà almeno avere la consapevolezza della presenza in chiaro di alcuni nostri dati sensibili e di conseguenza scegliere come agire.

Leak checker: haveibeenpwned.com/

2. H&M: un take-over colossale al sapore di sostenibilità.

Con 828 metri di altezza, Il Burj Khalifa di Dubai è la struttura più alta del pianeta.

Ed è su una delle sue mastodontiche facciate che H&M, di cui vi ho parlato nelle scorse settimane, ha messo in atto un progetto sensazionale.

La collezione primaverile del marchio svedese, è stata lanciata con un video promozionale che ne esalta l’accuratezza nella scelta di materiali sostenibili, ma per rendere l’esperienza di visione indimenticabile e per dare le giuste dimensioni all’importanza del messaggio legato alla sostenibilità, il video è stato proiettato sulla facciata dell’impressionante grattacielo.

Fonte: Ads of The World

La realizzazione dell’evento è opera della sezione locale di FCB, agenzia pubblicitaria multinazionale vincitrice di numerosi riconoscimenti su scala globale, che ha permesso a H&M di presentarsi con un vero e proprio take-over di una delle opere di ingegneria più note della storia contemporanea.

3. Facebook potenzia Business Suite: nuove Ads, programmazione delle storie e nuovi modi per farsi scoprire.

Il flusso di aggiornamenti in fatto di nuovi strumenti e funzionalità da parte di Facebook sembra inarrestabile e negli ultimi mesi abbiamo potuto assistere ad un continuo susseguirsi di implementazioni dedicate ai business locali, messi a durissima prova dall’emergenza sanitaria.

Le ultime novità annunciate durante la settimana appena trascorsa, riguardano l’espansione di Business Suite con una delle funzionalità più richieste dagli utenti professionali negli ultimi anni: la possibilità di programmare le storie.

Finalmente sarà possibile giocare di anticipo anche sull’unico formato non programmabile e che per questo motivo poteva rappresentare un valido elemento di frustrazione per tutti i social media manager del mondo, costretti ad affidarsi a tool di terze parti.

Fonte: Facebook

In aggiunta a questa semplice ma rivoluzionaria implementazione operativa, oltre alle storie, Business Suite darà la possibilità di creare e salvare i post nelle bozze sia da mobile che da desktop.

Con i nuovi aggiornamenti in arrivo (avviata la fase di roll-out solo in USA), i proprietari di pagine aziendali potranno gestire interamente le proprie pagine anche da mobile, inclusi i commenti ed interazioni varie con la community.

L’obiettivo di Facebook è quello di migliorare la user experience professionale, centralizzando il controllo dei propri asset con una singola app che sicuramente andrà a favorire l’ottimizzazione dei tempi di gestione e del flusso di lavoro in generale.

Fonte: Facebook

Un’altra novità che andrà ad incidere sull’esperienza utente a beneficio delle attività, corrisponde all’introduzione di una nuova sezione di suggerimenti che si aprirà subito sotto un post nativo o sponsorizzato verso il quale stiamo dimostrando interesse.

La nuova sezione, permetterà agli utenti di accedere ad una scheda di suggerimenti che raccoglie contenuti simili a quello che stiamo osservando. Quindi, se stiamo interagendo con un post che tratta di sport, la nuova scheda discovery ci mostrerà una serie di contenuti provenienti da pagine legate allo stesso argomento.

Quest’ultima implementazione racchiude un grandissimo potenziale per le attività commerciali e non. Ma non è ancora noto come verrà sviluppata e come sarà possibile posizionarsi all’interno della nuova sezione.
La funzione infatti è appena uscita negli Stati Uniti, in fase di sperimentazione su cerchie ristrette di utenti.

Ma non finisce qui perché la novità più interessante per gli advertiser e in generale per chi è solito pubblicizzare la propria attività all’interno di Facebook, riguarda il potenziamento di alcuni formati pubblicitari.

La prima novità in ambito pubblicitario, riguarda l’introduzione di un nuovo obiettivo per le Lead Ads, l’obiettivo “Conversion Leads” permetterà agli advertiser di ottimizzare le campagne puntando ai lead che risultano più orientati alla conversione in rapporto al volume totale di lead generati.

Come spiega Facebook, l’obiettivo è quello di permettere ai business di entrare in contatto con lead di qualità superiore e per questo la seconda novità corrisponde alla possibilità di convertire il classico form delle Lead Ads in un template per Messenger, così da instaurare un rapporto di follow up decisamente funzionale.

Infine, l’ultima implementazione nel campo delle ads, riguarda il potenziamento delle campagne con call to action “chiama ora” per cui sarà introdotto un altro obiettivo di ottimizzazione specifico per le chiamate, così da aumentare la qualità dei raggiungimenti propensi a chiamare e ridurre il costo per singola chiamata.

Fonte: Facebook for Business.

4. Amazon entra nel mercato del food anche come produttore, nasce “Aplenty”.

Dopo Amazon Fresh, arrivato in Italia a febbraio e operativo nell’area del milanese, il colosso dell’e-commerce ha annunciato lo scorso lunedì il lancio di un nuovo marchio proprietario: Aplenty.

Non sono ancora noti i tempi di rilascio online di tutti i prodotti a marchio Aplenty, ma le poche notizie concesse in anteprima alla stampa, descrivono il nuovo brand di proprietà di Amazon come un marchio che andrà ad operare online e all’interno degli store Amazon Fresh.

Il lancio fa riferimento al mercato americano e non è ancora chiaro se e quando i prodotti Aplenty arriveranno in Europa.

Fonte: MarketWatch

L’obiettivo di Amazon è quello di inserirsi con centinaia di nuovi prodotti alimentari nel trend in forte espansione online dei “private-label”, ovvero i sotto-brand che i grandi retailer alimentari utilizzano per distribuire linee diversificate di prodotti facendo leva su nuove identità di brand progettate per rispondere alle mutevoli esigenze dei consumatori.

I prodotti marchiati Aplenty infatti, secondo quanto dichiarato dall’azienda, non conterranno additivi chimici, coloranti, sciroppo di mais e altri derivati industriali.

Fonte: Amazon.com

A dire il vero, negli store Amazon Fresh americani, erano già presenti da tempo delle linee di surgelati, pre-cotti, prodotti da forno, prodotti caseari, integratori e molto, molto altro a marchio “Fresh“, “Amazon Kitchen” e “Happy Belly” (altro private-label di Amazon).

Quindi si potrebbe dire che Aplenty rappresenta oggi solo il consolidamento di una nuova ma imponente posizione da produttore in campo alimentare di Amazon, un’azienda in grado di raggiungere e dominare virtualmente ogni angolo della grande distribuzione.

Fonti: RetailDive, FoxBusiness, MarketWatch

5. Google Ads: una nuova sezione insights.

Un comunicato ufficiale da parte di Matt Brittin, presidente di Google EMEA, ha introdotto una singola ma significativa implementazione di Google Ads che potrebbe supportare gli advertiser nell’ottimizzazione delle campagne.

Brittin, apre il comunicato focalizzandosi su quello che quest’ultimo anno è stato in grado di insegnare all’azienda riguardo i bisogni reali ed estremamente dinamici degli utenti.

I tre punti fondamentali che ogni azienda dovrebbe tenere sempre a mente per progredire, corrispondono a delle verità che potrebbero sembrare scontate per alcuni, di parte per altri, ma che è sempre opportuno ribadire e magari includere tra “i mantra del buon marketer” (copyright: me stesso) se analizzati in ottica generale, anche al di fuori del contesto di Google.

1. La pandemia ha accelerato gli shift comportamentali che erano già in corso. Quello che abbiamo visto esplodere in quest’ultimo anno, in fatto di vendita, promozione, distribuzione, lavoro, è qui per restare.

“Delivery”, “codice sconto” e “how to” sono tra le query di ricerca con i picchi di crescita più alti rispetto agli anni passati, secondo quanto riportato da Brittin che però tiene a sottolineare (giustamente) quanto ad ogni modo gli shift comportamentali siano pur sempre imprevedibili, riportando l’esempio delle preferenze tra shopping online e shopping in-store.

2. Le persone hanno bisogno più che mai di ricevere assistenza nei processi di scelta. È innegabile come oggi viviamo in un contesto di (quasi folle) abbondanza di offerta e questo non può che generare una difficoltà tangibile nel portare a termine il processo decisionale che precede la fase di acquisto.

3. Gli utenti desiderano un mondo digitale aperto e conveniente, questo richiede la creazione di annunci pertinenti che rispettino la loro privacy. Il momento di “ragazzi, sono veramente euforico” è acqua passata per fortuna, ma ancora c’è molta strada da percorrere per portare gli utenti a riconquistare la fiducia nei confronti dei messaggi pubblicitari a cui sono esposti quotidianamente.

A fronte di queste considerazioni, una prima soluzione a supporto delle aziende che dovranno sforzarsi sempre di più per comprendere, visualizzare e prevedere i comportamenti degli utenti in continua evoluzione, corrisponde all’apertura di una nuova pagina di Insights all’interno di Google Ads.

Fonte: Google Ads & Commerce Blog

L’utilità di questo strumento analitico, intende essere quella di permettere agli inserzionisti e in generale ai business, di visualizzare informazioni specifiche sui trend di comportamento degli utenti, così da poter implementare le migliori strategie di adattamento nel minor tempo possibile.

In secondo luogo, un’ulteriore implementazione riguarda il machine learning e la possibilità di attivare l’implementazione automatica delle campagne sulla base delle real-time insights generate con questo nuovo strumento di analisi.

Perciò in base a quanto descritto da Brittin, queste implementazioni automatiche serviranno ad alleggerire il carico di lavoro degli advertiser, delegando alcune decisioni agli algoritmi che in base agli obiettivi posti e poi ai risultati generati, andranno a variare le campagne in tempo reale sulla base delle nuove opportunità di miglioramento offerte dall’analisi delle insights.

Questo permetterebbe alle aziende e agli advertiser, di non rischiare di perdere buone opportunità di potenziamento delle performance pubblicitarie per motivi legati all’asincronia di una gestione umana delle campagne.

Fonte: Google Ads & Commerce Blog.

6. TikTok: via alla prima campagna brand italiana.

La campagna vuole essere una celebrazione di questa variegata e straordinaria community, evidenziando, al contempo, il nostro forte investimento nell’Italia e il nostro costante impegno per costruire  un ambiente positivo, sicuro e inclusivo per tutti”

Queste sono state le parole di James Rothwell, Head of Marketing Europe di TikTok, in riferimento alla prima campagna brand italiana di TikTok.

Dal 16 aprile, lo spot tutto italiano è in circolazione con l’obiettivo di trasmettere i concetti di creatività, diversità, passione ed inclusione; le parole chiave su cui TikTok sembra aver progettato la comunicazione di questa prima campagna italiana.

I protagonisti dello spot, sono prevalentemente creator italiani, dai più giovani ai più anziani proprio per evidenziare il principio di inclusione con cui l’azienda intende caratterizzare la comunicazione italiana del brand.

“Basta un momento per sentirsi più vicini e da un momento all’altro se lo immagini, è tutto qui.”

Con questo claim che condensa l’essenza stessa del funzionamento della piattaforma, si chiude lo spot che in 45 secondi è in grado di comunicare una moltitudine di concetti, adatti ad un range molto ampio di pubblico nonostante la visibile avvertenza che sottolinea come l’app sia riservata ai maggiori di 13 anni.

Queste erano le notizie della settimana.
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ora sono un consulente per PMI e professionisti.

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