[MarkeThings #17]: Instagram testa le nuove inserzioni, via alla guerra dei cloni e le altre notizie della settimana.

copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

Un caprone di legno alto 14 metri fa la sua comparsa in pieno centro a Milano, mentre arrivano importanti novità da casa Google sulle metriche fondamentali per il posizionamento.

Questa è la selezione #17 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Tutti i lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

1. Instagram avvia i test per i nuovi posizionamenti di Ads in Reels e Facebook Stories testa le “Sticker Ads”.

Per quanto poco carina come definizione, “clone di TikTok” è tra le descrizioni più calzanti per l’ultimo formato verticale rilasciato da Instagram nel mese di agosto 2020.

Ed è proprio lì che gli advertiser potranno presto posizionare le nuove inserzioni dedicate a quelle fasce di utenza che consumano di più questo tipo di contenuto.

I mercati di riferimento per il test avviato il 22 aprile sono India, Brasile, Australia e Germania, con l’obiettivo di espandere le funzionalità a più mercati di prova nel corso dei prossimi mesi.

Le inserzioni dedicate al formato Reels, potranno raggiungere una durata massima di 30 secondi e risulteranno graficamente simili a quelle dedicate al formato Stories. L’unica differenza, consiste nella possibilità da parte degli utenti di interagire con l’inserzione come se fosse un contenuto organico.

Un’inserzione posizionata in Reels potrà quindi registrare like, commenti, visualizzazioni, salvataggi, condivisioni e ahimè, anche gli skip. Ma sicuramente, la possibilità di accedere ad un numero così ampio di indicatori, in aggiunta agli insights dell’inserzione, rappresenta uno scenario di sperimentazione veramente interessante.

Infine, come riporta The Verge, Facebook avrebbe avviato anche le fasi iniziali di test sulle Sticker Ads.
Questa nuova tipologia di inserzione, consisterebbe in uno sticker da poter utilizzare nelle storie Facebook e che una volta cliccato, porti l’utente direttamente ad una pagina prodotto.

Quest’ultimo formato, potrebbe diventare un nuovo ed utile posizionamento per tutti quei business che hanno scelto di promuoversi attraverso una rete di influencer che in questo modo potrebbe essere “monetizzata” in maniera più semplice e rapida.

Il funzionamento delle sticker ads, prende spunto dai meccanismi dei programmi di affiliazione e permetterebbe di alleggerire il carico operativo nelle fasi di retribuzione degli influencer. Infatti una volta conclusa la vendita attraverso lo sticker, il creator riceverà direttamente una parte del ricavato.

Purtroppo al momento non sono disponibili ulteriori informazioni sui test di cui vi ho appena parlato, siccome questi ultimi sono ancora in una fase iniziale. Ma sono sicuro che torneremo presto a parlare dell’argomento.

Fonti: The Verge, Business Insider India, Reuters.

2. Google Page Experience: l’algoritmo si aggiornerà a metà giugno.

Se ti occupi di SEM e SEO, saprai sicuramente in consiste l’aggiornamento relativo all’inclusione di Page Experience nel sistema di ranking di Google Search. Ma per offrire un contesto più chiaro anche a chi non opera direttamente in questi ambiti è opportuno specificare di cosa stiamo parlando.

In effetti questo tema dovrebbe accendere la lampadina della curiosità in chiunque possegga un sito web indicizzato all’interno di Google, ma spesso la tecnicità dell’argomento funge da deterrente. Per questo motivo cercherò di semplificare il più possibile le definizioni, linkando tutte le fonti ufficiali di approfondimento.

Page Experience, è un set di segnali che permette di comprendere la percezione sviluppata da un utente in relazione all’esperienza d’uso di una determinata pagina web.

Questo set include i Core Web Vitals (velocità di caricamento, interattività, stabilità visiva) e tutti gli altri segnali di ricerca già esistenti, come la presenza del protocollo HTTPS, l’invasività dei pop-up, la sicurezza generale di una pagina e la sua compatibilità con la navigazione da mobile.

La novità è proprio che il prossimo aggiornamento dell’algoritmo che gestiste il sistema di ranking, andrà ad includere i Core Web Vitals tra i segnali necessari al posizionamento di una proprietà web.

Questo implicherà una sorta di obbligatorietà (e finalmente, aggiungerei) all’implementazione di quelle pagine e quei siti web che nonostante tutto, ancora oggi, non rispettano gli standard minimi per un’esperienza utente ottimale.

Ad ogni modo, il roll-out dell’aggiornamento che era previsto per maggio 2021, è stato rimandato a metà giugno e con rilascio graduale fino alla fine di agosto, mese in cui l’aggiornamento prenderà efficacia definitiva.

L’obiettivo di Google è naturalmente quello di perfezionare l’esperienza di navigazione e garantire agli utenti una precisione sempre maggiore nei risultati di ricerca.

Ma allo stesso tempo, la decisione di rimandare un aggiornamento così importante è nata dalla volontà di concedere più tempo possibile ai gestori delle pagine web, per apportare tutte le migliorie necessarie a mantenere il proprio posizionamento all’interno dei risultati di ricerca.

3. Twitter testa i profili professionali e finalmente introduce il 4K.

Il tema di questa settimana sembra essere quello dei test un pò per tutti e non poteva mancare Twitter, che ha pubblicamente annunciato ben due piacevoli novità.

La prima, riguarda l’avvio della sperimentazione sullo strumento dei profili professionali.

Account ufficiale di Twitter Business

Lo strumento in questione, permetterà finalmente alle attività che hanno scelto di distribuire la loro comunicazione all’interno di Twitter o che vi hanno creato una community, di mostrare delle informazioni specifiche relative al business, direttamente all’interno del profilo pubblico.

La fase di test è stata avviata puntando una piccola cerchia di business nel mercato americano. Al momento, non sono note le tempistiche, ma un Tweet da parte dell’account ufficiale di Twitter Business all’interno dello stesso thread che ospita la notizia, lascia intendere un’apertura nel ricevere suggerimenti da parte degli utenti.

Account ufficiale di Twitter Business

Infine, l’intento di rendere Twitter una piattaforma più visuale a cui ho fatto cenno nel numero 11 di MarkeThings, vede un piccolo ma incisivo passo in avanti con la possibilità per tutti gli utenti di caricare immagini in risoluzione 4K.

Account ufficiale di Twitter Business

Com’è possibile leggere nel Tweet ufficiale, l’opzione è disponibile per tutti gli utenti, sia Android che iOS, ma dovrà essere abilitata per poter caricare e poter visualizzare le immagini in alta risoluzione.

4. Mercato delle App: Apple e Google interrogate dal senato USA sulle recenti vicende legate alla competizione interna.

Le vicende dei mesi scorsi non sono potute passare inosservate per qualsiasi appassionato o professionista del digital. Mi sto riferendo agli episodi che hanno visto protagonisti Epic Games e Apple, agli scontri sulle percentuali destinate agli sviluppatori nel Play Store, alle regole sulla concorrenza sempre più stringenti nell’App Store e infine al famigerato aggiornamento di iOS 14.5, che dovrebbe arrivare proprio in questi giorni, tra il 26 ed il 30 aprile 2021.

Anche questa volta il centro della discussione è occupato dalle volontà sempre più opprimenti dei giganti del tech nei confronti dei collaboratori che popolano le immense piattaforme di Apple e Google, con prodotti e servizi di terze parti.

Questa volta però, è una commissione antitrust del senato americano a richiedere delle spiegazioni alle due compagnie tech e poi a raccogliere le deposizioni di 3 aziende che hanno aperto la nuova contestazione: Spotify, Tile e Match Group (proprietaria di Tinder e altre app di dating).

Le aziende appena citate, fanno tutte parte di un comitato costituito lo scorso anno da 13 aziende che sviluppano prodotti e servizi digitali per contrastare la “prepotenza economica” di Apple all’interno del suo App Store.

Le azioni del comitato hanno portato alla proposta ufficiale di leggi che vietano le commissioni mirate agli sviluppatori delle app, come avvenuto nello stato del North Dakota.

L’oggetto dell’ultima interrogazione pubblica.

Le accuse attuali, vedono Apple e Google pressate dalla commissione antitrust sul tema dello sherlocking, aggettivo coniato dalla community degli sviluppatori Apple in riferimento alla pratica che vede Apple copiare le soluzioni software caricate da terze parti all’interno dell’App Store per integrarle poi come soluzioni proprietarie.

Il fenomeno dello sherlocking negli anni ha mandato sul lastrico un buon numero di software house che elaboravano soluzioni innovative per poi vederle riprodotte da giganti come Apple e Google, che inevitabilmente finivano per schiacciarle ed eliminarle dal mercato rendendo inutili le applicazioni sviluppate dalle software house.

È proprio su questo punto che si sta battendo Tile, l’azienda che per prima ha lanciato sul mercato (creando una nuova nicchia) quelli che una settimana fa, sono stati presentati da Apple come AirTag.

Oppure Spotify, in riferimento ai regolamenti che gli impediscono anche solo di comunicare agli utenti Apple, la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento premium anche al di fuori dell’App Store.
Pena: il ban completo dallo store e quindi un duro colpo agli organi vitali del business.

Insomma, le accuse generali fanno riferimento allo sfruttamento di un vantaggio competitivo scorretto, dovuto alla proprietà delle piattaforme su cui operano anche soggetti terzi. Strategia che permetterebbe a Apple e Google di carpire informazioni utili alla produzione di soluzioni e prodotti che possano essere competitivi e vincenti nelle fasi di penetrazione e conquista di nuovi mercati.

In base a queste accuse, la commissione antitrust del senato americano ha esplicitamente chiesto ai rappresentanti di Apple e Google se avessero istaurato dei firewall che bloccano il defluire di informazioni provenienti dai rispettivi store, in direzione dei reparti di prodotto interni all’azienda.

Le risposte hanno preso due strade differenti quando Wilson White, Senior Director of Public Policy & Government Relations in Google, ha risposto di essere a conoscenza di una policy interna che vieta l’accesso ai dati di terze parti sui prodotti.

Mentre Kyle Andeer, Chief Compliance Officer di Apple, ha cercato di schivare la domanda rispondendo che in Apple esiste un team dedicato alla gestione dell’App Store e poi un altro team distaccato per la progettazione dei prodotti. Per poi specificare che sono in corso dei controlli a riguardo.

Di fronte a questa risposta, il senatore Blumenthal ha dichiarato di doverla interpretare come un “no”.

Ecco il video integrale dell’interrogazione:

Fonte: canale YT ufficiale della PBS

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Fonti: Tech Crunch, PBS NewsHour

5. L’attacco dei cloni: Facebook e Reddit lanciano le funzionalità audio.

Era solo questione di tempo da quando hanno iniziato a circolare le prime indiscrezioni sulla volontà di Facebook di lanciare degli strumenti audio e proprio nella settimana in cui Clubhouse ha visto il suo primo forte calo nei download, è arrivato l’annuncio ufficiale.

Un nuovo set di funzionalità audio sta per arrivare nell’app di Facebook, con l’obiettivo di fornire agli utenti uno studio tascabile con cui poter creare file audio dalla qualità ottimizzata grazie al filtro AI per i rumori ambientali e ricchi di effetti sonori e brani musicali con cui poter produrre contenuti audio di alto livello.

Fonte: Facebook

Si chiamerà Soundbite il nuovo formato breve, naturalmente audio, che permetterà ai creator di condividere delle brevi clip in cui potranno dare sfogo alla loro creatività con poesie, aneddoti e più in generale, idee che vale la pena condividere (cit. TED claim).

Qualcuno ha detto podcast?

Ma quando il formato breve non è sufficiente a contenere la creatività, si rivela necessario espandere i limiti e per questo Facebook ha già in programma di lanciare il formato podcast, così da permettere ai creator dell’audio di avere una piattaforma che renda il contatto con l’audience più diretto e agli ascoltatori di non l’asciare l’app di Facebook per ascoltare i loro contenuti preferiti (bella mossa!).

Ma il vero e proprio clone, arriverà con le Live Audio Rooms, in cui si potranno organizzare delle live in formato audio, che si potranno registrare fin da subito per essere riproposte successivamente in formato podcast.

Infine, Facebook ha già reso noti i piani per la monetizzazione dei contenuti audio. Inizialmente, i creator potranno guadagnare con gli Stars (donazioni degli utenti che stanno seguendo la live) durante le live e poi in seguito potranno creare delle stanze a pagamento.

Per quanto riguarda i Soundbite, Facebook sta sviluppando un programma di supporto finanziario per i creator che intendono creare contenuti sfruttando il nuovo formato.

Le nuove funzionalità sono attualmente in test su cerchie ristrette di creator, ma le live audio rooms dovrebbero debuttare ufficialmente in estate.

Reddit Talk.

Non sarebbe stato un vero attacco dei cloni se mi fossi fermato alle novità annunciate da Facebook.

Proprio il giorno dell’uscita del numero di MarkeThings che precede quello che stai leggendo in questo momento, Reddit ha annunciato pubblicamente il lancio dei suoi strumenti audio.

Fonte: Reddit.

Lo strumento in questione, Reddit Talk, non è molto distante dalla soluzione offerta da Clubhouse.
Il design stesso, ricorda molto quello dell’app più chiacchierata dei mesi scorsi, ma naturalmente la sua funzione è stata resa compatibile con l’ecosistema di Reddit.

Fonte: Reddit.

Reddit si sviluppa in subreddit, che sono dei veri e propri forum tematici e ogni subreddit è amministrato da utenti moderatori. Solo questi ultimi avranno la possibilità di avviare delle audio-chat con cui poter gestire Q&A, AMA e altri format di discussione, in una nuova veste sonora.

Insomma, l’elenco di app e grandi piattaforme che hanno subito l’onda d’urto dell’effetto Clubhouse è sempre più ampio e Facebook e Reddit vanno a seguire Twitter, Discord, Telegram e LinkedIn, ognuno dei quali è al lavoro su strumenti di audio-social.

6. Birra Kozel: dalla Repubblica Ceca con furore, una strategia multimediale con i fiocchi.

Olda è il nome del caprone che ha fatto la sua comparsa nelle scorse settimane in Piazza Gae Aulenti, nel centro di Milano. Una scultura di legno alta 14 metri che ha fatto immediatamente parlare di se.

Fonte: milano.corriere.it

Questa fantastica operazione di ambient marketing, non si è limitata al posizionamento della scultura misteriosa nel centro di Milano, ma i cartelli stradali della città hanno subito un invasione di orme di capra e sagome stilizzate di Olda, la mascotte ufficiale di Kozel, marchio di birra ceco che ha scelto di fare così il suo debutto in Italia.

Il 23 aprile è stata la data della rivelazione che ha finalmente dato un senso agli utenti che hanno potuto assistere nelle settimane e nei mesi scorsi alle incursioni non esplicitate di Olda, com’è successo grazie alla collaborazione con Frank Matano che ha permesso a Olda di calcare il palco di Italia’s Got Talent.

A partire dall’apertura della scultura di legno che ha rivelato un pub al suo interno per la degustazione del prodotto, l’approccio multimediale di Kozel per la campagna di lancio dal titolo “C’è un villaggio dentro”, proseguirà con gli spot televisivi ufficiali, in onda dal 2 maggio e con un investimento social e web, pari al 26% del budget totale per la realizzazione della campagna.

Insomma, un’operazione di punta per il brand ceco, che in Italia farà parte del roster Peroni e sarà prodotta a Padova mantenendo però la ricetta tradizionale che ha reso Kozel la birra ceca più venduta al mondo e un marchio che ha guadagnato riconoscimenti internazionali durante la sua lunga carriera.

Ad oggi, sia Peroni che Kozel, sono parte del grande gruppo giapponese Asahi, ma la scelta di aggiungere l’Italia alla lista dei 48 paesi in cui opera Kozel, deriva da una conferma da parte del mercato sul forte interesse che i consumatori nostrani hanno maturato per il prodotto birra.

Fonti: Ansa, Corriere, Engage.it

Queste erano le notizie della settimana.
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ora sono un consulente per PMI e professionisti.

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