[MarkeThings #18]: Nuove opportunità per i creator di Instagram, le Lead Ads di TikTok e le altre notizie della settimana.

copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

Telegram aggiorna i suoi bot per i pagamenti e rende le chat vocali programmabili, mentre Apple lancia ufficialmente iOS 14.5 con uno spot tanto diretto quanto efficace.

Questa è la selezione #18 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Ogni lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Buona lettura! 

1. Instagram: nuovi strumenti di monetizzazione in arrivo!

Nella giornata di martedì 27 Aprile, durante una live con Adam Mosseri, Mark Zuckerberg ha annunciato un’interessantissima lista di novità su cui Instagram sarebbe a lavoro.

Le novità in questione riguarderebbero gli strumenti di monetizzazione per i creators, con una proposta che punta a semplificare e favorire la collaborazione tra brand e creator, oltre che a fortificare l’efficacia degli investimenti pubblicitari dei brand all’interno della piattaforma.

Quest’ultimo aspetto, secondo la nostra fonte, sarebbe riferito all’insieme di manovre di assestamento che il gigante del tech starebbe mettendo in atto a seguito del rilascio del famigerato iOS 14.5, avvenuto il 26 aprile scorso.

Ma al di là delle considerazioni di contesto, il programma pre-annunciato da Zuckerberg sembra essere molto interessante siccome mira a facilitare l’incontro tra domanda e offerta nella dimensione pubblicitaria della piattaforma social.

Come? Semplice…attraverso un marketplace!

Il primo punto del programma di supporto alla monetizzazione per creator prevede infatti la creazione di un marketplace, all’interno del quale i brand potranno selezionare i creator più adatti per la pubblicizzazione dei propri prodotti, sulla base dell’audience che questi sono in grado di raggiungere.

Lo strumento aiuterà senza dubbio i brand a svolgere azioni di influencer marketing con un livello di dettaglio superiore, in fatto di targetizzazione. A giovarne saranno anche il pubblico, che riceverà messaggi pubblicitari sempre più calzanti e stimolanti e naturalmente i creator, che potranno raccogliere un numero maggiore di richieste e gestirle in modo più organizzato.

“Dovremmo essere in grado di aiutare i brand a trovare dei creator perfettamente allineati al lavoro che stanno svolgendo e viceversa”, dice Adam Mosseri durante la Instagram Live condivisa con Zuckerberg.

Oltre al marketplace, un ulteriore strumento annunciato da Zuckerberg è quello del creator shop.
Molto semplicemente, stiamo parlando dell’espansione delle funzioni shop anche ad uso degli account creator (attualmente sono vincolate al possesso di un account business).

E per concludere, l’ultimo dei tre strumenti di supporto alla monetizzazione per creator è l’affiliation marketplace, in cui i creator possono direzionare la propria audience per l’acquisto di prodotti promossi in affiliazione e naturalmente trattenere una percentuale del ricavo.

Insomma, una piccola ma interessantissima lista di espansioni su cui Instagram avrebbe appena iniziato a lavorare. Questo significa che non è ancora possibile sapere come e quando queste implementazioni saranno rilasciate.

Ad ogni modo, nonostante la tendenza generale dell’ultimo semestre, che ha visto molte piattaforme sviluppare strumenti sempre più sofisticati per mantenere attivo l’interesse dei creator; quest’ultima mossa potrebbe effettivamente rappresentare una strategia per contenere sempre di più il transito degli utenti da un’app all’altra ed evitare così di perdere importanti porzioni di dati da parte degli utenti Apple.

In ogni caso, il tempo farà la sua parte.

Ma uno scenario così teso per il controllo dei dati degli utenti, lascia immaginare un futuro prossimo simile al presente tecnologico asiatico, in cui dominano i grandi cartelli di tech brands, attraverso le super-app all-in-one che permettono agli utenti di svolgere centinaia di funzioni, all’interno di un’unica piattaforma.

Fonte: CNBC

2. TikTok annuncia il suo modello di Lead Ad.

Con un pubblico in continua espansione che nel mercato italiano sta allargando sempre di più i margini di età, TikTok ha presentato una nuova classe di Ads come incentivo per i business ad investire nell’alto grado di attenzione da parte degli utenti, di cui gode la piattaforma.

La classe entrante nell’ecosistema pubblicitario di TikTok è proprio quella delle Lead Ads, essenziali per un brand che ha appena approcciato il mondo digitale e vuole attrarre nuovi clienti potenziali o per chi ha intenzione di espandersi in tal senso.

Il funzionamento delle Lead Ads di TikTok, sembrerebbe essere del tutto simile a quello di ogni altra struttura di Lead Ads, con un’unica differenza sostanziale: il pubblico!

L’audience target, potrà quindi compilare dei questionari all’interno della piattaforma per dimostrare il proprio interesse nei confronti del nostro prodotto o servizio e i dati risultanti, potranno essere conservati all’interno della piattaforma oppure esportati in un CRM esterno, se connesso.

In questo modo, sarà possibile effettuare una gestione regolare dei dati, che si scelga di procedere immediatamente con l’attivazione del lead o meno.

“In TikTok vogliamo supportare le imprese offrendo loro l’opportunità di creare un legame sincero con i consumatori assicurando al contempo che la nostra community si senta a proprio agio e al sicuro sulla piattaforma, aspetto prioritario per noi. Lead Generation è conforme alla GDPR.” specifica il comunicato ufficiale del 28 Aprile scorso.

Il lancio di questa nuova feature è avvenuto in tempo reale su scala mondiale. Quindi è attualmente disponibile per qualsiasi advertiser e per incentivare l’interesse e la fiducia, l’azienda ha predisposto una pagina di supporto dedicata, oltre ad aver specificato come queste Ads siano già state utilizzate in settori come automotive e finanza!

3. Telegram: pagamenti 2.0 e chat vocali programmate.

Il servizio di messaggistica istantanea capitanato da Pavel Durov continua ad espandere i suoi orizzonti con l’introduzione di una serie di feature che oggi rendono Telegram uno strumento di comunicazione sempre più affine anche all’uso aziendale.

La prima novità riguarda l’aggiornamento dei bot di pagamento. Attivo già dal 2017, il servizio permette agli utenti di pagare per beni e servizi in modo sicuro, senza abbandonare l’app.

Grazie al nuovo aggiornamento, sarà ora possibile ricevere pagamenti in ogni tipologia di chat e anche nella versione desktop dell’app. Inoltre, sarà sempre possibile aggiungere un importo extra come mancia e l’elenco dei provider affiliati in fatto di metodi di pagamento sale a 8, incluso Stripe.

Vista la natura gratuita e privacy-first di Telegram, non saranno applicate commissioni sulle transazioni da parte dell’app e lo storico delle transazioni non sarà archiviato. Chiunque volesse integrare il servizio all’interno dei propri asset di vendita, potrà farlo liberamente e senza bisogno di ulteriori approvazioni da Telegram, sfruttando le API del servizio e con l’aiuto di uno sviluppatore, se necessario.

Ricordi di quando trattai la novità esplosiva sui canali audio di Telegram? Ecco, la seconda novità riguarda proprio questo argomento. La già fresca feature delle chat vocali, viene rinfrescata ancor di più dalla possibilità di programmare eventi, così da non dover configurare ogni volta le stanze in tempo reale.

In questo modo, sarà più semplice promuovere gli eventi che si svolgeranno all’interno delle chat vocali e gli utenti avranno modo di organizzare la loro presenza in anticipo. Ma se questo proprio non sarà possibile o se finiremo per dimenticare l’appuntamento, ci penserà Telegram a ricordarcelo con delle notifiche dedicate ed uno sfizioso countdown prima dell’avvio della live.

Inoltre, un’ulteriore accortezza introdotta con l’ultimo aggiornamento delle voice chats, permetterà agli utenti di visualizzare un mini-profilo dei partecipanti ad una chat vocale. Questo mini-profilo conterrà delle fotografie selezionate e delle informazioni essenziali per permettere a tutti di sapere con chi stanno parlando.

Le altre novità da casa Telegram, riguardano delle migliorie in fatto di esperienza utente come la possibilità di fare “pinch to zoom” sui media fotografici direttamente dalla preview in chat e l’inserimento di ulteriori controlli per la riproduzione dei video.

Infine, sono state rilasciate due ulteriori versioni web dell’app, che permettono di accedere a Telegram da qualsiasi browser. Anche queste ultime due web app, sono stand alone così che dopo aver effettuato il primo log in, non sarà necessario mantenere lo smartphone nei paraggi o connesso ad internet.

Fonte: Telegram.org

4. Lo spot di Apple che parla chiaro rispetto a iOS 14.5.

Il 26 Aprile, come preannunciato al punto 1 di questa raccolta, Apple ha rilasciato iOS 14.5.
L’aggiornamento in questione è forse uno dei più attesi e temuti degli ultimi anni, siccome darà la possibilità agli utenti di disattivare il tracking per le app di terze parti che ne fanno richiesta.

In parole povere, se un utente Apple lo vorrà, non sarà più possibile tenere traccia di tutte le azioni che questo svolge al di fuori della singola app per cui ha prestato il consenso all’analisi delle preferenze e dei dati comportamentali a fini pubblicitari.

È facile intuire quanto questo tipo di aggiornamento abbia scosso gli equilibri del mondo della pubblicità digitale, che attraverso app come Facebook trovava (e continuerà ad essere così) la sua massima espressione.

Facebook stessa ha naturalmente portato avanti una lunga battaglia fin dal primo momento in cui Apple annunciò il contenuto dell’aggiornamento, la scorsa estate.

L’argomento è stato ampiamente dibattuto online negli ultimi mesi, ma è interessante osservare lo stile inconfondibile con cui Apple ha comunicato il rilascio del nuovo sistema antitracking intelligente attraverso uno spot della durata di quasi due minuti, visibile su YouTube:

Il tema della privacy è sempre stato un punto focale della narrativa di Apple, ma in questo spot è possibile osservare l’arte della semplificazione attraverso una comunicazione minimalista ma estremamente diretta, che punta a mettere in guardia gli utenti rispetto al comportamento dei soggetti terzi che hanno accesso ai loro dati.

Se mettiamo da parte tutte le recenti controversie che vedono Apple al centro di inchieste sul tema della concorrenza, che hanno relativamente a che fare con il rapporto che l’azienda ha strutturato con l’utente finale, possiamo affermare in senso oggettivo che la posizione dell’azienda a riguardo è passata da “solida” a “irremovibile”.

“questi soggetti terzi, utilizzano i tuoi dati per mostrarti delle pubblicità, ma possono utilizzarli anche per prevedere ed influenzare le tue decisioni e questo avveniva senza il tuo permesso” è la frase che precede l’estrema sintesi del concetto di economia del dato, in cui viviamo da anni ormai, ovvero: “le tue informazioni sono in vendita, sei diventato tu il prodotto”.

Per alcuni, l’utilizzo di una verità così brutale potrebbe sembrare eccessivo, ma ad oggi indipendentemente dal grado di simpatia che si possa nutrire per l’azienda e senza considerare le implicazioni commerciali dell’iniziativa di Apple, è proprio di messaggi del genere che l’utenza generica ha bisogno.

Magari, questi messaggi dovrebbero provenire in maniera più diretta e continuativa da parte delle istituzioni.
Ma questa è un’altra storia…

L’ultimo anno, ha fatto sì che sempre più strumenti digitali diventassero fondamentali nella vita di tutti i giorni per un numero sempre maggiore di utenti, anche in fasce demografiche per niente affini alla complessità nascosta di applicazioni apparentemente semplici ed innocue.

Insomma, mettendo da parte per un istante il marketing ed il business, in fatto di etica digitale è solo un bene che un numero sempre maggiore di aziende inizino a prendere una posizione netta in direzione degli utenti, per supportarli nella comprensione e nella tutela della propria identità digitale.

5. Taco Bell usa la luna come un bat-segnale.

L’ambient marketing come non l’avete mai visto.

Anche perché la nuova campagna globale del noto fast-food americano non prevede il collocamento di annunci pubblicitari in location inusuali, ma bensì sfrutta uno degli elementi ambientali più cari all’umanità intera dopo il sole: la luna.

L’ingegnosa iniziativa di Taco Bell, mette al centro della sua prima campagna giveaway globale, uno degli elementi più visibili del pianeta. Se considerato in ottica pubblicitaria naturalmente…

Il 4 maggio, l’azienda californiana sfrutterà la nuova fase del ciclo lunare in cui la luna sarà illuminata esattamente a metà, dando origine alla classica forma “a mezza luna” per richiamare tutti gli appassionati del fast-food di cucina messicana, proprio come il bat-segnale veniva utilizzato per richiedere l’intervento del supereroe.

È facile pensare ad un taco se osserviamo la sagoma della “mezza luna” e se viviamo in un paese in cui la catena è attiva e ha instaurato la sua presenza comunicativa sul territorio.

Ed è così che la prima iniziativa di giveaway su scala globale di Taco Bell, avrà come protagonista la “taco-moon”, che detterà i tempi della promozione attiva in America e in altri 20 mercati internazionali in cui i clienti potranno avere un taco gratuito nell’arco di tutta la giornata del 4 maggio, attraverso la prenotazione in app o sul portale ufficiale.

Un’operazione che segnerà senza alcun dubbio il record per il maggior numero di taco regalati in una sola giornata dalla catena americana.

Fonte: AdWeek, Today.com

Queste erano le notizie della settimana.
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ora sono un consulente per PMI e professionisti.

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