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[MarkeThings #21]: Addio Internet Explorer, ben tornato Chef Tony e le altre notizie della settimana.

Si, hai capito bene, è proprio dello chef più famoso delle televendite che sto parlando.
Nel frattempo, Burger King torna all’attacco con una campagna che fa della realtà, un’arma contundente.

Quella che stai per leggere, è la selezione #21 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Ogni lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Buona lettura! 

1. Microsoft annuncia il ritiro di Internet Explorer.

Dopo 25 anni di (non proprio) onorata carriera, Internet Explorer è finalmente prossimo al pensionamento definitivo.

Ad annunciarlo è Microsoft con un comunicato ufficiale sul suo blog, in cui vengono approfondite in maniera molto dettagliata le ragioni che hanno portato a questa decisione finale.

“Era ora!” esclamerebbero tutti gli sviluppatori che per qualche (assurdo) motivo negli ultimi anni si sono dovuti battere per creare soluzioni compatibili con l’arcaico software. Ed è così che dopo l’interruzione del supporto per Internet Explorer dai servizi online di Microsoft 365, l’azienda ha dichiarato l’interruzione totale del progetto.

Fonte: me.me

Ad ogni modo, se per un istante solleviamo dalla memoria tutti gli aspetti negativi che hanno fatto di IE uno dei software più “bullizzati” del web moderno, possiamo comunque affermare che con lui si chiuderà per sempre un grande capitolo della storia di Internet.

Internet Explorer, è stato infatti uno dei primissimi browser a guadagnare popolarità tra gli utenti non tecnici che iniziarono ad avvicinarsi al web nel 1995. Il software faceva parte della dotazione base di Windows 95 e rappresenta uno dei primi ricordi di un’intera generazione di internauti che oggi, ormai adulti, ricorderanno quei momenti con un pizzico di nostalgia.

Ma al termine di questa immagine in bianco e nero apprezzabile solo dagli “smanettoni” della generazione X e da tutta la generazione Y (millennials – net generation), non si possono non considerare le grandissime lacune in fatto di velocità e sicurezza che il primo browser nativo di Microsoft ha dimostrato negli ultimi anni.

Sicurezza, velocità e compatibilità (interoperabilità), sono quindi le parole chiave alla base del ritiro di Internet Explorer, che avverrà esattamente il 15 giugno 2022 così da dare il tempo agli “Highlander” che tutt’ora lavorano con l’applicativo, di migrare tutti i propri progetti e tutte le configurazioni in essere.

Microsoft Edge è la risposta che l’azienda produttrice di uno dei sistemi operativi più diffusi al mondo intende dare per il futuro dei suoi browser nativi.

Rilasciato nel 2015, Edge costituisce oggi una soluzione software affidabile, veloce e dalle prestazioni simili agli altamente performanti Google Chrome e Mozilla Firefox.

2. Google si prepara ad aprire il primo store fisico.

Proprio nel giorno in cui il CEO di Apple, Tim Cook, ha pubblicato un tweet in cui celebrava il ventesimo anniversario dall’apertura del primo Apple Store, Google ufficializza la notizia dell’apertura di un suo primo negozio fisico.

Coincidenze?
Non saprei, ma sono certo che i complottisti amanti del tech si saranno già documentati sulla vicenda, chiedete a loro.

Nel comunicato ufficiale, il colosso di Mountain View CA, descrive il progetto che porterà all’apertura del primo store fisico ufficiale di Google nella meravigliosa cornice urbana di New York, sede del “cubo”, uno degli Apple Store più noti del pianeta, localizzato sulla fifth avenue di Manhattan.

Da quanto ha dichiarato Google, la scelta di partire proprio da New York è legata alla forte presenza che l’azienda californiana ha stabilito nella grande mela, ormai 20 anni fa. La sede newyorkese di Google è l’ufficio di riferimento per più di 11mila dipendenti residenti nell’area ed è costituita da un intero edificio nel quartiere Chelsea.

Preview dello store prossimo all’apertura – fonte: blog.google

Ed è proprio nello stesso quartiere che in estate Google aprirà il suo primo negozio fisico, con l’obiettivo di offrire ai clienti una prospettiva più pratica rispetto alla già completa esperienza di acquisto offerta fino ad ora dallo store online.

Naturalmente, gli store fisici rappresentano per Google anche la possibilità di creare finalmente degli hub di assistenza fisica per i possessori di dispositivi come Pixel, FitBit ecc…, così da garantire un supporto clienti più rapido e personale.

L’obiettivo generale di Google è quello di dare la possibilità all’utenza di “toccare con mano” e valutare in prima persona le ormai numerosissime opzioni di compatibilità tra i vari prodotti Google, con particolare attenzione a tutto il segmento degli accessori per la smart home.

3. Netflix colpisce ancora e riesuma lo Chef Tony per il lancio di Army of The Dead.

Non c’è che dire, anche questa volta Netflix Italia ha colto nel segno con una campagna di lancio che mira dritta al cuore dell’audience target per l’uscita di Army of The Dead, film d’azione a tema zombie.

La divisione italiana di Netflix conosce perfettamente le sue audience e l’ultima trovata pubblicitaria della casa di produzione ne è la perfetta dimostrazione.

Se la cornice comunicativa è quella di uno scenario da apocalisse zombie, uno dei primi elementi logici che verrebbero in mente a chiunque fosse incaricato di pubblicizzare un prodotto d’intrattenimento sarebbe senza dubbio quello delle armi da utilizzare per contrastare la minaccia dei mangia-cervelli.

Ma le menti creative di Netflix sono andate molto, molto oltre.

E per comunicare l’uscita del nuovo film di Zack Snyder ai millennials italiani, la scelta è ricaduta su uno dei personaggi mitologici dei primi anni 2000: lo Chef Tony, l’indimenticabile testimonial di Miracle Blade.

Questa volta, a distanza di 20 anni, il maestro delle lame si è concentrato su di una nuova serie di prodotti, utili per affrontare un’orda di non-morti anziché dimostrare le stupefacenti doti dei coltelli da cucina che hanno invaso le televendite di milioni e milioni di spettatori nel primo decennio del 2000.

La figura di Chef Tony come testimonial di Miracle Blade, si può considerare a tutti gli effetti come uno dei meme più famosi dell’era pre-social che ha contribuito a segnare l’umorismo di un’intera generazione di ragazzini che senza lo smartphone, nei giorni di maltempo non potevano fare altro che guardare la tv, imbattendosi spesso e volentieri nelle trasmissioni che avevano come protagonista il simpaticissimo cuoco-venditore.

Insomma, uno spot che potrebbe benissimo rientrare nella categoria “amarcord” e che con grande ironia è riuscito a fare breccia tra le fila del pubblico target a giudicare dai commenti visibili su YouTube e su Instagram.

Ma non finisce qui.

E si, perché a rendere l’esperienza veramente memorabile c’è un ultimo particolare che rappresenta proprio il tocco di classe che potevamo aspettarci solamente da produzioni del calibro di Netflix.

I più attenti di voi, avranno notato che tra le grafiche in sovrimpressione che riproducono fedelmente lo stile delle televendite di quel tempo, è visibile il numero telefonico da contattare per “acquistare” il nuovo set delle meraviglie anti-zombie di Chef Tony.

Beh, quel numero funziona davvero.

Ma non ho alcuna intenzione di rovinarvi la sorpresa, quindi… provare per credere!

Poi fateci sapere com’è andata.

4. Burger King riaccende le fiamme della competizione con McDonald’s attraverso una campagna a dir poco pungente.

È inevitabile tornare a parlare con andamento ciclico di quelli che oggi possono essere considerati a tutti gli effetti i beniamini del marketing moderno.

Un pò come Godzilla e King Kong, nel corso degli anni, gli eterni rivali McDonald’s e Burger King ci hanno regalato alcune delle campagne pubblicitarie più creative e divertenti degli ultimi decenni e noi, da bravi “nerd” del marketing, non possiamo fare altro che goderci lo spettacolo.

Questa volta a tornare all’attacco è Burger King, che ha scelto di sfoderare un’arma già presa in considerazione più volte in passato, anche da parte di soggetti terzi, ma con un taglio decisamente più diretto e molto meno discreto.

Il messaggio in questione è quello legato alla rappresentazione veritiera dei prodotti alimentari.

Un problema ben noto nell’industria alimentare, a cui sembra non esserci una reale soluzione nonostante l’esistenza del Regolamento (UE) n. 1169/2011 in materia di etichettatura alimentare, e che si esaurisce con la tipica frase a cui siamo tutti abituati: “L’immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto”.

Variante n.3 dei poster ufficiali.

“La nostra lattuga è spettinata, deal with it.
Questo è solo uno dei claim della campagna “Have it the real way” di Burger King, in cui il colosso del fast food lascia passare questo esatto messaggio: “Siamo reali al 100% e non abbiamo paura di mostrarlo”.

La campagna che potrebbe semplicemente sembrare un attacco molto diretto al concorrente per eccellenza, rivela invece un meccanismo d’interattività che si basa sull’utilizzo di una delle tecnologie più interessanti prodotte da Google negli ultimi anni.

La call to action vera e propria della campagna, si articola attraverso un sistema di hotspot localizzati nei pressi dei McDonald’s nel raggio d’azione dell’attività di marketing. Tutti gli utenti che si trovano nelle immediate vicinanze dei ristoranti del competitor, verranno raggiunti da una notifica AirDrop da parte di Burger King.

La notifica conterrà uno specifico flyer che inviterà l’utente a scattare una foto al panino che hanno appena acquistato da McDonald’s, in cambio di uno sconto da Burger King.

La fotografia dovrà essere scattata attraverso l’applicazione di Burger King, che lascerà analizzare la foto amatoriale dalla tecnologia di image recognition che si cela dietro Google Lens (scaricalo qui).

Lens, è in grado di identificare il panino come un prodotto di McDonald’s e restituisce all’utente una perfetta immagine pubblicitaria del panino più simile a quello fotografato.

Nello step successivo, un calcolatore messo a punto da Burger King andrà a quantificare la percentuale di differenze visive tra il prodotto identificato da Lens e quello fotografato dall’utente. La percentuale risultante, costituirà lo sconto a cui l’utente avrà diritto in Burger King.

Fonte: Ads Of The World

Interessante vero?

Per tutta quella fetta di utenza che deciderà di spendere il proprio tempo svolgendo una delle attività preferite dai social-addicted (fotografare il cibo) su richiesta di un marchio così imponente, l’effetto è praticamente assicurato.

Ma che succede se la pigrizia prende il sopravvento?

Beh, in ogni caso, Burger King farà leva sulle fotografie ricevute dagli utenti, creando degli appositi cartelloni pubblicitari da posizionare in tutta la nazione, proprio nei paraggi dei ristoranti della competizione e su cui andrà a mostrare esplicitamente le forti differenze tra la rappresentazione pubblicitaria e quella reale del prodotto.

Fonte: Ads Of The World

E se tutto questo non è sembrato abbastanza pungente, oltre all’appellativo “fake competitor” utilizzato a supporto della frase “mai fidarsi di un pagliaccio”, lo spot si chiude con Burger King che ringrazia McDonald’s per l’opportunità mentre il video mostra una panoramica di quello che sembra essere un lotto abbandonato dove si erge la tipica insegna di McDonald’s.

Aspettiamo con ansia la risposta del rivale, se mai arriverà.

Fonte: Ads Of The World

5. Spotify lancia una serie di concerti in livestream: The Black Keys fanno da apri-fila.

Durante uno dei periodi più bui per tutta l’industria della musica dal vivo, Spotify ha scelto di lanciare quello che sembra a tutti gli effetti un esperimento di mercato mirato a testare l’interesse del pubblico nei confronti di show esclusivi, visibili direttamente dal divano di casa.

Naturalmente i veri appassionati di concerti non potranno mai rinunciare a quelle caratteristiche esperienziali che rendono un evento dal vivo qualcosa di indimenticabile. Ma in un momento in cui nonostante le progressive riaperture, l’incertezza riguardo i concerti è ancora forte, un vero fan potrebbe essere disposto a provare un’esperienza diversa dal solito.

Probabilmente è questo lo spiraglio intravisto da Spotify, che ha lanciato l’iniziativa con un roster di 5 artisti di fama mondiale, che si esibiranno tra il 27 maggio e il 24 giugno.

The Black Keys, Rag’n’Bone Man, Bleachers, Leon Bridges e girl in red sono i 5 nomi che prenderanno parte a questa prima edizione (non sappiamo se avrà un seguito) dell’iniziativa che vede gli artisti coinvolti in un live pre-registrato.

Si, hai letto bene, un live pre-registrato.

Come dice bene TechCrunch, fonte di questo articolo, live pre-registrato è un termine che può rientrare tranquillamente nella categoria degli ossimori. Ma anziché perderci in critiche inutili sulle terminologie adottate, è il caso di osservare l’approccio che Spotify sta mettendo in atto nei confronti di un mercato fortemente vessato dalle conseguenze della pandemia.

Giusto o sbagliato, efficace o meno che sia, non rientra neanche lontanamente tra i miei compiti dirlo.
Ma rispetto alle numerose opzioni che si sono avvicendate nell’ultimo anno nel tentativo di creare dei surrogati digitali dei concerti a cui eravamo abituati, il tentativo di Spotify sembra distinguersi proprio nel contenuto.

Gli eventi, seppur pre-registrati, si svolgeranno in cornici uniche, selezionate accuratamente dagli artisti in base alle loro preferenze sceniche e culturali. Nel caso dei The Black Keys ad esempio, l’ambientazione sarà quella del Blue Front Café nel Mississippi, il più antico Juke Joint americano ancora in attività.

L’obiettivo di Spotify è quello di fornire all’ascoltatore un esperienza intima a “tu per tu” con l’artista, ricca di particolari e consumabile in tutta sicurezza al prezzo di 16 euro, che per un vero fan non rappresenta affatto un ostacolo per ottenere contenuti inediti ed “esclusivi” dal proprio artista preferito.

Ecco la pagina dedicata, da cui è possibile acquistare i biglietti.

Fonte: TechCrunch.

Queste erano le notizie della settimana.
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

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