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[MarkeThings #24]: Attenzione advertiser, iOS 15 è quasi pronto! La nuova strategia di Netflix e le altre notizie della settimana.

È possibile che una nuova dimensione dei social media sia già in avvicinamento? Gli indizi sono molti, le certezze poche, ma una cosa sicura c’è: il mercato dei servizi digitali è in una fase di forte mutamento. Sfruttare i dati a disposizione per immaginare il futuro prossimo è l’unico modo per non farsi trovare impreparati.

Quella che stai per leggere, è la selezione #24 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Ogni lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Buona lettura! 

1. Apple WWDC21: privacy d’acciaio e la strategia del Social OS.

La scorsa settimana si è tenuto il WWDC21 (Worldwide Developers Conference) di Apple.

Se non hai mai sentito parlare di questo evento, si tratta della conferenza annuale in cui l’azienda annuncia tutte le novità e le nuove opportunità in fatto di prodotti software e non solo.

Nonostante si tratti di un “evento di nicchia” rispetto ai più noti appuntamenti in cui vengono presentate le nuove linee di prodotti fisici, il WWDC21 ha immediatamente attirato l’attenzione di tutti gli attori del mondo tech grazie alle importanti rivelazioni che si sono avvicendate tra i numerosi keynote nell’arco della settimana.

A dir poco privacy-first!

L’orientamento privacy-first di Apple è noto a tutti da prima che il tema diventasse la buzzword preferita da molti titolisti, ma le scelte del tech-giant hanno iniziato realmente a scuotere il mondo della pubblicità digitale con il rilascio di iOS 14.5, l’aggiornamento più temuto dagli Advertiser digitali di tutto il mondo.

Se non hai ben presente di cosa sto parlando, una semplice “googlata” ti trascinerà nella tana del bianconiglio di questo argomento discusso in lungo e largo nell’ultimo anno, oppure puoi tornare a leggere MarkeThings #18 in cui abbiamo commentato lo spot con cui Apple ha annunciato il rilascio dell’aggiornamento.

Non è passato neanche il tempo necessario per comprendere come i cambiamenti di iOS 14.5 influissero sulle campagne in generale che già possiamo considerare l’argomento “acqua passata” in confronto alle nuove estensioni che arriveranno in autunno.

iOS 15 infatti, introdurrà delle ulteriori misure che impediranno quasi ogni forma possibile di tracking, portando Apple nella posizione di unico custode e garante diretto della privacy dei suoi utenti.

Le nuove misure.

Dopo ATT (App Tracking Transparency), le ulteriori estensioni a tutela della privacy che faranno parte di iOS 15 sono:

  1. App Privacy Report: racchiude in un report dettagliato il comportamento di ogni singola app rispetto ai permessi che gli abbiamo concesso per accedere ai nostri dati personali. Traccia quando e con chi, queste app cercano di comunicare e trasmettere informazioni sui nostri comportamenti.
  2. Mail Privacy Protection: nasconde il nostro indirizzo IP rendendo impossibile il tracking delle azioni rispetto ad una determinata mail, dei dati relativi all’apertura di queste ultime o alla location da dove sono state aperte.
  3. Siri: riconoscimento vocale sicuro, cross-device, funzionante anche offline perché processato localmente (sul nostro dispositivo).
  4. iCloud+: nuova membership che include delle funzionalità avanzate in fatto di privacy, come “iCloud Private Relay” che impedisce a chiunque di visualizzare il nostro indirizzo IP, “Hide my Email” che permette di creare delle e-mail random da usare al posto del nostro indirizzo reale per poterci registrare a servizi di vario tipo come newsletter o per compilare dei form. L’indirizzo in questione trasmetterà tutte le e-mail alla nostra casella ufficiale.

C’è qualcos’altro che si muove dietro le quinte.

Se sei un marketer e se queste ulteriori estensioni ti stanno già facendo domandare come potrai gestire la tua newsletter il prossimo inverno o come farai a mantenere le prestazioni della tua prossima campagna lead, beh, forse c’è qualcosa di ancora più grande da poter considerare.

Questo qualcosa non è stato ufficialmente annunciato, né tantomeno discusso, ma gli indizi diffusi da Apple sembrano portare proprio verso una direzione che a pensarci, sembra tutto meno che assurda.

Le parole chiave su cui si è sviluppato tutto il lavoro dietro iOS 15 sono: “share”; “experience”; “connection”; “in touch”.

Ti fa venire in mente qualcosa?
A me si.

Una concezione d’uso alternativa del sistema operativo: il Social OS.

Ma non sono per niente il solo che ha iniziato ad immaginare il concetto di “Social OS” (Operating System).
Infatti, tutto è partito da un recente video di The Tech Lead, ex tech lead di Google e poi di Facebook, che consiglio fortemente di seguire.

In effetti, si potrebbe aprire una discussione molto, molto ampia sulle ragioni tecniche che spingerebbero Apple a progettare una mossa che ha il potenziale di strappare delle grandi fette di utenza alle piattaforme social di oggi, dopo aver abituato gli utenti ad un intero sistema operativo sociale.

Ma servirebbe un’intera trattazione solo per parlare dell’aspetto tecnico-strategico, perciò mi limiterò a raccontare quali saranno le novità introdotte da iOS 15, che ritroveremo poi anche in Mac e iPad.

Usabilità all’insegna della condivisione.

“New experiences. True connections.”

È con il solito minimalismo d’impatto che Apple introduce “SharePlay”, una delle nuove funzioni sociali di iOS 15 che permettono di ascoltare e vedere contenuti in compagnia di altri amici all’interno del proprio sistema operativo o addirittura di condividere con loro l’intero display, così da svolgere ogni attività “in compagnia”.

Fonte: Apple

Incredibile?
Non del tutto.

Incredibile è forse la nuova funzionalità nota come “spatial audio“, che durante queste sessioni d’uso condivise, permetterà di sentire la voce dei nostri amici provenire proprio dalla direzione in cui questi si trovano sullo schermo così da rendere l’esperienza ancora più immersiva e realistica.

Fonte: Apple.

O forse è incredibile anche il fatto che presto i nostri dispositivi Apple, includeranno una sezione “shared with you” all’interno di molte App native (Foto, Safari, Apple News, Apple Music, Apple Podcasts, AppleTV).

La nuova sezione raccoglierà tutti i contenuti che gli altri hanno condiviso con noi all’interno dell’app messaggi, così da creare una sorta di feed. Allo stesso modo, anche la visualizzazione dei contenuti inviati all’interno di una chat dell’app messaggi potranno essere visualizzati proprio come una galleria dove possiamo fare “swipe” tra una foto e l’altra.

Fonte: Apple.

Un ulteriore indizio sull’intento di disincentivare gli utenti a passare il loro tempo all’interno dei social media è dato anche dall’introduzione della nuova focus mode, che per quanto riguarda le notifiche, permetterà di consultarle direttamente da un apposito raccoglitore che selezionerà per te le notizie più importanti del giorno.

Fonte: Apple.

In questo modo, non avrai più bisogno di andare ad aprire ogni singola app per scoprire cosa ti sei perso.
Potrai fare e scoprire tantissime cose senza mai lasciare iOS. Un meccanismo familiare, non trovi?

Oltre a delle novità innovative e super-funzionali, non sei convinto di questa possibile strategia di assalto al mercato degli strumenti per la gestione delle relazioni online, più noti come social media?

Posso capire. In fondo quella di questo format non è proprio la cornice più adatta ad approfondire le ragioni per cui questo ragionamento in rapida diffusione può risultare plausibile, ma aggiungo solamente che FaceTime sarà presto accessibile anche su Android e Windows.

Niente male come primo step.

Nel frattempo però, se ti va di approfondire tutte le implementazioni a cui io ho solo fatto cenno, fai un salto sulla curatissima pagina ufficiale.

2. Netflix approccia l’e-commerce son il suo shop ufficiale.

Revenue in crescita del 24%, a fronte di un calo del tasso di crescita delle nuove iscrizioni.

Questo è l’andamento generale di Netflix nel primo quarto del 2021 secondo quanto divulgato dalla compagnia stessa nei suoi ultimi report per gli investitori.

E forse è proprio questa una delle motivazioni che ha spinto il gigante dello streaming a lanciare il suo primo shop ufficiale, che segna l’ingresso di Netflix nel settore dell’e-commerce.

Nonostante in America distribuisse già dei prodotti brandizzati in collaborazione con la catena di negozi Target, l’apertura di Netflix.shop lascia intendere un interessante obiettivo di diversificazione che vede coinvolti artisti emergenti e designer nella produzione di capi d’abbigliamento e accessori da collezione ispirati a serie TV e Anime.

Attualmente lo shop è dedicato esclusivamente al mercato americano, ma in un comunicato ufficiale l’azienda ha confermato di voler estendere il suo raggio d’azione anche al di fuori del mercato US, nei prossimi mesi.

Eden e Yasuke, sono i primi titoli che hanno una loro linea di accessori e di abbigliamento dedicata.

Ma sono già in arrivo dei nuovi prodotti a marchio Stranger Things, The Witcher e Lupin.
In particolare, questi ultimi sono stati realizzati in collaborazione con il museo del Louvre.

Una buona strategia, quella di Netflix, per ottenere delle revenue alternative (soprattutto a fronte del calo di nuovi iscritti) che permetterà alla piattaforma di portare avanti ancora a lungo il suo modello di business privo di pubblicità.

Funzionerà?

Facci sapere cosa ne pensi rispondendo alla storia Instagram su questo titolo!

3. H&M va al di là dell’arcobaleno per il mese del Pride: campagna digital firmata B-Reel.

La bandiera arcobaleno, è il simbolo della comunità LGBTQIA+. Ma a volte, quando i simboli vengono ampiamente distribuiti e questi diventano di uso comune, non è raro che il pubblico dimentichi il concetto reale che quel simbolo rappresenta.

Ad insegnarci questo principio è proprio il marketing, ma allo stesso tempo quando questa conseguenza inizia a diventare negativa, arriva in nostro aiuto la comunicazione, in grado di restituire senso e valore anche al simbolo più inflazionato.

Purtroppo, in molti paesi del mondo ancora oggi non si può dire lo stesso per la bandiera arcobaleno.
Ma quello di H&M è un tentativo profondo di saltare al di là di quel simbolo che una volta all’anno possiamo vedere in ogni negozio e ad ogni angolo della strada.

Come?
Con un’iniziativa hi-tech firmata B-Reel!

Per prima cosa, se non ne abbiamo una, dobbiamo uscire di casa per cercare una bandiera arcobaleno.

Dopo averla trovata, visitando il sito di #beyondtheraimbow si avrà accesso ad un “rainbow scanner” con cui potremo inquadrare la bandiera arcobaleno che abbiamo davanti.

H&M ci aiuterà ad andare al di là del simbolo, permettendoci di ascoltare storie vere di persone vere, che hanno deciso di prendere parte all’iniziativa raccontando la loro esperienza.

Fonte: beyondtherainbow.hm.com

#beyondtherainbow è il risultato del supporto diretto di H&M a UN Free & Equal, campagna globale delle Nazioni Unite a sostegno della parità di diritti e di trattamento per gli individui di qualsiasi orientamento sessuale.

Fonte: Ads of the world.

4. Instagram sblocca nuove opportunità di monetizzazione per creator.

A marzo scorso, in MarkeThings #10 vi abbiamo parlato della possibilità che Instagram rilasciasse delle funzioni di monetizzazione molto interessanti.

Questa ipotesi è diventata realtà lo scorso 8 giugno, quando in un comunicato ufficiale, la piattaforma di proprietà di Facebook ha annunciato il lancio delle nuove opzioni di monetizzazione.

La prima estensione confermata, riguarda l’implementazione dei badge (star in Facebook) permettendone l’acquisto multiplo durante una live da parte dell’audience e strutturando un programma di challenge per i creator che potranno guadagnare di più dai loro badge e dalle loro star, raggiungendo determinati obiettivi.

Proprio come accennato nel #10 di questo appuntamento settimanale, l’altra novità importante riguarda l’introduzione di una modalità che permette ai creator di svolgere attività di affiliazione all’interno della piattaforma e senza alcun bisogno di abbandonarla.

Gli strumenti di affiliazione nativa, permetteranno al creator di accedere ad una sezione dedicata che gli mostrerà tutti i prodotti disponibili così che il creator, nel caso in cui li ritenesse validi, non dovrà fare altro che proporli alla sua audience. Il risultato monetario sarà naturalmente una commissione sul venduto.

Fonte: Instagram Blog.

Infine, Instagram si sta occupando di semplificare e velocizzare il processo di creazione e apertura degli shop interni ad Instagram per quei creator che producono il loro merchandise. Così che questi ultimi potranno avere uno spazio interno alla piattaforma, da gestire esattamente come il proprio e-commerce.

Fonte: Instagram Blog.

5. Biden revoca il ban imposto da Trump a TikTok e WeChat.

Tutti ricorderete quel periodo della storia politica americana recente in cui l’allora presidente Donald Trump emanò una serie di limitazioni per l’accesso al mercato americano a compagnie tecnologiche come Huawei e piattaforme come TikTok e WeChat, reputate un pericolo per la sicurezza nazionale.

In particolare, per ciò che riguarda TikTok e WeChat, l’ordine esecutivo per il divieto di processare transazioni ed effettuare nuovi download per i cittadini americani non è mai entrato in vigore a causa di un blocco voluto da un giudice federale.

Ad ogni modo, l’ordine esecutivo che era ancora in stato di sospensione è stato definitivamente revocato da Joe Biden nella giornata di mercoledì scorso.

Le intenzioni dichiarate da Biden fin dall’inizio del suo mandato, hanno portato in stallo anche la trattativa tra TikTok e Oracle, nata dall’obbligo voluto da Trump di vendere la divisione americana di TikTok ad una società di origine americana come unica possibilità per evitare il ban definitivo dal mercato statunitense.

Allo stesso tempo, quest’ultima revoca non implica la sospensione delle indagini avviate nel 2019 che mirano a monitorare l’attività di queste società tecnologiche cinesi all’interno della digital economy americana.

Il nuovo ordine esecutivo emanato da Biden richiede al dipartimento del commercio americano di attuare “una sorveglianza continua su quelle transazioni che includono rischi di effetti catastrofici sulla sicurezza nazionale e sulla resilienza delle infrastrutture primarie su cui si fonda la digital economy degli Stati Uniti d’America”.

Con queste parole contenute all’interno della nuova direttiva e citate dal The Guardian, è chiaro come l’intento generale sia quello di continuare a porre l’attenzione delle amministrazioni sulle questioni legate all’accesso ai dati degli americani da parte di rivali politici stranieri.

Ad oggi, TikTok resta in mano a ByteDance anche in America, per la gestione di un mercato locale da 100 milioni di utenti mensili.

Fonte: The Guardian.

Queste erano le notizie della settimana.
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

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