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[MarkeThings #31]: Roberto Carlos prende a calci Nokia, Twitter testa l’e-commerce e le altre notizie della settimana.

Coca-Cola entra nel mondo degli NFT con la sua prima collezione a scopo benefico, mentre Facebook punta ad incentivare i micro-business ad investire in pubblicità attraverso strumenti di supporto gratuiti.

Questo e molto altro, nella selezione #31 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Ogni lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram e qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Buona lettura! 

1. Nokia mette a dura prova il suo nuovo smartphone: lo spot con Roberto Carlos e Lisa Zimouche.

Il celebre brand produttore di telefoni cellulari è riuscito a dare prova della resistenza del suo ultimo prodotto riportando in campo la leggenda del calcio brasiliano Roberto Carlos, stella del Real Madrid, in grado di calciare un pallone oltre i 100 km orari e la strabiliante campionessa mondiale di freestyle Lisa Zimouche.

Lo spot originale dal canale YouTube di Nokia.

Lo spot è un vero e proprio crash test, che ricorda lo stile delle migliaia di video amatoriali in cui si è cercato di distruggere l’iconico Nokia 3310, senza successo.

In riferimento al 3310, è facile ricordare la quantità di meme che negli anni hanno permesso al brand Nokia di mantenere la sua storica notorietà, nonostante la forte perdita di quote di mercato a causa dell’aspra competizione nell’era degli smartphone.

Meme classico con 3310 come protagonista.

XR20 è uno smartphone fatto per durare.

Una promessa che sembra quasi un controsenso se contestualizzata nel mercato contemporaneo della telefonia, dov’è stato necessario regolamentare il fenomeno dell’obsolescenza programmata per evitare che i produttori riducessero al minimo possibile il ciclo di vita dei dispositivi per forzarne il ricambio.

Ma se la parola di un brand come Nokia non è sufficiente, a dare prova della resistenza del nuovo XR20 sono stati i potentissimi calci di Roberto Carlos ed i fulminei palleggi di Lisa Zimouche.

Lo spot si svolge a Madrid, in un campo da gioco in cemento e ghiaia: il contesto perfetto per far rimbalzare uno smartphone in lungo e largo.

Pallonata dopo pallonata, la vita del dispositivo sembrava segnata e dopo essere stato immerso in un contenitore con acqua ghiacciata, si presenta all’orizzonte quello che sembra essere il vero colpo di grazia: lo storico tiro a giro (detto anche “banana kick”) di Roberto Carlos che trafisse la difesa francese nel 1997.

E invece no, Nokia XR20 è stato in grado di sopravvivere anche ai colpi di uno dei calciatori con la più alta potenza di tiro degli anni 90-2000, garantendo a Nokia un ritorno sul mercato degli smartphone riproponendo finalmente quella caratteristica peculiare per cui il pubblico ha sempre apprezzato il brand: la durabilità.

2. La Friendship Box di Coca-Cola: il primo NFT benefico del brand!

Nonostante la vasta diffusione dello strumento nel corso dell’ultimo anno, Coca-Cola è una delle aziende più grandi ad aver approcciato attivamente il mondo degli NFT (Non-Fungible Token).

Si è parlato così tanto di questo strumento crittografico negli ultimi mesi, che ogni spiegazione sul suo utilizzo risulterebbe ridondante, ma sono certo che se sei qui a leggere questo contenuto o sei già ben consapevole di cosa sto parlando oppure non avrai alcuna difficoltà a reperire le giuste informazioni a riguardo.

La notizia che riguarda Coca-Cola, si riferisce all’apertura di un’asta mirata a vendere i primi 3 NFT del brand di bevande più noto di sempre. Ma attenzione, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’operazione è ben lontana dalla mera manovra speculativa e nasconde uno scopo nobile.

L’asta ha avuto inizio il 30 luglio e si concluderà proprio oggi, il 2 agosto 2021.

La giornata di apertura dell’asta, è stata supportata da un grande evento virtuale all’interno del metaverso Decentraland (ambiente virtuale costruito sulla rete Ethereum, dove praticamente tutto è un NFT), si è svolta in concomitanza della giornata mondiale dell’amicizia.

In verità non stiamo parlando di un solo oggetto virtuale, ma di ben 3 NFT che saranno venduti in un unico contenitore, anch’esso un NFT che prende il nome di “Friendship Box” e che include al suo interno un giubbotto brandizzato, un “visualizzatore sonoro” che permette di vivere l’esperienza uditiva di una bottiglia appena stappata e per finire una carta 3D che simboleggia l’amicizia.

Nonostante sia la più grande in termini di valore, Coca-Cola non è la prima grande azienda ad approcciare il mondo degli NFT, ma è riuscita subito a differenziarsi rendendo uno dei 4 oggetti virtuali unici “indossabile” all’interno del metaverso Decentraland, attirando ancora di più l’attenzione degli appassionati.

Al momento della stesura di questo articolo (la notte tra l’1 e il 2 agosto), l’asta che sta avendo luogo su OpenSea, noto marketplace di NFT, ha raggiunto un valore di $133,811.50 per ottenere il “Friendship Box” ed un frigorifero made in Italy Smeg, come aggiunto da Coca-Cola nella prima giornata di asta.

Lo scopo benefico che si cela dietro questo ingresso nel mondo dei Non-Fungible Token da parte di Coca-Cola è corrisposto dalla volontà dell’azienda di donare l’intero ricavato della vendita, all’associazione Special Olympics International.

3. Twitter avvia i test per l’introduzione di un modulo e-commerce.

Ormai nulla è più come sembra e le piattaforme social su cui abbiamo trascorso gli ultimi anni delle nostre vite, stanno inevitabilmente mutando verso portali multi funzione in grado di supportare ogni nostra esigenza, a prescindere dalla sua natura.

Ad oggi, per rimanere competitivi, sperimentare e aggiornarsi continuamente sono solo due degli imperativi fondamentali. Piattaforme come Twitter, conoscono alla perfezione questi semplici strumenti strategici ed è per questo che abbiamo parlato più volte di queste aziende nei numeri passati di MarkeThings.

Il test sulla nuova sezione e-commerce, è riservato ad una cerchia ristretta di brand americani ed è visibile esclusivamente dagli utenti locali che utilizzano l’app in lingua inglese.

Con un comunicato ufficiale, Bruce Falck, product lead in Twitter, descrive il contesto e le ragioni che si celano dietro l’origine di questo test.

L’obiettivo generale è quello di testare la capacità innata della community di Twitter di scoprire nuovi prodotti e aprire il dialogo a riguardo, aggiungendo una nuova opportunità: quella di finalizzare l’acquisto direttamente in-app, senza bisogno di abbandonarla per nessun motivo.

Fonte: Blog ufficiale di Twitter.

Il modulo e-commerce dovrebbe comparire proprio al di sotto della biografia del profilo interessato, sotto forma di carosello scorrevole che include i prodotti in vendita.

Una volta cliccato il prodotto che intendiamo acquistare, potremo completare la transazione all’interno di un browser in-app che permetterà a Twitter di mantenere gli utenti all’interno della piattaforma, così da evitare cali di attenzione durante il processo di acquisto e per ottenere una mole accurata di dati d’interazione.

4. Facebook lancia un generatore di idee per campagne pubblicitarie.

Continua la serie di pubblicazioni di strumenti a supporto dei piccoli business, con cui Facebook sta cercando di incentivare l’utilizzo degli strumenti pubblicitari della piattaforma da parte di tutte quelle piccole e micro-aziende che spesso, frenate dalla complessità d’uso dello strumento, non investono con continuità in pubblicità.

Facebook conosce benissimo i suoi clienti, dal più grande al più piccolo e come abbiamo già potuto osservare in MarkeThings #28, una discreta quantità di attenzione da parte dell’azienda sembra essere puntata proprio verso quelle piccole attività che necessitano di una “spinta” per prendere dimestichezza con gli strumenti pubblicitari.

Anche questa volta, il supporto messo a disposizione da Facebook per le piccole attività che intendono approcciarsi alla dimensione pubblicitaria della piattaforma, è piuttosto valido ed è stato presentato con un comunicato ufficiale il 28 luglio scorso.

Il generatore, ospitato in un mini-sito dedicato, permette non solo di prendere spunto dalle idee proposte in base ai filtri che l’utente è libero di impostare (settore, periodo dell’anno), ma racchiude in una sola pagina anche tutta una serie di dati sul settore di riferimento, che possono contribuire a migliorare l’efficacia dell’investimento pubblicitario.

Infine, il vero scopo dello strumento corrisponde ad una funzione che è ancora in fase di test, ma che potrebbe risultare effettivamente di supporto per quelle attività in grado di ritagliare del tempo per la gestione autonoma delle campagne, ma che non hanno la possibilità di gestire a pieno anche l’aspetto creativo.

Il generatore di idee per campagne di Facebook, permetterà quindi di avviare una campagna a partire da un template fornito dallo strumento, con l’obiettivo di sollevare il micro-business dal peso della creazione di un copy adatto e della giusta creatività grafica.

Insomma, uno strumento che non potrà mai sostituirsi all’azione umana diretta di un addetto, ma che potrà fungere da scintilla per avviare all’uso degli strumenti pubblicitari, tutte quelle aziende che non riescono a gestire professionalmente lo strumento per mancanza di tempo e/o attitudine.

5. Multa da record per Amazon: accusata di aver infranto la GDPR con le sue pratiche di targeting pubblicitario.

746 milioni di euro, è una cifra mai vista prima in relazione ad un’effrazione della GDPR.

Eppure, è quanto proposto con la sentenza emessa dall’autorità garante della privacy del Lussemburgo, stato in cui Amazon è presente con la sua sede operativa europea.

La sanzione multimilionaria deriva da un reclamo pubblico avviato nel 2018 dal gruppo francese per la difesa dei diritti sulla privacy La Quadrature du Net. A partire dal reclamo, le varie autorità competenti hanno avviato una serie di indagini che oggi culminano con una sentenza di colpevolezza accompagnata da una sanzione da record.

Il fulcro della problematica, ruota intorno al metodo non esplicitato con cui Amazon raccoglie informazioni dai suoi utenti a scopi pubblicitari; un metodo che è stato giudicato non conforme alla regolamentazione imposta dalla GDPR e che su richiesta ufficiale dell’autorità garante, deve essere revisionato.

In sua difesa, Amazon nega ogni uso scorretto dei dati degli utenti, né tantomeno la distribuzione di questi a terzi. E in un comunicato stampa dichiara di non ritenere proporzionata la multa e che intende fare ricorso per far valere fortemente la propria posizione in merito.

Nonostante la multa da 746 milioni di euro rappresenti una cifra “minima” per il gigante dell’e-commerce che nel frattempo continua a stampare record di fatturati miliardari, questa è la più alta in assoluto e supera abbondantemente l’ultimo record dello scorso anno, corrispondente alla sanzione da 100 milioni di euro nei confronti di Google in merito alle modalità di tracking dell’utente per finalità di marketing.

Queste erano le notizie della settimana!
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

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