copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

[MarkeThings #33]: La toccante campagna UK di Google, Nike vince un Emmy e le altre notizie della settimana.

IKEA indossa una veste insolita e diventa organizzatrice di festival con il suo primo evento live andato in onda per 24 ore. LinkedIn mette i creator al centro, mentre WhatsApp si focalizza sulle attività locali.

Ma questo era solo un cenno di quello che puoi trovare nella selezione #33 delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Tutti i lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram, mentre qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Se ti va, inviaci feedback, suggerimenti ed opinioni su questo formato e sul suo contenuto, potresti contribuire a migliorarlo di settimana in settimana.

Ti auguriamo una buona lettura!

1. Nike vince un Emmy per il migliore spot dell’anno con “You Can’t Stop Us”.

Non è la prima volta che vediamo Nike guadagnare un Emmy grazie ad uno dei suoi spot sensazionali, com’è accaduto nel 2019 con “Dream Crazy“.

Quest’anno, ad aggiudicarsi il premio assoluto della sezione “Outstanding Commercials” è stato “You Can’t Stop Us“, prodotto dal gigante Wieden+Kennedy e già vincitore di un Leone di Cannes.

Lo spot è realizzato con un eccellente utilizzo dello split screen e propone un accavallarsi di 36 scene sportive differenti, che grazie al montaggio straordinario e alla perfetta sincronia delle immagini, danno la sensazione che il soggetto principale della ripresa sia uno solo.

In effetti, il tema dello spot è completamente orientato verso il concetto di unione, riproposto in pieno stile Nike che ha voluto far leva sull’importanza di rimanere uniti nello sport come nella vita, per superare le difficoltà e riemergere più forti di prima.

Ad avvalorare quest’ultimo concetto è proprio la parte visuale, che ripercorre gli eventi drammatici degli ultimi due anni, senza risultare cupa. Anzi, l’obiettivo della narrazione è proprio quello di ricordare quanto l’unione ci rende inarrestabili indipendentemente da quanto siano dure le circostanze.

“You Can’t Stop Us” si aggiudica il premio di categoria della 73esima edizione degli Emmy Awards superando tutti i concorrenti in lizza tra cui, un altro grandioso spot di Nike stessa in memoria di Kobe Bryant e i nominati di Apple e Amazon.

2. WhatsApp avvia i test per il lancio di una nuova funzione in stile “pagine gialle”.

San Paolo in Brasile, sarà la prima città a poter testare una nuova interessante funzionalità annunciata da Whatsapp durante la scorsa settimana.

A diffondere la notizia è stata in primo luogo Reuters, supportata poi dai tweet dell’amministratore di Whatsapp Will Cathcart che ha subito tenuto a precisare come nello sviluppo e durante l’utilizzo della funzione, l’app non visualizzerà i dati sul posizionamento e sulle ricerche degli utenti.

Di cosa sto parlando?
Di una directory interna a Whatsapp che permetterà agli utenti di trovare tutti i business nella zona che sono iscritti alla lista, per poi poter avviare subito una chat con il business desiderato.

Insomma, una sorta di versione moderna delle pagine gialle, che ricorda vagamente una delle numerose funzioni di quello strumento non tanto noto che ha rivoluzionato il nostro modo di approcciarci al web, conosciuto da alcuni come Google. (Ironia).

Considerando seriamente lo strumento, si può dire che questo potrebbe rappresentare un mezzo aggiuntivo in possesso delle attività locali nella continua corsa alla comprensione delle abitudini mutevoli dei consumatori. E si sa, maggiori sono gli strumenti e maggiore è la possibilità di ottenere un risultato positivo.

Le attività locali saranno divise in categorie che l’utente potrà navigare alla ricerca del business che più aggrada le sue preferenze e necessità.

Fonte: tweet di Will Cathcart.

Al momento, la funzionalità verrà testata in una sola città del Brasile, ma i prossimi in coda sembrano essere India ed Indonesia.

Insomma, una funzionalità con del potenziale di esposizione aggiuntivo che per le attività locali non è mai abbastanza. Ma al momento il suo stadio di sviluppo è pressoché embrionale e non si può ancora prevedere se e quando passerà in distribuzione.

3. Si è svolto IKEA Festival: 24 ore di musica, cucina e cultura in streaming!

Specialmente negli ultimi mesi, se si parla di Marketing, è quasi impossibile evitare di citare il colosso dell’arredamento svedese che è riuscito a creare e mettere in campo delle iniziative che hanno fatto parlare di sé in lungo e largo.

Questa volta IKEA ha cavalcato egregiamente i nuovi trend dell’intrattenimento digitale ed è riuscita a pianificare e mandare in onda (16 settembre scorso) un vero e proprio festival, della durata di 24 ore, in streaming senza interruzioni!

Il festival ha accolto ospiti internazionali influenti nel campo della musica, della cucina, del design e più in generale, della cultura.

L’evento poteva essere seguito in streaming dal portale ikea.com/festival e la sua registrazione è tutt’ora disponibile per essere visionata integralmente.

Il susseguirsi di eventi che hanno affollato il denso calendario dell’iniziativa avevano lo scopo di trasmettere agli utenti il concetto del “vivere meglio in casa“, portandoli direttamente all’interno delle case degli ospiti.

In questo modo, l’utente ha potuto sbirciare all’interno delle abitazioni di designer, musicisti e artisti, apprezzandone le ambientazioni, firmate rigorosamente da IKEA.

Quello di portare l’utente in casa del suo artista preferito a godersi una sessione musicale in un clima intimo, pulito e visivamente armonioso, è stato anche un astuto approccio in grado di ispirare gli utenti e trasportarli in una dimensione insolita del brand, diversa da quella che erano soliti vedere.

La selezione artistica di ottimo gusto e per niente banale, ha reso questo primo IKEA Festival, un’esperienza di pregio che vale la pena provare anche in differita.

Un’esperienza che se considerata al di là del suo contenuto, non può che confermare la straordinaria abilità del brand nel riconoscere e comprendere i desideri dei suoi utenti di riferimento.

4. LinkedIn crea un fondo da 25 milioni di dollari per i creator.

Non è un mistero che la società californiana di proprietà di Microsoft stia lavorando da tempo sull’attivazione di strategie capaci di attrarre nuovi creator all’interno della piattaforma.

A provarlo, è stato senza dubbio il lancio del formato storia, che non sembra aver ottenuto dei risultati incoraggianti in fatto di adozione da parte degli utenti.

Uno dei motivi, potrebbe essere relativo alla mancanza di opzioni di monetizzazione diretta ed è per questo che LinkedIn ha annunciato ufficialmente che attiverà un programma di accelerazione per creator supportato da un investimento di 25 milioni di dollari.

Fino al 12 ottobre, 100 creators americani avranno la possibilità di iscriversi al programma di accelerazione così da poter accedere ai benefici dell’incubatore per creator che includono un training specifico di 10 settimana sulla creazione di contenuti per Linkedin, l’opportunità di estendere il proprio network (naturalmente) e per finire, un supporto economico individuale di 15.000 dollari.

La sua conformazione, rende il programma di accelerazione di LinkedIn particolarmente competitivo rispetto ai numerosi programmi simili avviati nell’ultimo anno dalle piattaforme concorrenti.

L’importante scelta di LinkedIn, ci mette nuovamente di fronte alla grande importanza del ruolo del creator per una piattaforma contemporanea e quanto sia importante valorizzare, anche dal punto di vista economico, il lavoro di questa tipologia di utenti che permettono alla piattaforma di portare avanti il suo modello di business.

5. Google celebra la forza della curiosità: la toccante campagna UK con Marcus Rashford.

È on air l’ultima campagna di Google che in Inghilterra lancia uno splendido messaggio di inclusione, attraverso la potenza della curiosità, proprio la stessa che ha dato vita al gigante del web.

“It’s ok not to know, to be curious, to be clueless.”

Inizia così la narrazione guidata dalla voce di Marcus Rashford, giocatore del Manchester United e attivista, che è stato purtroppo preso di mira insieme ad altri giocatori, da tristissimi raptus razzisti dei tifosi inglesi, a seguito della sconfitta nell’ultimo campionato europeo.

Con la loro semplicità, le parole predisposte da Uncommon (l’agenzia che ha realizzato la campagna), spingono innanzitutto gli spettatori a considerare il “non sapere” e la voglia di scoprire come un’opportunità, al contrario di come oggi la società considera vergognoso il non conoscere qualcosa nell’era dell’informazione.

Domandare e domandarsi, oltre che lecito, è bellissimo!

E quindi perché non interrogarsi su ciò che ci circonda, prima di saltare a delle conclusioni che troppo spesso sono semplicemente affrettate e frutto di una scarsa consapevolezza?

È proprio questo l’obiettivo dello spot, ricordare a tutti che per fortuna, questa consapevolezza oggi è alla portata di tutti. Ma è necessario farsi le giuste domande.

“it’s not our questions that define us, it’s what we do with the answers because the more we learn, the closer we get.”

Ovvero,

“Perché in fondo non sono le domande che definiscono ciò che siamo, ma quello che facciamo con le risposte che troviamo. Perché più impariamo e più siamo vicini uno con l’altro.”

Un’iniziativa di qualità quella di Google, in un momento che ha visto una forte oscillazione di tensione, intolleranza e odio, motivati dalla scarsa conoscenza. Sentimenti che hanno un unico output inevitabile: la divisione sociale, proprio durante uno dei periodi storici in cui l’unione è di vitale importanza.

Un modo assolutamente intelligente di comunicare la propria mission aziendale, dopo averla incastonata con cura in un forte messaggio di utilità sociale.

Queste erano le notizie della settimana n. 33 di MarkeThings!
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

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