copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

[MarkeThings #40]: La strategia offline di Meta, WWF approccia gli NFT e le altre notizie della settimana.

Sogni di produrre più engagement nelle storie? È in arrivo la feature ufficiale che fa al caso tuo!
Nel frattempo, Patagonia conferma il suo impegno sociale con l’apertura del suo secondo Co-Lab gratuito in Italia.

Ti do il benvenuto nel numero 40 di MarkeThings, la selezione settimanale delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Tutti i lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram, mentre qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Se ti va, inviaci feedback, suggerimenti ed opinioni su questo formato e sul suo contenuto.
Potresti contribuire a migliorarlo di settimana in settimana.

Buona lettura!

1. Il prossimo step di Meta? Probabilmente gli store fisici.

Secondo un’indiscrezione divulgata recentemente dal New York Times, Meta starebbe progettando l’apertura di una serie di negozi fisici negli Stati Uniti.

Secondo la nota testata, dei documenti prodotti dall’azienda e risalenti a molto tempo prima del fatidico annuncio di re-branding, conterrebbero degli studi di fattibilità relativi a dei concept store utili a mettere gli utenti in contatto diretto con gli strumenti necessari per esplorare il metaverso.

Lo scopo primario di questi touch-point fisici, unici nel loro genere, sarebbe quello di suscitare curiosità, vicinanza ed interesse negli utenti.

Sicuramente, uno spazio fisico risulta più “familiare” rispetto ad un test per corrispondenza e potrebbe mettere l’utente a proprio agio, in una condizione di apertura verso prospettive inesplorate e talvolta controverse, come quelle promosse da Meta.

Gli utenti potrebbero avere così la possibilità di testare direttamente (e magari acquistare) gli strumenti innovativi proposti da Meta come Facebook Portal, oppure i visori Oculus, che presto cambieranno nome in Meta.

Il desiderio espresso dallo staff di Facebook nei documenti si riferisce alla volontà di strutturare un percorso utile a favorire il “libero giudizio” delle soluzioni hardware proposte da Meta. Senza dubbio, una fonte preziosissima di feedback per tutti i reparti di prodotto.

La prima location più gettonata sembra essere quella di Burlingame in California, dove sono già presenti gli uffici dei Facebook Reality Labs.

Non è ancora chiaro se il progetto verrà effettivamente sviluppato e se verrà esteso anche al di fuori degli Stati Uniti, ma un altro particolare interessante riguarda il possibile nome degli store che, secondo i documenti, dovrà includere la parola “Facebook” al suo interno.

2. È in fase di roll-out lo sticker per avviare thread pubblici nelle storie.

Dopo la grande rivoluzione che recentemente ha visto l’estinzione dell’iconico “Swipe Up“, rimpiazzato dallo sticker che ha democraticizzato l’utilizzo dei link esterni nelle storie, il formato più popolare di Instagram continua ad aggiornarsi.

Questa volta, lo strumento in fase di rilascio punta ad incentivare l’engagement e lo fa sfruttando il concetto dei thread. Nulla di simile ai thread di Twitter, almeno nell’aspetto, ma è certamente utile ad incentivare l’engagement “a catena”.

Sto parlando dello sticker “Add Yours”, appena sopravvissuto ad una fase di test su cerchie ristrette svoltasi nei mesi passati ed attualmente in fase di roll-out globale per tutte le categorie di utenti.

Add Yours“, permetterà all’utente creatore della storia di avviare un thread su un dato argomento al quale gli altri utenti potranno reagire aggiungendo le proprie storie di risposta.

© Instagram

Nell’esempio mostrato da Instagram tramite il suo canale Twitter, il funzionamento dello sticker si spiega facilmente grazie al trend #OOTD, ovvero Outfit Of The Day. Ma è semplice intuire la miriade di applicazioni che questa nuova funzionalità sarà in grado di innescare.

Ogni risposta, andrà ad accumularsi all’interno dello sticker originale in forma di “bubble” contenente la foto profilo dell’utente in questione.

L’utente visitatore, potrà quindi consultare l’intero elenco contenente le “bubble” di risposta e visualizzarle una ad una, oppure in alternativa potrà aggiungere la sua!

© Instagram

Un funzionamento semplice, per uno strumento aggiuntivo altrettanto semplice, ma dall’alto potenziale di coinvolgimento. Un fattore estremamente importante sia dal lato creator che dal lato community.

Inoltre, questo tipo di funzionalità rientrano ampiamente nello spettro delle preferenze degli utenti più giovani, rispetto a quelli più “vecchi”.

La scelta è quindi in linea con le recenti dichiarazioni di Zuckerberg (dimostrate ampiamente dai dati pubblici dell’azienda) che dimostrano un forte interesse generale verso l’utenza più giovanile, data la progressiva carenza che si sta verificando all’interno di piattaforme come Facebook ed Instagram.

3. Ogni animale è un’opera d’arte; l’iniziativa di WWF che sfrutta gli NFT.

L’adozione di massa dei Non-Fungible Tokens (NFT), sta avvicinando sempre più utenti alle numerosissime soluzioni tecnologiche e finanziare offerte dal potente strumento della blockchain.

Dalla pura speculazione, alle applicazioni più concrete in campi per cui lo strumento si è rivelato effettivamente risolutivo, gli NFT stanno “invadendo” un numero sensazionale di settori e semplicemente con UNO dei numerosi impieghi per cui lo strumento potrebbe essere utilizzato: l’arte.

Questa volta, a testarne l’utilizzo in modo estremamente etico e completamente in linea con la propria mission è il World Wide Fund for Nature, certamente più noto come WWF.

È così che dalla sezione tedesca del WWF nasce la campagna internazionale NFA: Non-Fungible Animals.

Teaser ufficiale della campagna NFA.

L’iniziativa coinvolge 10 noti artisti internazionali, che hanno dato vita ad una collezione ispirata a 10 specie ad alto rischio di estinzione.

Il numero di copie di ogni NFT, che in contesti speculativi ordinari ne decreta la rarità e di conseguenza il valore, è pari al numero di esemplari in vita della specie animale rappresentata.

Una strategia, quest’ultima, perfettamente in grado di chiudere il cerchio del simbolismo alla base dell’iniziativa.

Un’iniziativa che non affonda affatto le sue radici nella mera speculazione o nella semplicità di uno sfogo creativo, ma che è in grado di veicolare l’attenzione degli utenti (anche quelli meno avvezzi al tema) verso un tema tanto reale quanto triste, permettendo ad ognuno di fare la propria parte.

Alla data della stesura di questo articolo (7/11/21), il ricavato dalla vendita dei primi pezzi della collezione è già pari a €156,541.00.

Un fondo di base sicuramente interessante e che speriamo possa crescere fino ai suoi massimi matematici per permettere all’organizzazione di svolgere la sua missione di salvaguardia di queste specie rarissime e del loro habitat, ormai sull’orlo della distruzione totale.

Gli NFA, potranno essere acquistati e scambiati direttamente nel portale di WWF tramite la rete Polygon, una sidechain della rete Ethereum che come tante altre sidechain in forte crescita, non lavora tramite il meccanismo della Proof-of-Work che richiede un alto impiego energetico.

Bensì, l’alternativa impiegata da Polygon (e molte, molte altre reti dell’ecosistema) sfrutta il meccanismo di validazione Proof-of-Stake, che è in grado di contenere notevolmente l’impatto energetico (e quindi ambientale) dell’intera rete.

4. Apre a Roma il secondo Co-Lab di Patagonia.

Mai sentito parlare di brand activism?

Se non sei nuovo da queste parti, sai sicuramente di cosa sto parlando.
Diversamente, la risorsa fornita nel link sarà più che sufficiente a schiarirti le idee.

È proprio questo approccio che il noto brand di abbigliamento outdoor sta applicando in Italia dal 2017 con l’apertura dei suoi Co-Lab e nel mondo attraverso il programma Patagonia Action Works, che ad oggi ha elargito fondi per un totale di 110 mln di dollari verso progetti a tema ambiente e sostenibilità.

Ma cos’è un Co-Lab?

Molto semplicemente, il termine è il frutto dell’unione delle due parole “Community” e “Laboratory“. Indica perciò un luogo all’interno del quale si svolgono attività utili per la comunità circostante e dove è possibile incentivare il coinvolgimento attivo dei singoli cittadini.

Allo stesso modo, quelli che Patagonia ha aperto interamente a sue spese nei pressi dello store di Montebelluna dapprima e ora anche di fianco allo store di via Salaria 185 a Roma, sono dei Co-Lab messi a disposizione delle associazioni e startup del luogo, impegnate nella tutela dell’ambiente e della sostenibilità.

Nei Co-Lab, associazioni, comitati e startup potranno avvicendarsi per tutto ciò che concerne le loro attività, all’interno di spazi attrezzati per favorire ogni aspetto dell’operatività quotidiana, in via del tutto gratuita.

Non poteva esserci location migliore, se pensiamo al fatto che lo stesso store di via Salaria è alimentato da energie rinnovabili ed è riuscito a diventare il punto di riferimento per il servizio di riparazione dei capi, fronte decisamente importante su cui il brand ha recentemente focalizzato i suoi sforzi.

Per prenotare il Co-Lab Patagonia, sarà sufficiente visitare il portale dedicato e compilare il relativo form.

5. Twitter permette ai non-utenti di ascoltare gli Spaces.

Riusciranno gli Spaces a diventare il fulcro dell’esperienza di Twitter?

Non è affatto semplice rispondere a questo interrogativo che sta distribuendo perplessità in lungo e largo per il web, ma quel che è certo è che la piattaforma non intende, almeno per ora, mettere un freno allo sviluppo della sua sezione audio interna.

Nonostante in Italia sia quasi scomparso, l’interesse per Clubhouse, (seppur fioco) è ancora vivo nel resto del mondo. E questo dimostra in un certo senso, l’efficacia della risposta audio alla domanda di evoluzione del social network che proviene da alcuni angoli remoti del mercato.

Tra le innumerevoli risposte che i grandi competitor hanno sviluppato al tempo della clamorosa uscita di Clubhouse, una in particolare sembra aver catturato realmente l’attenzione dell’utenza, continuando quindi a far parlare di sé: i Twitter Spaces, a cui abbiamo già fatto cenno in passato.

La novità di questa settimana è l’introduzione di un notevole potenziamento del link che direziona un utente verso lo Space, perché se prima potevano procedere solo gli utenti registrati a Twitter, da ora in poi potranno accedervi tutti!

A prima vista, questa potrebbe sembrare un’implementazione marginale, ma ragionando sulla vita di lungo periodo di un formato particolare come quello dell’audio-chat è già emersa una caratteristica fondamentale che decreta la sopravvivenza o la decadenza del formato: la discoverability continua di nuovi contenuti.

Per chi si occupa di content marketing questa è tutto tranne che una novità. Ma nell’ambito delle audio-chat, i vari lanci “in sordina”, beta chiuse e rilasci graduali, hanno fatto sì che questo elemento vitale passasse in una dimensione non proprio centrale, dando precedenza agli aspetti più tecnici.

Basti pensare all’esempio del lancio di Clubhouse, che per molto tempo ha lasciato gran parte dell’utenza interessata al di fuori della piattaforma. Alimentando sì, la FOMO (Fear Of Missing Out), ma generando allo stesso tempo frustrazione che quando non viene gestita perfettamente si traduce in perdita d’interesse.

La mossa di Twitter si orienta in direzione diametralmente opposta alla “strategia della nicchia” e permetterà a chiunque, anche ai meno interessati al resto della piattaforma, di andare a curiosare negli spaces.

Questo moltiplicherà le possibilità di ottenere un “match” tra contenuto interessante ed utente interessato che potrà così scoprire la piattaforma, oltre a soddisfare il proprio bisogno informativo del momento.

Certo, questi utenti non registrati a Twitter non potranno essere invitati come ospiti dagli host dello Space e naturalmente non potranno creare uno Space proprio, ma quando avranno voglia di farlo beh, potranno pur sempre creare un nuovo account Twitter (😎).

Un’ultima implementazione recente degli Spaces, riguarda l’inserimento della funzione REC, grazie alla quale l’host dello Space potrà registrare l’intero contenuto audio e riproporlo in seguito proprio come se fosse un podcast!

Queste erano le notizie della settimana n. 40 di MarkeThings!
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

Ti interessa approfondire temi di Marketing e conoscere in anteprima le novità del settore?
Entra a far parte della nostra community!
Ogni giorno, potrai confrontarti con appassionati e professionisti da tutta Italia, che discutono e diffondono contenuti a tema Marketing.








Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

Partner del mese

Il Netflix degli spot pubblicitari

Show Me è la prima piattaforma di Branded Entertainment in Italia. Movies, Web Series, Talk Show, Podcast, Editoriali realizzati dai brand più famosi del mondo!

Forse ti sei perso questi…

Marketing
Michela Zantedeschi

La Gen Z preferisce il Second Hand Market

Quando eravamo piccoli poteva succedere di guardare con insofferenza all’usato ereditato da parenti e amici vari. Poi siamo cresciuti, e qualcosa è cambiato: adesso acquistare dal second hand market è diventato di tendenza. E i

Continua a leggere

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti, annunci e analizzare il traffico del sito. Potremmo inoltre condividere con i nostri partner informazioni sul modo in cui utilizzi il sito al fine di effettuare insieme ad essi analisi dei dati web, pubblicità e social media (cookie statistici e di profilazione). Acconsenta ai nostri cookie se desidera continuare ad utilizzare il sito web. Per info più dettagliate la invitiamo a consultare il seguente link: cookie policy