copertina Markethings, la rubrica di notizie selezionate a tema marketing, ogni settimana sul marketingignorante.it

[MarkeThings #41]: YouTube nasconde i “dislike”, la guida gratuita di TikTok e le altre notizie della settimana.

Già oggi, possiamo iniziare a respirare l’atmosfera del Natale grazie al marketing dei grandi brand e con un tempismo perfetto, Coca-Cola rivela i piani per questo Natale. Nel frattempo, un nuovo protocollo di ricerca potrebbe rivoluzionare il mondo del SEM e Twitter Blue debutta ufficialmente in America.

Ti do il benvenuto nel numero 41 di MarkeThings, la selezione settimanale delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Tutti i lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram, mentre qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

Se ti va, inviaci feedback, suggerimenti ed opinioni su questo formato e sul suo contenuto.
Potresti contribuire a migliorarlo di settimana in settimana.

Buona lettura!

1. YouTube rimuove il contatore dei “non mi piace”.

Pollice in su o pollice in giù? Like o Dislike?

Dal 10 novembre in poi, all’interno di YuTube potremo osservare solamente il numero di like al di sotto di un contenuto, perdendo quindi la controparte numerica di “non mi piace”.

Ad annunciarlo è un comunicato ufficiale firmato dall’intero team di YouTube, seguito da un video di Matt Koval, un creator indipendente diventato parte del team nel ruolo senza precedenti di Head Creator Liaison, ovvero una figura che opera come “ponte” e “collante” tra la community di creator e l’azienda.

Le motivazioni che sostengono questo aggiornamento in apparenza “lieve”, sono più serie di quanto potrebbe sembrare siccome fanno capo ad una tendenza negativa che si è sviluppata di recente all’interno della community generale.

La tendenza in questione è quella degli attacchi coordinati di “dislike” e recensioni negative, con l’obiettivo di intaccare la distribuzione ed il successo generale di un dato contenuto.

Questa tendenza è emersa in contesti diversi, ma sempre con numeri sufficientemente importanti da avere un impatto realmente negativo sul contenuto bersaglio, riuscendo quindi a manipolare la struttura della piattaforma in base alle ragioni dell’attacco coordinato.

Nell’ultimo anno ad esempio, è stato possibile osservare il fenomeno in maniera eclatante nei confronti di film che per via delle tematiche trattate in ambito politico o sociale, potevano essere bersagliati da recensioni ad una stella e commenti negativi, prima ancora della loro uscita ufficiale.

Purtroppo, a provare sulla loro pelle questo fenomeno sono stati soprattutto i creator, dai più “anziani” fino a quelli emergenti.

Esperimento riuscito.

Durante il mese di marzo, il tam di sviluppo di YouTube ha lanciato un test che aveva lo scopo di valutare se l’eliminazione del conteggio di “dislike” potesse servire a contenere il fenomeno delle recensioni veicolate.

A questo punto dell’approfondimento ti sembrerà scontato, ma il risultato del test è stato positivo!
Perciò si è deciso di procedere con il roll-out graduale dell’aggiornamento per valutarne poi l’impatto su larga scala.

Ad ogni modo, il dislike costituisce pur sempre una metrica molto importante per il creator.
Ed è per questo che il contatore rimarrà visibile privatamente, ovvero nella sezione YouTube Studio.

2. Il Natale è dietro l’angolo: la partnership di Coca-Cola e Cameo.

Dal punto di vista del consumatore, anno dopo anno il Natale sembra estendersi sempre di più, tanto che si iniziano a vedere le prime campagne natalizie dal primo giorno dopo le feste di Halloween.

Le motivazioni di questa forte espansione promozionale sono strettamente connesse al mondo del marketing e sarebbe superfluo ribadirle in questa sede anche se da marketer, non possiamo non goderci quella che ormai sembra essere una gara a tempo tra mega-brand che si contengono il posto di “primo arrivato” nelle campagne natalizie annuali.

Ma proprio uno tra tutti si può ritenere il brand imperatore delle campagne natalizie, tanto da essere riuscito negli anni a definire l’immagine del beniamino della festività più importante di tutte: Babbo Natale.

Sto parlando naturalmente di Coca-Cola, che ogni anno è in grado di stupire il pubblico con campagne che farebbero apprezzare la magia del Natale anche al Grinch più antipatico di tutti.

Questa volta, il mega-brand americano sta progettando un approccio che fa della personalizzazione il suo pezzo forte, andando a toccare una delle leve più forti per instaurare una sintonia reale con l’utente.

La partnership.

Quella di quest’anno, sarà per Coca-Cola una campagna natalizia a cavallo tra analogico e virtuale e per quanto concerne il nord America, tutto avrà inizio dalla partnership avviata con Cameo.

Attenzione, non sto parlando della “nostra” Cameo della pasticceria in polvere, ma dell’azienda di Chicago che permette di richiedere una video-dedica personalizzata dalla tua star preferita, così da poterla regalare ad una persona cara.

È inutile sottolineare il successo che l’app ha riscosso negli Stati Uniti dalla sua uscita, ma l’aspetto interessante di questa notizia è legato alla star che Coca-Cola, come un vero e proprio manager, intende mettere a disposizione del pubblico per le video-dediche di Natale attraverso un contest gratuito.

E si, hai già capito di chi sto parlando; dell’unico ed inimitabile Babbo Natale, star indiscussa delle campagne natalizie di Coca-Cola dagli anni 20 del novecento.

Attraverso la piattaforma Holiday Hub, gli utenti potranno partecipare gratuitamente (in cambio dei loro dati anagrafici) e senza obbligo di acquisto, al contest per poter ricevere un video personalizzato da parte di Santa Claus.

Per la prima volta, il famosissimo Santa Claus di Coca-Cola, comparirà in “carne ed ossa” anche in un evento virtuale che farà da premiere al nuovo spot natalizio di questa stagione, accompagnato da altre star a sorpresa.

Infine, lo stesso Santa Claus sarà alla guida dell’iconica carovana del brand per il periodo pre-natalizio in un tour tutto americano per entrare in contatto diretto con le famiglie e regalare loro una fotografia autografata dalla star del Natale ed un campione della nuova Coca-Cola senza zucchero.

3. TikTok rilascia una guida per gestire al meglio le campagne delle festività in arrivo.

Quella appena rilasciata da TikTok, è una guida gratuita dedicata ai marketer che desiderano massimizzare la resa delle campagne natalizie svolte all’interno della piattaforma.

L’interessante documento redatto dal team di TikTok for Business, raccoglie una serie di nuovi dati sull’utilizzo della piattaforma evidenziandone la forte crescita ed il potenziale in termini di attenzione che è possibile ricavare dallo strumento.

I dati sull’utilizzo dell’applicazione da parte degli utenti sono messi a confronto con quelli delle piattaforme competitor, ed è evidente come la nuova struttura del feed personalizzato abbia avuto un forte impatto sulla retention e quindi sulla capacità di tenere gli utenti “incollati” al feed per ore.

Oltre agli insights specifici, nella guida di 16 pagine vengono fornite anche delle linee guida strategiche per l’ottimizzazione organizzativa delle campagne e per gestirne al meglio la progettazione e la messa in opera.

In particolare, nel documento possiamo trovare un elenco di scenari tipici a cui corrispondono i consigli di TikTok per approcciarsi in modo efficace agli strumenti strategici e pubblicitari messi a disposizione dalla piattaforma.

Un’iniziativa certamente apprezzabile da tutti i marketer che già operano sulla piattaforma o che desiderano approcciarla per la prima volta.

Puoi scaricare la guida gratuita in lingua inglese da questo link.

4. Google testerà il nuovo protocollo IndexNow.

Nel mese di ottobre, Microsoft ha annunciato l”introduzione di IndexNow, un nuovo protocollo che mira all’ottimizzazione del meccanismo di crawling adottato dal motore di ricerca Bing.

Se non ti occupi di SEO e SEM, probabilmente il crawler di Google non è mai venuto a farti visita di notte rovinando (o migliorando, perché no) i tuoi sogni più belli.

In estrema sintesi, il crawler di un motore di ricerca, non è altro che un “agente” virtuale autonomo (bot), incaricato di scandagliare ogni nuovo contenuto disponibile nel Web, al fine di confermarne l’indicizzazione e renderlo quindi accessibile per l’utente.

La particolarità del nuovo sistema introdotto da Microsoft, risiede in una sorta di “inversione” del flusso di informazioni, permettendo direttamente ai publisher di notificare il motore di ricerca ogni volta che viene aggiunta una nuova pagina o un nuovo contenuto.

Questo meccanismo permette di ottimizzare il crawling e di ridurre sensibilmente il carico di lavoro giornaliero dei bot, contenendo quindi il dispendio di risorse da parte del motore di ricerca.

Al momento, esiste già una lista di nomi noti come Wix e Cloudflare, che hanno scelto di integrare il nuovo protocollo. Ma fino alla scorsa settimana, proprio il più grande player dell’industria non si era ancora espresso.

Il GoogleBot, è stato definito più volte da Google stessa come uno strumento ad altissima efficienza, ma considerando il forte orientamento alla sostenibilità del gigante del web, il lungo silenzio rispetto al nuovo protocollo stava iniziando a far aggrottare la fronte dei curiosi di settore.

Alla fine, il silenzio si è finalmente rotto quando la scorsa settimana un portavoce di Google ha ufficialmente annunciato l’avvio della fase di test per un possibile approccio del protocollo IndexNow.

Ad attendere questa notizia, oltre ai curiosi e tecnici di settore, vi era anche un altro grande player: WordPress, che a riguardo ha comunicato di voler testare un plug-in contenente il nuovo protocollo, dimostrando una vistosa incertezza verso la totale adozione della nuova metodologia.

Insomma, una novità sicuramente interessante per avere una fotografia dello scenario attuale nell’ambito del SEM e di tutte quelle discipline tecniche ad esso connesse.

Fonte: Search Engine Journal.

5. Il lancio di Twitter Blue in pieno stile vaporwave.

Dopo il lancio in Nuova Zelanda e Canada avvenuto nel mese di giugno, arriva anche in America ed Australia, il nuovo piano di abbonamento Twitter Blue.

La sottoscrizione, dal costo di 3$ al mese, include una serie di vantaggi che sono stati sapientemente delineati in un corposo thread creato dall’account ufficiale di Twitter Blue, adottando una simpaticissima stilistica vaporwave, che racchiude elementi estetici e musicali ispirati ai canoni degli anni 80.

Innanzitutto, gli iscritti potranno usufruire della funzione “Undo Tweet” che permetterà di modificare o cancellare un Tweet entro 60 secondi dalla sua pubblicazione definitiva.

Gli utenti Twitter Blue, potranno consultare la piattaforma senza essere interrotti dalle Ad e addirittura, potranno consumare contenuti giornalistici di testate partner senza limitazioni né inserzioni sui loro siti ufficiali.

“Reader” invece è la funzionalità che permetterà agli utenti Blue di leggere i thread complessi con semplicità grazie ad un layout alternativo del thread che verrà riorganizzato al momento come un singolo contenuto diviso in paragrafi.

Lo strumento “custom navigation” permetterà di scegliere rapidamente quali contenuti l’utente preferisce vedere in questa modalità di navigazione personalizzata.

Inoltre, i maniaci dell’ordine sono stati assecondati con l’introduzione delle cartelle di segnalibri, utili a raccogliere e catalogare i contenuti che si desidera tenere da parte.

Per concludere, gli utenti Blue avranno accesso anche a “Labs”, la sezione che permetterà loro di testare in anteprima delle funzionalità in fase di sviluppo che non sono state ancora rilasciate.

Conclusioni.

Abbiamo già affrontato in passato il tema dell’introduzione dei piani di abbonamento da parte di Twitter ed è molto interessante osservare quello che sta succedendo oltre oceano, perché se la storia non mente, si tratta spesso di premonizioni di ciò che poi potremmo iniziare a vedere anche qui, nel vecchio continente.

Chiaro è che tutto dipende dalle abitudini di consumo e dalla propensione alla spesa, caratteristiche che variano da un mercato all’altro.

Ma ad oggi, il concetto della monetizzazione di piattaforme storicamente gratuite è in continua mutazione grazie anche alla progressiva disfatta di modelli di business che qualche anno a dietro sono stati la scintilla che ha innescato l’esplosione dell’era social come la conosciamo oggi.

Queste erano le notizie della settimana n. 41 di MarkeThings!
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella

Andrea Felicella

Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

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