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[MarkeThings #44]: Jack Dorsey lascia Twitter, gli NFT di Matrix e le altre notizie della settimana.

Il Grand Maestro e campione di scacchi Garry Kasparov torna a sfidare l’Intelligenza Artificiale grazie alla Blizzard Entertainment, mentre RAI Cinema e La Scala sbarcano su TikTok!

Ti do il benvenuto nel numero 44 di MarkeThings, la selezione settimanale delle notizie più interessanti in ambito marketing e digital, secondo Marketing Ignorante.

Tutti i lunedì, puoi sfogliare i titoli nelle Stories in evidenza del nostro profilo Instagram, mentre qui nel Blog troverai sempre un approfondimento per ogni titolo citato.

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Buona lettura!

1. Jack Dorsey abbandona Twitter.

Esattamente una settimana fa, Jack Dorsey, Co-Founder e CEO di Twitter ha pubblicato un Tweet contenente la mail che comunicava le sue dimissioni ufficiali allo staff di Twitter.

Il contenuto dell’e-mail originale, definisce con chiarezza i motivi essenziali alla base della sofferta ma ben ragionata decisione che ha portato Jack Dorsey a lasciare la board amministrativa di Twitter.

Dalle parole di Dorsey, emerge la volontà di garantire uno sviluppo della piattaforma ed una crescita della società, liberi dall’influenza della figura del co-founder; condizione che Dorsey stesso descrive come limitante e quindi un possibile “single point of failure”.

Con effetto immediato e con il consenso unanime della board amministrativa, il posto vacante lasciato da Jack Dorsey è stato acquisito da Parag Agrawal, ex CTO dell’azienda che ha iniziato la sua carriera in Twitter nel 2011 come Software Engineer.

A conferma del principio basilare per cui Dorsey ha scelto di allontanarsi dalla società, al termine del periodo di passaggio delle consegne (maggio), l’ex-CEO non manterrà alcuna posizione all’interno dell’amministrazione di Twitter per “lasciare a Parag tutto lo spazio di cui ha bisogno per dirigere l’azienda”.

Il rebrand di Square Inc.

In seguito all’annuncio delle dimissioni ufficiali, in tantissimi si sono chiesti quali saranno le prossime tappe dell’attività imprenditoriale di Jack Dorsey, che negli anni si è contraddistinto per il suo ruolo di sostenitore della cultura crypto e dei principi connessi al mondo della blockchain.

A due giorni di distanza dalla pubblicazione del Tweet e dalla sua diffusione planetaria, Square Inc., il secondo progetto di Dorsey, ha annunciato il suo rebrand in “Block“.

La società fintech, che dal 2009 sviluppa soluzioni di pagamento digitale e servizi finanziari e che oggi possiede Weebly e la quota di maggioranza di Tidal, ha adottato una strategia simile a quella adoperata da Google e molto più di recente da Facebook con l’introduzione di Meta.

Il rebrand, come si può leggere nel comunicato diramato dall’azienda, simboleggia la crescita dell’azienda che negli anni ha esteso i suoi rami operativi dedicando molta attenzione al settore crypto attraverso una divisione dedicata, prima nota come Square Crypto, ora come “Spiral“.

Block è quindi il nuovo nome della società madre a capo di tutti i rami operativi di un’azienda che si autodefinisce “una tech company con focus sui servizi finanziari”, la cui missione è quella di “aiutare le persone ad avvicinarsi all’economia”.

Una mission sostenuta da soluzioni come Cash App, che permette ai suoi utenti di inviare, spendere o investire il proprio denaro in azioni o Bitcoin. Oppure come Spiral, che punta a sviluppare e finanziare progetti Bitcoin open-source o TBD54566975, un’organizzazione che ha l’obiettivo di sviluppare una piattaforma aperta che permetta agli sviluppatori di accedere liberamente a Bitcoin e altre tecnologie blockchain, senza doversi rivolgere alle istituzioni dell’ambito.

Una svolta inaspettata quella dello scorso lunedì, che senz’altro ha movimentato le acque del panorama digital globale e che permette di puntare uno sguardo ancora più curioso verso Twitter e quelle che potranno essere le sue evoluzioni future.

Buona fortuna, Jack.

2. Messenger lancia i test per la funzionalità di pagamento condiviso.

La prospettiva di poter vedere le app di uso comune trasformarsi in super-app, in maniera simile al modello cinese, sembra essere sempre più concreta in casa Meta.

Un comunicato ufficiale sul blog di Messenger, ha anticipato i consueti contenuti di resoconto annuale che si diffondono agli sgoccioli di ogni anno, ricapitolando le ultime aggiunte in termini di funzionalità dell’app.

La prima parte del comunicato, raggruppa e ricorda il rilascio di alcune funzionalità che sembrano rientrare nella strategia descritta da Mark Zuckerberg per tentare di avvicinare nuovamente l’audience più giovane alle piattaforme dell’ecosistema Meta.

Si parla infatti di filtri AR, pensati per rendere le call di gruppo più divertenti.

I filtri in questione, sono stati creati in collaborazione con quattro influencer dal target per lo più giovanile, come Bella Poarch e Zach King.

Ma la novità interessante che introduce una funzione che non ci si aspetterebbe da un’app di messaggistica istantanea, è quella relativa ai pagamenti condivisi.

© Messenger.

La funzione è stata lanciata in modalità di test per il mercato americano e mira ad essere un modo “facile e gratuito per dividere i costi delle bollette e delle spese”.

“Split Payments”, sarà disponibile per le chat di gruppo e funzionerà mediante Facebook Pay, la soluzione per i pagamenti digitali rapidi implementata da Facebook.

Il richiedente, potrà lanciare rapidamente una richiesta di pagamento condiviso che gli altri membri del gruppo potranno esaudire in pochi click dopo aver configurato i propri dati di Facebook Pay.

Un meccanismo, quello introdotto da Messenger, che è tutto tranne che una novità vista l’ampia disponibilità di applicazioni che svolgono le stesse funzioni, offerte spesso dagli stessi istituti di credito o fornitori di servizi finanziari.

A sorprendere è l’estensione sempre più “coprente” che i servizi dell’ecosistema Meta stanno guadagnando nelle vite dei propri utenti.

Un punto quest’ultimo che proprio a seguito del rebrand dell’azienda e della divulgazione della nuova visione aziendale, ha iniziato a preoccupare non poco l’opinione pubblica, costituita da utenti sempre più consapevoli e attenti alla loro identità digitale.

Sarà proprio l’impatto di lungo periodo sull’utenza a determinare la riuscita della massiccia strategia di estensione orizzontale messa in atto da Meta, che sembra voler diventare la risposta unica ad una miriade di problemi.

3. Blizzard Entertainment: la rivincita di Garry Kasparov contro l’intelligenza artificiale.

Era il 1997, quando IBM organizzò una delle partite di scacchi più iconiche di sempre: quella tra la neonata A.I. di casa ed il più noto Grande Maestro e campione di scacchi in circolazione, Garry Kasparov.

La partita tra Kasparov e Deep Blue (A.I. di IBM), rappresentò un successo pubblicitario strepitoso per la società, mentre per Kasparov fu un vero e proprio giorno da dimenticare dal punto di vista scacchistico, perché si trattò della sua prima sconfitta in assoluto.

Ma c’è sempre tempo per una rivincita.

Gli appassionati sapevano bene che questo giorno sarebbe dovuto arrivare, prima o poi.
Ed è grazie alla Blizzard Entertainment, una delle case di produzione di videogames più importanti al mondo, che la sfida logica tra uomo e intelligenza artificiale si è accesa nuovamente.

Questa volta però, a cambiare è il campo di gioco.

Si, perché la sfida non si è tenuta sulla solita scacchiera, ma all’interno di Hearthstone, uno dei titoli Blizzard che al momento sta riscuotendo più successo e che consiste in un intricatissimo gioco di carte collezionabili, le cui ambientazioni derivano dall’iconico mondo di Warcraft.

È la prima volta che torniamo a parlare di Blizzard e Activision dopo la notizia dell’ingresso nella compagnia di Fernando Machado, ex CMO di Burger King, oggi CMO di Activision, raccontata in MarkeThings #15.

“Ricordo ancora Deep Blue vs. Kasparov del 1997″ ha dichiarato Machado alla webzine Muse, “E stato un momento iconico. Perciò quando la BSSP ci ha proposto l’idea di far studiare Hearthstone a Kasparov per fargli sfidare l’A.I., abbiamo capito che avevamo qualcosa di potente con cui poter giocare”.

Hearthstone è un gioco di strategia, un gioco molto “cerebrale” come lo definisce Machado, che permette agli utenti di divertirsi a tutti i livelli di apprendimento delle meccaniche.
È facile da imparare, ma difficile da padroneggiare.

Quindi perché non trasmettere questo messaggio facendolo vedere nella pratica, attraverso gli occhi di un maestro mondiale della strategia?

È così che l’agenzia Butler, Shine, Stern & Partners (BSSP) è arrivata al soggetto che ha dato vita ad un mini documentario di 6 minuti che mira ad estendere gli orizzonti dell’attrattiva del gioco, nei riguardi di nuovi giocatori.

A fare la differenza, è certamente la maestria con cui è stato realizzato il mini documentario, il cui trasporto è in grado di magnetizzare l’attenzione dello spettatore curioso fino all’imprevedibile colpo di scena finale che ci riporta in un’ambientazione molto più odierna e distante da quella vissuta nel 1997.

Buona visione!

4. Matrix Resurrections: una strategia di lancio da SOLD OUT in meno di un’ora.

Il 1 gennaio 2022, uscirà nelle sale cinematografiche italiane il quarto capitolo della saga di Matrix.

Quello di cui sto parlando è un titolo che non ha proprio bisogno di definizioni e che a distanza di 18 anni dall’uscita del terzo film, è ancora in grado di farsi riconoscere con facilità anche dai più giovani.

18 anni, dal punto di vista tecnologico sono una vera e propria era. Ma quando tutto il soggetto del film, ruota intorno al rapporto tra uomo, macchina e la realtà che ne risulta, una produzione come quella di Matrix non poteva esimersi dall’utilizzare i mezzi più calzanti per promuovere l’uscita del nuovo film.

Tra tutti i passi da gigante fatti negli ultimi anni dal punto di vista tecnologico, un’innovazione in particolare è riuscita in pochissimo tempo a trovare un ampio margine di applicazione nel mondo del marketing; sto parlando degli NFT naturalmente.

Non serve essere dei veri “nerd” del panorama NFT per avere un’idea dei principi che ne determinano gli usi comunemente accettati. Questo dovrebbe bastare a cogliere al volo il potenziale di fuoco che si può avere mettendo nella stessa frase le parole “Matrix” e “NFT“.

In occasione della premiere che precede il debutto americano del film (18-22 dicembre), Warner Bros. non poteva lasciarsi scappare l’occasione di saltare nella “corsa all’oro” che il panorama degli NFT sta sperimentando di recente.

È così che quasi un mese fa, Warner Bros. ha annunciato i dettagli dell’iniziativa che prevedeva la creazione e la vendita di 100.000 NFT in stile Matrix, a partire da 50$ l’uno.

Stiamo parlando di una campagna che da sola sarebbe in grado non solo di rispettare i propri obiettivi strategici nei confronti di una nicchia di utenza estremamente interessante per il titolo in questione, ma anche di portare nelle casse di Warner Bros. un incasso potenziale di 5 milioni di dollari.

Niente male come modello pubblicitario, vero?

La collaborazione con Nifty.

La campagna ha preso vita in seguito alla partnership tra Warner Bros. e Nifty, uno dei marketplace per NFT più utilizzati del momento.

La tipologia di NFT impiegata per la campagna promozionale di Matrix Resurrections, rientra nella categoria dei PFP, ovvero “Profile Picture” NFT. Si tratta, com’è intuibile dal nome, di NFT pensati appositamente per essere sfruttati come immagine del profilo di un utente.

© Warner Bros.

A stupire, è il fatto che la risposta ottenuta al lancio della collezione, ha superato anche le più rosee aspettative.

Infatti, poche ore dopo aver aperto la vendita, Nifty è stata costretta a sospendere il servizio a causa di un sovraccarico di richiesta (i fan della saga, lo definirebbero propriamente un “glitch” del sistema).

La pagina è diventata irraggiungibile e per tutta la notte, si è svolto un audit (perizia) per identificare le cause del problema che ha tenuto col fiato sospeso 347.133 utenti pronti ad acquistare.

Una volta riavviato il servizio, questo è durato talmente poco che dopo un’ora il marketplace ha annunciato il sold out della collezione.

“Purtroppo non è stata l’esperienza che speravamo di offrirvi, ma siamo felici di vedere che in così tanti siete riusciti a mintare* il vostro avatar base”, sono state queste alcune delle prime parole giunte dal team di Nifty dopo la chiusura delle vendite.

*il “minting” è il processo tramite cui un NFT diviene parte immutabile della rete per cui è stato progettato (ad es. Ethereum). Un processo simile alla coniazione delle monete nel “mondo reale”!

5. RAI Cinema e La Scala sbarcano su TikTok.

Nonostante qualche non-realmente-addetto ai lavori sia ancora incline a definire TikTok come una piattaforma “per ragazzini” e quindi non valevole d’investimento, oggi altre due istituzioni della cultura italiana hanno attivato i loro profili ufficiali.

Sto parlando di RAI Cinema e del Teatro alla Scala di Milano, ufficialmente reperibili su TikTok rispettivamente dal 29 novembre e dal 1 dicembre.

Le attente mosse del team di TikTok Italia, sembrano indirizzate a portare un intrattenimento di livello sempre più alto all’interno della piattaforma, forse proprio per implementare un’immagine che nel nostro paese è ancora erroneamente legata al pubblico prettamente giovanile.

E naturalmente anche per dare agli utenti già iscritti un’offerta variegata, in grado di soddisfare l’adolescente annoiato come il millennial assetato di qualità.

Ed è proprio da una di queste mosse che è nata l’iniziativa legata all’hashtag #cinematok e che ha portato all’apertura del profilo ufficiale di RAI Cinema.

L’obiettivo primario del progetto di RAI Cinema è quello di divulgare la cultura cinematografica italiana, ponendosi in contatto diretto con la community attraverso il lancio di tre hashtag ufficiali #cinematok, #imparacontiktok e #dietrolequinte.

Seguendo gli hashtag ufficiali, gli utenti potranno accedere a vaste librerie di contenuti incentrati sull’ultimo decennio del cinema italiano e sui mestieri che lo hanno portato avanti.

© Teatro alla Scala/Brescia-Amisano.

Allo stesso modo ha avuto origine l’iniziativa che ha visto inaugurare il profilo ufficiale del Teatro alla Scala, il 1 dicembre.

In questo caso, lo scopo del progetto è quello di avvicinare la community di TikTok alla cultura del teatro d’opera attraverso contenuti informativi e d’intrattenimento.

Il lancio del profilo ufficiale, anticipa di poco l’apertura della stagione 2021/2022 del Teatro alla Scala che su TikTok si svolgerà con una serie dedicata ai segreti del backstage raccontati attraverso contenuti a tema e con una live presentata dalla content creator Martina Socrate (@martinasocrate).

I contenuti di backstage seguiranno l’hashtag #dietrolequinte, mentre l’hashtag #classicalmusic mira ad accompagnare gli utenti alla scoperta della musica classica.

Queste erano le notizie della settimana n. 44 di MarkeThings!
Se sono state utili, ti do appuntamento a lunedì prossimo 😉

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Andrea Felicella
Andrea Felicella
Napoletano d'origine, cresciuto immerso nella natura Umbra. Nerd dal primo respiro, sportivo e fortemente appassionato di tutto ciò che è "geek" oltre che di Musica e di Economia. Le dinamiche dell’imprenditoria mi affascinano da sempre e sono particolarmente legato alle discipline che riguardano il Marketing. È così che dopo aver venduto la mia prima attività commerciale nell'estate del 2020, ho deciso di diventare un Marketer a tutto tondo. Oggi svolgo attività di consulenza per PMI e professionisti.

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