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[MarkeThings #46]: Nike acquisisce RTFKT, Heinz feat. Call of Duty, il primo Gin NFT e le altre notizie della settimana.

Dopo le dimissioni di Dorsey, prosegue inarrestabile l’ondata di implementazioni all’interno di Twitter. Nel frattempo, è arrivata la notizia sulla conclusione del conflitto di brand tra Meta ed un’artista/imprenditrice australiana.

La Redazione MarkeThings ti da il benvenuto in questo nuovo numero della raccolta settimanale delle più interessanti news dal mondo del marketing e del digital, secondo Marketing Ignorante.

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Buona lettura!

1. Nike: continua l’avanzata nel metaverso.

Il colosso dello sportswear ha acquisito RTFKT Studios, una società che sviluppa oggetti da collezione ed esperienze virtuali.

Fonte: nicolaporro.it

Un’altra mossa molto importate da parte di Nike, per proseguire l’esplorazione del Metaverso, l’ecosistema di mondo virtuali dove si può vivere una vera e propria “second life” con il proprio avatar.

Dopo aver creato Nikeland, una città dello sport all’interno della piattaforma Roblox, Nike ha annunciato di aver acquisito RTFKT (pronunciato “artifact”), un’azienda che utilizza NFT (Non Fungible Token), autenticazione blockchiain e realtà aumentata per creare prodotti ed esperienze virtuali unici per i suoi utenti.

Fondata nel 2020 da Benoit Pagotto, Chris Le e Steven Vasilev, nel giro di poco tempo RTFKT è diventata leader nel settore degli artefatti digitali soprattutto grazie alla cifra record di 3,1 milioni di dollari, ottenuta dalla vendita di 633 sneakers in versione NFT firmate in collaborazione con il famoso artista digitale FEWOCiOUS.

Perché nasce l’accordo tra Nike e RTFKT?

Il CEO di Nike, John Donahoe ha dichiarato che l’accordo aiuta a consolidare la trasformazione digitale dell’azienda. L’obiettivo è quello di investire negli RTFKT Studios, nella community di innovatori e creator ed estendere l’impronta digitale di Nike.

L’acquisizione stimola un nuovo livello di coinvolgimento per i brand: legare NFT a prodotti fisici è un modo per potenziare i programmi di fidelizzazione e aumentare la consapevolezza del marchio.

Questo può rendere possibile il raggiungimento di una forte percezione della brand identity con modalità più rapide ed incisive, rispetto alle metodiche “classiche” del mercato tradizionale.

L’esperienza dei brand nel Metaverso.

Il legame tra RTFKT e Nike apre le porte a nuove interessanti strategie di marketing integrando la produzione di oggetti “realmente indossabili” anche nel Metaverso.

La pandemia ha giocato un ruolo molto importante nel velocizzare questo processo di integrazione tra la realtà fisica e digitale.

Ci ha costretti a vivere attraverso gli schermi e molti sono stati i brand, soprattutto nel settore della moda di lusso, che hanno colto l’opportunità di affacciarsi al mondo virtuale generando così brand awareness nei consumatori. 

Gli esempi possono essere Gucci che ha creato un intero mondo virtuale brandizzato all’intero di Roblox, chiamato “Gucci Gardens”, Balenciaga che ha lanciato una collezione per il gioco Fortnite in collaborazione con EpicGame, Louis Vuitton che ha avviato una collaborazione con League of Legends, Dolce e Gabbana che ha rilasciato una collezione digitale composta da nove capi di abbigliamento NFT, chiamandola “Collezione Genesi”.

Insomma, Nike non è stata di certo l’unica a cogliere il potenziale dei concetti super attraenti di Metaverso ed NFT.

La risposta dei competitor.

Nike ha dimostrato con questa strategia che intende puntare sempre di più sul digitale e sugli NFT e si sta attrezzando per competere in un settore che in futuro potrebbe rivoluzionare il mondo della moda e dello streetwear.

Infatti, non tarda ad arrivare la risposta da parte dei competitor: quasi in concomitanza all’uscita della notizia riguardante Nike e RTFKT, Adidas ha annunciato il lancio della sua prima collezione NFT intitolata “Into the Metaverse” in collaborazione con Bored Ape Yacht Club, GMoney e PUNKS Comic

L’obiettivo di Adidas è quello di creare un club molto esclusivo di clienti, a cui viene garantito l’accesso ad un catalogo precluso a tutti gli altri utenti solo se in possesso di uno degli NFT della collezione.

I possessori dell’NFT Adidas, potranno acquistare prodotti speciali e beneficiare di esperienze organizzate dal brand, sia online che offline.

Il collegamento tra NFT e merchandising fisico sembra funzionare, almeno in questa prima fase, nonostante l’elevato prezzo (la collezione Adidas, costituita da circa 30.000 NFT è andata SOLD OUT nel giro di poche ore, nonostante alcuni problemi tecnici) e l’accessibilità alla linea esclusiva, solo nel 2022 (si è trattato quindi di un pre-sale).

Cosa aspettarsi dai brand nel metaverso?

Da quello che stiamo osservando in questo momento, è probabile che il concetto di Metaverso sconvolgerà le regole del marketing e della pubblicità tradizionale.

L’impatto della diffusione di queste nuove tecnologie potrà portare ad un cambiamento nel processo d’acquisto del consumatore che passerà della ricerca spasmodica di un supporto fisico per soddisfare i propri bisogni al puro edonismo di possedere oggetti virtuali spostando il focus sull’intrattenimento, la creatività e la personalizzazione

La gamification diventerà elemento essenziale della comunicazione di brand in quanto permetterà di interagire con l’utente nello spazio digitale potenziando notevolmente l’engagement tra brand e consumatori. 

Lo sviluppo del web 3.0 e del Metaverso porterà numerosi vantaggi per i brand, quali:

  • L’eliminazione del problema della contraffazione grazie all’unicità e alla tracciabilità assoluta degli NFT essendo verificabili singolarmente sulle blockchain di riferimento;
  • L’accessibilità ad un nuovo flusso di entrategrazie allo sviluppo dei nuovi mercato decentralizzati, dove è già possibile scambiare anche beni e servizi;
  • Il raggiungimento di un numero più elevato di consumatori senza aver bisogno della loro presenza fisica;
  • L’integrazione della pubblicità nell’esperienza di gioco virtuale andrà ad infastidire di meno gli utenti che si affezioneranno ai marchi con cui avranno interagito direttamente in modo meno unidirezionale e più divertente, appunto;
  • La connessione con le proprie community in un universo virtuale sarà direttamente integrata con la realtà fisica, creando esperienze immersive che abbatteranno del tutto le distanze geografiche.

Con l’avvento di queste nuove tecnologie, il mondo si sta aprendo a nuovi orizzonti e brand del calibro di  Nike hanno già dimostrato di essere pronti ad abbracciarne le qualità.

A cura di:Marika Cannone.

2. L’arte secondo gli NFT: il caso Buzzoole e L’Oréal.

Per guardare al futuro, inevitabilmente è necessario stare al passo con quanto di più aggiornato ed innovativo offre il presente.

Tra i temi più scottanti ci sono sicuramente il metaverso e gli NFT: ma si tratta di attualità o di un futuro paragonabile alla macchina volante di ‘Ritorno al Futuro’?

Se nel primo caso, ci troviamo ancora in uno stato embrionale, gli NFT, ovvero i Non Fungible Token, sono già una realtà e stanno pian piano rivoluzionando l’idea di investimento e di unicità del ‘possesso di un bene’.

Cosa sono gli NFT?

In parole povere, stiamo parlando di certificati che, attraverso la tecnologia blockchain, attestano la proprietà di oggetti fisici e digitali.

Vengono definiti non fungibili perché sono unici e non possono essere sostituiti, ma possono essere trasferiti.

L’Avatar GIN e l’arte digitale femminile.

Sempre più aziende, internazionali ed italiane, stanno iniziando ad interessarsi e ad investire nel settore. 

Tra queste, c’è Buzzoole, che – recentemente – ha lanciato il primo ”Avatar Gin”, un gin in edizione limitata, associato univocamente a un’immagine da collezione coniata sulla blockchain.

Sulla bottiglia è presente un QR Code che, una volta scansionato, permette di ottenere l’NFT corrispondente da collezionare e scambiare.

© Buzzoole.

Interessante è stata anche l’iniziativa di L’Oréal Paris che, conseguentemente al lancio della linea di rossetti Reds of Worth, ha deciso di sostenere l’arte digitale femminile incaricando cinque artiste di creare una collezione NFT ispirata alle sei tonalità di rosso della sua nuova linea.

Attraverso il programma, L’Òreal, da sempre promotore dell’empowerment femminile, ha voluto attirare l’attenzione sulla disparità di genere e sulle donne che già lavorano nel settore degli NFT.

© L’Oréal Paris

Come per tutte le novità, la domanda risulta legittima: si tratta di una moda o di una vera e propria trasformazione dell’arte?

“Lo scopriremo solo vivendo”.

A cura di: Melania Carillo.

3. Heinz collabora con Call of Duty per aiutare i giocatori a fare una pausa.

Mangiare mentre si gioca online? Non proprio un’ottima mossa. 
Mangiare mentre si gioca a Call of Duty? Un’idea ancora peggiore.

Ma l’idea di Heinz, colosso gastronomico statunitense, sembra essere amata dal pubblico degli esports.

In collaborazione con ACTIVISION e Call of Duty, Heinz ha deciso di implementare delle aree di gioco in cui è possibile fare una pausa e mangiare in tutta tranquillità senza essere colpiti.

© Heinz.it

Nello specifico sono stati identificati dei punti nascosti nella nuova mappa “Caldera”, per godersi in sicurezza una meritata pausa e mangiare un delizioso hamburger con HEINZ.

I punti nascosti sono sempre più popolari tra i players, in genere utilizzati per cercare sicurezza o ottenere vantaggi, ma anche un trucco per fare uno spuntino o sgattaiolare in bagno, nella vita reale ovviamente.

L’80% dei giocatori mangia e beve mentre gioca, ma è molto più difficile farlo nei giochi multiplayer come Call of Duty, dove una pausa inopportuna può costarti la partita.

HEINZ porta la magia all’ora dei pasti, che tu sia seduto a tavola o gustando un boccone veloce a metà partita.

Ora aiutiamo i giocatori di Call of Duty a ricaricarsi in sicurezza con una pausa hamburger, in uno dei nuovi punti di interesse su Caldera.

Dichiarazione di Ashleigh Gibson, General Manager di HEINZ.

A cura di: Ludmilla Degni.

4. Il “vero” account “Metaverse”, bloccato per giorni.

Thea-Mai Baumann è un’artista e tecnologa australiana che nel 2012 ha aperto un account Instagram, con il nome @metaverse, attraverso il quale ha documentato la sua vita, i suoi viaggi a Shanghai e la sua società di realtà aumentata, chiamata Metaverse Makeovers.

Quando un telefono con la sua app installata inquadrava uno degli intricati decori per unghie creati dal suo team, l’immagine sullo schermo mostrava degli ologrammi che prendevano vita sulle unghie.

© Matthew Abbott per il New York Times.

Tutto questo prima di Pokémon Go, prima che i filtri di Snapchat e Instagram diventassero parte della vita di tutti i giorni.

Baumann ha visto il potenziale per estendere la tecnologia all’abbigliamento, agli accessori e oltre, ma il suo capitale d’investimento si è esaurito nel 2017 ed è tornata nel mondo dell’arte.

© Matthew Abbott per il New York Times.

Il 28 ottobre, la grande F di Menlo Park annuncia il cambio di nome scegliendo Meta ed introducendo il suo concetto di metaverso (un mondo virtuale che vede come il futuro di internet).

La novità relativa al rebranding e, lo si capirà presto, a qualcosa di molto più profondo, è arrivata direttamente da Mark Zuckerberg durante la conferenza annuale del colosso di Menlo Park, il Facebook Connect.

La notizia era già trapelata da qualche tempo e la Baumann, che  a quei tempi aveva meno di mille follower, da diversi giorni aveva iniziato a ricevere sia messaggi con offerte di acquisto per il nickname sia messaggi di avvertimento “facebook non ti chiederà il permesso e si prenderà il tuo marchio”.

Il 2 novembre, quindi pochi giorni dopo l’annuncio di Facebook, è successo esattamente questo: l’account dell’artista è stato disabilitato con questa motivazione: “Il tuo account è stato bloccato per aver finto di essere qualcun altro”.

La Baumann ha cercato, per settimane, di confermare la sua identità sul social senza riuscirci, chiedendo poi aiuto alla stampa e ad avvocati e facendo girare sui social un cartello per dimostrare che era la proprietaria del nome.

© Matthew Abbott per il New York Times.

Nel frattempo, Mark Zuckerberg, l’amministratore delegato di Facebook, stava investendo pesantemente nella sua visione futuristica del metaverso – quello che ha chiamato “un internet incarnato dove sei nell’esperienza, non solo guardando”.

Il 2 dicembre, un mese dopo che la signora Baumann ha fatto appello a Instagram per ripristinare il suo account, un portavoce di Instagram ha comunicato che l’account era stato “erroneamente rimosso ” e che sarebbe stato ripristinato (cosa avvenuta due giorni dopo) senza dare ulteriori spiegazioni, evitando di rispondere a scivolose domande circa “l’associazione tra l’account bloccato e il rebranding del social network”.

Ad oggi, dopo la risoluzione della vicenda e dopo la sua divulgazione,Thea-Mai Baumann ha dichiarato al New York Times di voler trasformare l’accaduto in un nuovo progetto artistico che racconta la morte all’interno del metaverso, oltre a progettare nuove iniziative per prendere parte alla sua costruzione.

Insomma, un curioso ed estremamente attuale caso di conflitto di brand concluso, per fortuna, con un lieto fine.

A cura di: Luca Guerrasio.

5. Twitter updates: tutte le novità in fase di test.

Anche il più “anziano” tra i social network sta cambiando look: di recente infatti Twitter ha reso noti alcune aggiornamenti che sono entrati in fase di test pubblico.  

Curiosi di scoprirli? 

Tweet con reazioni.

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno utilizzato una reaction ad un post invece del semplice e riduttivo pollice in su

Anche Twitter sta testando questa nuova opzione, attraverso cui gli utenti avranno la possibilità di commentare un tweet, allegando quello originale come un adesivo.

Con questa opzione, gli utenti verranno coinvolti maggiormente – a livello visivo – con il tweet.

© Alessandro Paluzzi – @alex193a

Editor di testo e formato visivo più grande.

Tra le altre novità, Twitter sta testando anche l’opzione di editor di testo, che consentirebbe di aggiungere più colore ai commenti.

© Social Media Today

A lavoro anche sul layout generale.

Anche per il layout generale ci sono degli aggiornamenti in fase di test: si sta pensando infatti di ricreare un formato full screen e allinearlo al layout della sezione “Esplora”, anch’essa in fase di test, che consentirebbe agli utenti di scorrere a schermo intero i tweet.

Alcuni indizi per questa novità erano già reperibili in estate, quando poco dopo l’annuncio dell’addio ufficiale al formato fleet di cui vi abbiamo parlato in MarkeThings #29, dalle divisioni di prodotto di Twitter erano emerse informazioni sul riutilizzo dei resti di Fleet all’interno di altri, nuovi formati di prova.

In effetti, com’era facile prevedere, quello in corso di valutazione è un aggiornamento ispirato agli altri social network, su tutti TikTok, che sottolinea l’intenzione di Twitter di aggiornarsi e (forse) di diventare più attrattivo per nuovi target.

A cura di:Melania Carillo.

Queste erano le notizie della settimana n. 46 di MarkeThings!
Se sono state utili, la nostra redazione ti da appuntamento a lunedì prossimo 😉

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