Fotocamera di Polaroid appoggiata su un muretto, con natura nello sfondo per introdurre la storia di Polaroid

Polaroid: il “clic” che ha rivoluzionato la fotografia

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Fotografia, la macchina del tempo di Marketing Ignorante ci porta a fare un tuffo nel passato alla scoperta della storia di Polaroid. Sono passati quasi 84 anni dalla nascita di quest’azienda che ha rivoluzionato per sempre il concetto di fotografia.

Il passaggio da pellicola a stampa su carta non è mai stato così immediato fino all’invenzione della fotocamera istantanea: infatti prima di vedere le foto su carta era necessario attendere giorni, se non addirittura mesi, lo sviluppo del rullino in laboratorio.

Scopriamo insieme la storia di Polaroid, come è nata, fallita e poi risorta.

Edwin Herbert Land: la storia di Polaroid

Nel 1926 il fisico e inventore americano Edwin Herbert Land, come farà qualche anno più tardi Steve Jobs, lascia l’Università di Harvard al primo anno per dedicarsi ai suoi progetti personali. 

Si ritira in un garage di Cambridge (Massachusetts) per fare ricerche sulle possibili applicazioni dei filtri polarizzatori.

Definito l’ultimo dei grandi geni, Land è secondo per numero di brevetti solo a Thomas Edison: pensa che negli anni ne ha registrati ben 533!

Nel 1932 inventa un particolare foglio di plastica capace di polarizzare la luce, che chiama Polaroid. Nel 1936 applica questo materiale agli occhiali e ad altri dispositivi ottici, come il visore antiriflesso per automobili.

Un anno dopo, nel 1937 fonda la società Polaroid Corporation a Kendall Square, un quartiere di Cambridge (Massachusetts).

Negli anni seguenti l’azienda inserisce il filtro polarizzatore a ogni prodotto: dai primi occhiali 3D per il cinema, fino agli occhiali da sole per cani (sì lo ammetto, ha fatto ridere anche me!).

Siamo anche in piena Seconda Guerra Mondiale, e Polaroid contribuisce alle forze armate statunitensi lanciando invenzioni all’avanguardia. Un esempio é il visore a infrarossi che permette ai soldati di vedere al buio.

Ma come arriva la Polaroid, che produce occhiali polarizzati, a inventare la fotografia istantanea? Dietro a questa idea rivoluzionaria si cela un aneddoto divertente.

L’invenzione della fotocamera istantanea

È il 1944. Land si trova in vacanza a Santa Fe (Nuovo Messico) con la famiglia e scatta una foto a sua figlia di 3 anni, Jennifer. 

La bambina, spinta da quella curiosità che caratterizza solo i più piccoli, gli fa una domanda che rivoluzionerà per sempre il mondo della fotografia: “Papà, perché non posso vedere subito la foto che mi hai appena scattato?”

Una richiesta apparentemente ingenua che fa scattare subito in Land l’idea di dare vita alla fotografia istantanea.

Tornato in azienda, si ingegna e lavora a questa invenzione fino al 1947 quando, durante un congresso della Optical Society of America, annuncia al mondo il primo sistema per produrre una fotografia finita entro un minuto dallo scatto.

Un anno più tardi, nel 1948, viene lanciato il primo modello di fotocamera istantanea della storia, nel grande magazzino Jordan Marsh di Boston: la Model 95, che costa 89,95 dollari (più o meno 937 dollari di oggi).  

Polaroid Model 95

Inserendo la carta Polaroid all’interno di questa fotocamera, la macchina stampa foto in bianco e nero 50 secondi dopo lo scatto. Un vero prodigio!

L’Instant Camera ha un successo incredibile.

Polaroid crescere rapidamente: i suoi prodotti vengono richiesti sia dai fotografi professionisti ma anche dal grande pubblico, tutti rapiti dal fascino unico della fotografia istantanea.

Negli anni ‘50 più di un milione di persone scatta con la Polaroid! Possiamo definirla l’Instagram dell’epoca: l’unica differenza è che mancano filtri, colori e naturalmente gli hashtag!

Il boom degli anni ’60 e ‘70

È soltanto nel 1963 che appare finalmente sulla scena la prima pellicola autosviluppante a colori: la Polacolor.

Due anni dopo, nel 1965, viene lanciata la Polaroid Swinger, venduta a soli 19,95 dollari e indirizzata ad un target di giovani. Questo modello fa sì che la Polaroid si trasformi nell’azienda iconica che oggi conosciamo: un marchio noto in tutto il mondo, apprezzato anche da artisti famosi del calibro di Andy Warhol.

Polaroid Swinger Model 50

Andy Warhol, padre della Pop Art, diventa il testimonial più famoso della Polaroid.

Dalla fine degli anni ‘60 fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1987, porta con sé ovunque si trovi una Polaroid e la usa per documentare le sue opere d’arte, ritrarre celebrità, e fare foto a paesaggi.

Collage di Polaroid scattate da Andy Warhol

La fotocamera SX-70 scatena la Polaroid Mania

Durante gli anni ’60 le vendite di Polaroid schizzano alle stelle: si vendono oltre 3 milioni di macchine fotografiche e ben 15 milioni di pellicole!

Nel decennio successivo impazza la Polaroid Mania: tutti vogliono l’iconica Instant Camera.

L’apice del successo viene raggiunto nel 1972 con la mitica SX-70: una macchina fotografica istantanea pieghevole che consente, tra le altre cose, di scattare immagini con effetti speciali.

Polaroid SX-70

Inoltre le sue rivoluzionarie pellicole migliorano la User Experience: se prima l’utente doveva togliere manualmente il negativo della fotografia, adesso può vedere uscire la stampa direttamente dalla macchina.

La SX-70 ha un successo stratosferico: pare che l’azienda ne realizzasse addirittura 5000 al giorno!

Kodak entra nel mercato delle instant camera

Intanto, in quel periodo, un concorrente “sgomita” per farsi strada nel settore delle pellicole autosviluppanti: la Kodak, che con le sue Kodak Instant inizia a mettere il bastone tra le ruote alla Polaroid. 

Nel 1976, Polaroid decide di fare causa alla Kodak, con l’accusa di aver violato la sua tecnologia di fotografia istantanea protetta da brevetto.

La causa dura 10 lunghi anni e si risolve con la vittoria di Polaroid: alla rivale viene ordinato di smettere immediatamente di produrre fotocamere istantanee e di pagare una multa di circa 909 milioni di dollari.

L’inesorabile declino

Durante gli anni ’80 l’azienda realizza nuovi prodotti come la Polaroid Sun 600 e la pellicola Type 600. 

Intanto, a causa di scelte commerciali sbagliate, Land è costretto ad abbandonare le redini dell’azienda nel 1981. Morirà dieci anni più tardi.

Nel frattempo la concorrenza si fa spietata, soprattutto in seguito all’ingresso nel settore delle istantanee di Fujifilm, prima con la Fotorama e poi con le fotocamere INSTAX, e le pellicole a colori ISO 800.

La storia di Polaroid continua, e nel 1999 torna alla ribalta con la i-Zone: la fotocamera del nuovo millennio che permette di scattare foto adesive dalle dimensioni di un francobollo. Tutti i teenager adorano questo modello e iniziano ad attaccare le fotografie nei diari.

Polaroid torna alla ribalta con la i-Zone

Con l’inizio del nuovo millennio e a causa dell’avanzata della tecnologia digitale, l’azienda subisce un periodo di forte crisi finanziaria e nel 2008, dopo aver smesso di fabbricare le fotocamere, annuncia anche la fine della produzione delle pellicole.

Una fine ingloriosa per un marchio che ha rivoluzionato il mondo della fotografia!

Il Progetto Impossibile e la rinascita dalle ceneri

Ma può finire così la storia di un grande brand come Polaroid? Molti l’avrebbero dato per spacciato ma c’è chi ha voluto scommettere tutto sulla sua rinascita.

Nel 2008 a Enschede (Olanda), i visionari Florian Kaps e André Bosman, seguiti da un gruppo di ex dipendenti Polaroid, rifiutano la chiusura dell’azienda e danno vita a una delle strategie di Nostalgia Marketing più riuscite della storia: The impossibile Project.

Questa startup si accorge dell’esistenza di una nicchia di affezionati al brand che vogliono riutilizzare le proprie Polaroid. Decide così di acquistare una fabbrica appartenente all’azienda, e nel 2010 inizia a produrre pellicole compatibili con le iconiche fotocamere Polaroid SX-70, 600 e Spectra.

Il Progetto Impossibile fa risorgere il mito Polaroid dalle proprie ceneri producendo producendo nuove fotocamere: la Instant Camera Polaroid 300 nel 2010, e cinque anni più tardi la Socialmatic. 

Polaroid Socialmatic

La Socialmatic è la prima Polaroid dotata di Sistema Android che permette di condividere gli scatti sui social, ed è caratterizzata da due fotocamere, compresa quella frontale per i selfie, e una stampante a zero inchiostro (ZINC).

Nel 2017 il più grande investitore di Impossible Project, Oskar Smolokowsi, compra finalmente il marchio e la proprietà intellettuale di Polaroid: lancia Polaroid Originals, il nuovo brand dedicato alla fotografia analogica istantanea. 

Nel 2020 il nome del brand torna ad essere Polaroid. 

Polaroid Originals

La community è la chiave del successo

Uno dei motivi principali del successo dell’Impossible Project è la creazione di una community fedele e affezionata al brand. 

La startup ha instaurato una forte relazione con i propri clienti, facendoli sentire parte dell’impresa stessa grazie alla newsletter, con la quale condivide consigli, aggiornamenti sulle novità, e artisti che usano Polaroid.

Nell’immagine sottostante potete leggere la newsletter del settembre del 2017, con cui l’Impossible Project lancia il nuovo brand Polaroid Originals.

Newsletter Polaroid

Perché la storia di Polaroid continua ancora oggi?

Nel 2021 la richiesta della fotografia istantanea è in continua crescita e va molto oltre la semplice nostalgia del passato. 

Oskar Smolokowsi, CEO del brand, sostiene che: “Nel mondo di oggi, frenetico e digitale, un oggetto tangibile al di fuori dello schermo dello smartphone diventa un oggetto prezioso. Unico ed impossibile da riprodurre”.

In un mondo sempre più digital e social, dove immagini e ricordi sono più effimeri e temporanei, la fotografia istantanea diventa un’occasione preziosa capace di fissare per sempre l’irripetibilità e l’unicità di un istante.

Quella da custodire gelosamente tra gli oggetti più cari, da incorniciare ed esibire solo alle persone speciali. Un piccolo lusso e un breve viaggio nella semplicità del passato a cui le persone non sono disposte ancora a rinunciare.

Ti è piaciuta la storia della Polaroid e ti piacerebbe leggere quella di altri brand famosi? Leggi il nostro articolo sulla storia del Bacio Perugina!

Silvia Giordano

Silvia Giordano

Sono laureata in Lingue e Comunicazione e dopo aver conseguito un master in Comunicazione Multimediale, continuo a formarmi in ambito Digital. Empatica, determinata e curiosa sono le qualità che più mi definiscono. Adoro mettermi in gioco, conoscere nuove materie e nuove persone. Nel tempo libero amo leggere, fare sport e, appena ho la possibilità, preparo la valigia e parto alla scoperta di posti che non conosco. Davanti al mare e a una fetta di torta al cioccolato sono la persona più felice del mondo!

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